Hunting Hitler 3 – ep. 1

La tanto attesa stagione 3 inizia con la citazione di una base di sommergibili tedesca, a Narvik, che lasciava ben sperare, ma incredibilmente è stata subito abbandonata.
Almeno per il momento.
Peccato. Dopo il primo rilevamento radar di un sommergibile, dove gli esperti hanno esclamato entusiasti: “è sicuramente fatto dall’uomo!” ( eh, certo; chi pensavi l’avesse fatto? Belzebù?) i sommozzatori si sono tuffati ed hanno ammesso: “è un U-boat nazista!“. A questo punto l’argomento è caduto per ri-enunciare la missione di Hunting Hitler ed i suoi propositi. In questo modo il capitolo Narvik è risultato essere decisamente inconcludente e speriamo venga ripreso più avanti; certo è che se si vogliono inserire spezzoni di questo tipo si dovrebbe dire qualcosina di più.
Così sembra solo striminzito e basta.
La cosa che mi ha stupito e che ormai non mi sorprende più sono i testi. Ad un certo momento Baer dice: “Hitler sarebbe potuto arrivare perfino in Sudamerica!
Perfino? dopo due serie di Hunting Hitler e dopo almeno 7 libri di autori famosi che descrivono testimoni, ascoltati negli anni giusti, dici: “Perfino?“. In questo modo si getta un’ombra su tutte le tesi sviscerate da scrittori famosi e sulle indagini passate?
Va bene. Il proposito attuale si chiama – mappatura delle risorse -.
Team557 ora dice: “è tardi. maledettamente tardi“. Lo dico perchè ormai è morta tutta la gente che ha respirato l’aria di Hitler, i testimoni chiave. La gente cioè che avrebbe potuto parlare, se avesse voluto. E poi non lo avrebbe mai fatto. Ora rimane solo qualche figlio di figure marginali che, se individuato, risulterà riluttante a parlare con persone non conosciute e straniere. Oppure non parla proprio per patti siglati col padre sul letto di morte.
In questa fase di analisi la notizia nuova è sulle due sorelle di Hitler, Angela e Paula, che sarebbero state prelevate dalle proprie abitazioni, una mattina di metà aprile 1945, da un autista per essere condotte a Berchtesgaden. Nella località, alla fine della guerra, molte personalità di spicco del Terzo Reich si stavano radunando poichè sapevano delle strutture di sicurezza presenti in zona.
Nella visita effettuata dal team viene rilevata una porta che presumibilmente conduce all’insieme di sotterranei scavati sotto il complesso di costruzioni costruite attorno all’Obersalzberg.

Appare chiaro, aquesto punto, che da tempo i nazisti avevano pensato a più punti di fuga. Anche se i tempi stavano stringendo, nell’aprile 1945, ormai i piani erano già stati organizzati, da anni, con trasferimenti di beni e strutture, personale e ogni risorsa necessaria.
Hitler aveva due possibilità: andare a nord o a sud.
Ci ricordiamo della puntata di Hunting Hitler del 2017 dove apparve il report dell’FBI che riportava il messaggio che Hitler preferiva andare a sud? Solo che il sud poteva essere nelle strutture all’Obersalzberg, almeno inizialmente.
Un’alternativa poteva risiedere nella fuga verso Nord; luogo probabile: la città di Hohenlychen, dove si trovava un centro di comando delle SS. A poco più di 100 Km da Berlino. A mio modo di vedere, improbabile, perchè avrebbe significato in quei giorni mettersi nelle fauci dell’Armata Rossa.
A Hohenlychen c’era un complesso militare e medico enorme, di due piani, dove potevano rifugiarsi migliaia di SS, protetti dalla croce Rossa disegnata sui tetti; quindi, teoricamente NON bombardabile.
Queste però sono tutte deboli teorie. Il centro di Hohenlychen, a fine conflitto, in una Germania distrutta, interamente occupata dagli americani e dai sovietici, qualsiasi centro di una certa rilevanza e dimensione sarebbe stata visionata e circondata. Qui vicino, il 22 maggio 1945 fu arrestato Himmler dalle truppe americane che stavano scandagliando la zona, quindi il posto non poteva essere considerato sicuro per nazisti di spicco.
Ritorna praticabile l’indagine verso sud, a Berchtesgaden.
Qui sono stati ritrovati, negli anni, i piani di costruzione di una serie di tunnel, disposti su 6 livelli, di dimensioni enormi (oltre 6 Km), che il governo federale tedesco del 1946 ha sigillato e reso inaccessibili.
Oggi le autorità tedesche non vogliono sentir parlare dell’argomento: desiderano insabbiare tutto e cancellare ogni traccia.
Comunque il numero di persone autorizzato ad entrare nel complesso dell’Obersalzberg era veramente limitato e protetto.

Sotto la principale residenza di Hitler, sotto il Berghof, si apre un labirinto di sotterranei che prevedeva anche la costruzione di una strada segreta (non completatata) che si sarebbe dovuta aprire a diversi Km dalla casa del leader nazista.

Ma a causa del non completamento della via di fuga le indagini del team si orientano  verso la ricerca di una struttura sicura che avrebbe potuto ospitare il leader nazista.Ed appare al proposito una struttura governativa diplomatica, delle SS, atta a ricevere leader stranieri e diplomatici e dotata. guarda caso, di un grande sotterraneo con via di fuga, con una gradinata verso il basso lunghissima che conduce all’aperto, con sbocco diretto su di una ferrovia!. All’interno è pieno di stanze, con quella di Hitler (superprotetta), a circa 60m sotto il suolo.

Contemporaneamente, una squadra di ricerca è ancora a nord, dove testimoni (testimoni? veri testimoni? controllati?) dicono di aver visto Hitler il giorno 24 aprile 1945 passeggiare verso il lago vicino a Hohenlychen. Il fatto è sensazionale perchè di fatto smentisce tutta la manfrina degli ultimi giorni di Hitler nel bunker riportata sui libri, nei film e nei documentari ufficiali. Cercando di intervistare gli abitanti del luogo appare una signora che ricorda che la madre, sarta, si era dovuta occupare del cappotto di Hitler mentre era al servizio di una famiglia di capi SS del posto. Ha aggiunto che il dittatore nazista era venuto più volte in città e che risiedeva in una casa che domina il lago.

La puntata termina qui. Forse sarebbe il caso di approfondire la ricerca di testimoni che sappiano fornire particolari aggiuntivi sulla presenza di Hitler in quei giorni, perchè questo sbugiarderebbe in modo ufficiale quanto proclamato in ormai settantanni.

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