Blondi: l’amico fedele di Hitler

– se non sono l’unico ad aver scritto qualcosa su questo povero cane, poco ci manca. –

Una delle cose che impressionava di più la “famiglia” di amici e conoscenti che bazzicavano al Berghof era la disciplina del suo pastore tedesco femmina; durante la solita camminata pomeridiana, seguita in un quasi religioso silenzio da tutti i presenti, il cane procedeva sempre ad una regolare distanza di un metro e mezzo dal suo padrone se questi aveva a fianco qualcuno, se il Fuhrer era invece solo, lei gli camminava a fianco. Curioso.
Un’altra particolarità che sembrava mostrare nei pomeriggi affollati da personaggi vari era che girava garbatamente nelle stanze per tutto il tempo, ma, stranamente, sembrava “sentire” l’arrivo del suo padrone e si andava ad accucciare ordinatamente immediatamente a fianco della poltrona dove era solito sedersi, alla sua destra.
La cosa era impressionante nella sua regolarità.

Un cane che pareva subire un’attrazione insolita verso Hitler, non paragonabile al rapporto con Eva Braun, che per molto più tempo era chiaramente presente e disponibile per lei. Ma anche per questo godeva di una posizione del tutto speciale. Nessuno osava toccarla, nessuno aveva il permesso di darle da mangiare. Blondi mangiava esclusivamente con Hitler. Quando nel 1943, ebbe una malattia contagiosa, venne portata nella clinica per animali del dottor Dopfer, al numero 1 della Rottmannstrasse. In quell’occasione Hitler fece consegnare alla clinica uova, carne e grasso espressamente selezionato per Blondi. Ogni mattina giungeva da Monaco per telefono un bollettino medico sul suo stato di salute, che Linge doveva leggere prima di ogni altra cosa.
Se le notizie non erano buone, egli si mostrava subito irrequieto e preoccupato. Gli era assai più facile firmare le condanne a morte per disfattismo di ufficiali al fronte che sopportare le cattive notizie sullo stato di salute della sua Blondi.

Nel 1944 la propietaria dell’atelier d’arte Troost, la vedova Troost di Monaco, soggiornò alla Trincea del Lupo come ospite personale di Hitler. Hitler aveva con lei un rapporto di amicizia fin dal periodo della fondazione del partito nazista. La signora, di circa quarant’anni, era iscritta da molto tempo al partito ed era stata insignita della medaglia d’oro nazionalsocialista. Alla persona, che aveva un particolare rapporto col Fuhrer, verso febbraio, venne inviata la richiesta di recarsi nel Bunker per far accoppiare Blondi con il proprio cane. L’evento ebbe luogo proprio nel giorno in cui Hitler riprese ad assistere alle riunioni sulla situazione militare e discusse con Guderian sulla situazione della Prussia Orientale e sull’opportunità di evacuare le donne e i bambini da quella regione.
L’incontro venne interrotto a più riprese perchè il leader nazista si assentò per pochi istanti per chiedere aggiornamenti. I presenti si domandarono da quale fronte dovevano provenire, ma solo in ultimo Hitler svelò che riguardavano … il suo pastore tedesco.
Ad un certo punto entrò, con aria sorridente Linge affermò: “sì, mio Fuhrer, l’accoppiamento ha avuto luogo: l’affare di Stato ha avuto luogo!“.
« …e Blondi come si è comportata? ».
« Entrambi si sono comportati come due principianti ».
« Cosa vuol dire?».
« Sono caduti per terra uno sull’altro ».

Hitler scoppiò a ridere. L’accoppiamento di Blondi con il cane della signora Troost fu un grande avvenimento nello Stato Maggiore di Hitler.

A metà febbraio del 1945 Hitler si trasferì nel suo bunker sotterraneo nel giardino della Cancelleria del Reich. Contro la parete sinistra nella prima stanza della prima metà del bunker era stato ricavato uno spazio per il pastore tedesco. Il suo decantato accoppiamento con il cane della signora Troost non aveva prodotto alcun «risultato». Perciò dalla fine di gennaio 1945 Blondi venne di nuovo fatta accoppiare con il cane del Reichsleiter Alfred Rosenberg, l’ideologo del Partito nazista. Hitler fece illuminare il cantuccio di Blondi con una lampada artificiale. All’inizio di aprile si produsse finalmente il fausto evento lungamente atteso: Blondi mise al mondo otto lupacchiotti. Tre sopravvissero: al più robusto di essi Hitler diede il proprio stesso soprannome: Wolf. Nell’aprile 1945 il Fuhrer poteva stare seduto per ore in poltrona, nel corridoio del bunker, a giocare con il suo favorito Wolf e sua madre.

Da quando, il 12 gennaio, Hitler era ritornato a Berlino da Bad Nauheim, egli prese i pasti esclusivamente in compagnia di Eva Braun, delle segretarie e dei suoi cani.
Nessun altra persona venne più invitata.

Secondo diverse testimonianze attendibili, il pastore tedesco è stato visto per diverso tempo a Bariloche, camminare almeno fino al 1948 a fianco del suo padrone.

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