L’ora più buia. l’ho visto

Bene. Sono appena tornato e ora posso scrivere liberamente cose di cui potrò pentirmi più tardi.

Rispetto al film.

Beh, intanto, bella la fotografia, la luce delle immagini, bella la recitazione di Gary Oldman.
A me il film è piaciuto. La cronologia degli eventi è abbastanza rispettata anche se per sommi capi. Molto “sommi”. Ma ne parlerò sotto. Un Churchill decisamente diverso da – into the Storm -, da – the Crown (su Netflix) -,  da  – il Discorso del Re – e altri ancora.
Questo appare molto più bonario e amabilmente inadatto (all’inizio) di tanti altri; dipende dal tipo di impronta che il regista voleva imporre alla “pellicola” (interessante questo termine, ormai obsoleto…). Ma, se me lo concedi, ora passerei brutalmente a… sotto.

Rispetto alla storia.

Qui le cose si complicano. Nel senso che se il film avesse voluto rispettare la storia vera …  vedi considerazione1

se il film NON voleva rispettare la storia … vedi considerazione2

 

Considerazione1.

Nel film si dimenticano fattori importanti che hanno deciso il percorso bellico e le vere responsabilità del conflitto.
A sentire i commenti delle persone all’uscita del cinema, sembra che l’episodio della metropolitana, dove la gente del “Regno Unito” presente in quel vagone ha dichiarato la propria inflessibilità, abbia deciso e la fermezza nella decisione di non negoziare la pace e il destino dell’Inghilterra, sia stato determinante.
Io non so se sia vero o solo verosimile, ma non è quello il punto.
Se voleva essere autobiografico in realtà è troppo poco il periodo preso in esame: dall’incarico governativo a Dunkerque e si sono trascurati troppi passaggi interessanti sulla personalità reale di Winston Churchill.
Per esempio, la questione dell’apprendimento delle notizie delle batoste europee del BEF (British Expeditionary Force), poi le urla nei confronti del Comando francese, il come ha trattato Polonia, Francia, Norvegia – nell’affare della nave Altmark – fino agli episodi saltati dei possibili negoziati con Bastianini, danno un’immagine molto più collerica ed intransigente del personaggio in esame.
Sono sempre stato e sempre sarò un sostenitore che quando si racconta la storia bisognerebbe dire tutte le verità, non solo quelle che ti fanno comodo; perchè col film non c’è contradittorio e quindi tutto appare come una sentenza. E la storia NON è così sempliciotta.
Ma è anche vero che l’italiano, in fondo, la verità vera non interessa più a nessuno. Tanto, è storia passata che appartiene a altre generazioni che ormai non ci sono più e chissenefrega. Non c’è più nessuno disposto ad alzare la voce per quelle questioni e se anche ci fosse non sarebbe poi credibile, per questioni di tempo o di incompetenza, rimane però una quasi-certezza: che se uno cerca e legge con attenzione, la verità salta ancora fuori. Imperiosa.
Per concludere, il film è un’inizio dell’epopea britannica molto romanzata. Qui non si cerca di raccontare la storia, ma di narrare alcune sfaccettature del personaggio nel primo anno di governo.
Se si esce da questo schema niente ha più senso, dal punto di vista storico. Ripeto:    il fim però mi è piaciuto. per quello che è.
La storia vera è un’altra cosa: molto più complicata di così e figlia di eventi giornalieri condizionanti e in questo blog dettagliati, giorno per giorno.

Considerazione2.

Mi rimane la curiosità di sapere se qualcuno di questi registi che hanno avuto il managment di Churchill hanno visionato gli altri film prodotti; perchè le differenze sono notevoli. Non è un argomento importante, ma forse l’ho percepito solo io o forse mi sono dimenticato che ogni filmaker ha il diritto di raccontare come meglio crede il personaggio, al riparo da ogni critica e appunto.

La cosa più vicina alla sua persona, fatte le opportune considerazioni del caso, sono le sue memorie. In 12 volumi + appendice, intrise di appunti veri, lettere e missive segrete, che trasudano il suo essere nelle guerra e le lotte in seno al Gabinetto britannico. Affatto trascurabili. Nel film non sono state nemmeno citate. Ma qui si aprirebbe un capitolo che interesserebbe solo a chi ormai non c’è più, in questa valle di lacrime. Soprattutto dopo Yalta.

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One response to “L’ora più buia. l’ho visto

  • Vincenzo

    l’episodio della metro pare sia inventato, e pare che simboleggi l’abitudine di Churchill di spuntare qua e là in giro per Londra e parlare con la popolazione (ma appunto il fatto della metro dipinto nel film sembra non essere mai accaduto)…
    io ci ho visto un che di onirico in quella scena e forse questa era l’intenzione del regista…
    in ogni caso fai bene a delineare ciò che è storia e ciò che è rappresentazione filmica…
    vero è che molti si fanno bastare un film come questo per dire di conoscere Churchill, ma la realtà è un’altra cosa…
    questo va preso per quello che é… un film che cerca di dare una piccola infarinatura sul personaggio Churchill, peraltro basata su un solo mese della sua esistenza…

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