Magda Goebbels. dati a confronto

Secondo i dati ufficiali pubblicati sul Dossier Hitler:

il 23 aprile 1945 Magda Goebbels, suo marito Joseph e i loro cinque figli: Hilde, Holde, Helke, Heike ed Heiner si trasferirono nel bunker della Nuova Cancelleria (qui se ne è perso uno… Clamoroso che un dossier così famoso, redatto, rivisto e presentato a Stalin, contenga inesattezze così macroscopiche; senza tener conto che il libro è stato poi visionato, controllato, tradotto e stampato in migliaia e migliaia di copie).
Goebbels tenne presso di sé il suo segretario di Stato, il comandante di brigata delle SS Werner Naumann, il suo aiutante di campo, lo Haupsturmfuhrer SS Gunther Schwagermann e il suo cameriere, l’Unterscharfuhrer SS Ochs.
Tra i gesti più alti del regime più famosi, c’è quello del 29 aprile. Hitler consegnò la propria medaglia d’oro alla signora Goebbels, dicendo di voler onorare in quel modo il suo “valoroso comportamento nel Reich”.

La morte dei figli ufficiale.
Nel Dossier Hitler è riportato che il medico Stumpfegger aveva avvelenato i suoi cinque figli, verso le quattro del pomeriggio, per ordine di Joseph Goebbels. Egli avrebbe versato il veleno nel caffè (ai bambini piccoli si dava il caffè? forse era caffèlatte). La signora Goebbels avrebbe aspettato l’esito fuori dalla camera, davanti alla porta.
Quando egli uscì e le fece un cenno con il capo per comunicarle che i figli erano stati avvelenati, lei svenne.
Due SS della Guardia del corpo di Hitler la portarono nella camera da letto di suo marito.

Versione diversa.
Stumpfegger avrebbe dapprima addormentato i bambini con un sonnifero, poi li avrebbe avvelenati insieme a Magda Goebbels.

 

La morte ufficiale.
In seguito, Magda e suo marito si sarebbero ritirati nella stanza da letto, fumando nervosamente, per spararsi un colpo in testa. Testimoni dell’entrata in camera sarebbero Schwagermann, l’aiutante di campo di Goebbels e il suo domestico Ochs. Sono loro che riferirono a Linge che Magda e marito si erano sparati appena nel bunker. Poi Naumann, Schwagermann, Ochs e altri avrebbere irrorato di benzina i loro corpi nella camera da letto e vi avevano dato fuoco.

Versione diversa.
Altri testimoni dissero in seguito che Joseph e Magda Goebbels si erano sparati nel giardino della Cancelleria. Questa versione è confermata dagli atti ufficiali del controspionaggio militare sovietico.

(qui è fatica. Non si può verificare nulla perchè ormai è storia di un secolo fa. Con quello che comporta. Una cosa però salta all’occhio, leggendo anche su testi diversi: che sono riportati testimoni che sembra che recitino una parte imparata a memoria e indotta.
Quasi tutti. Poi, ad un certo punto, a forza di spulciare, ne salta fuori uno che dice una cosa differente che si discosta da tutto il resto e, per tanto, non viene considerato. Perchè sono talmente tanti gli altri, che diventano inattaccabili, perchè taluni sono pure autorevoli. E’ un po’ come se negli anni ’50 qualcuno avessse detto: “ho visto Hitler!“, nessuno gli avrebbe creduto.
Già ora che il web ha divulgato le prime tesi, poi alcune prove e testimonianze di Hitler in Sudamerica, non è ancora bastato a riscrivere la storia della fine Terzo Reich, ufficialmente.
Senza contare che per farlo bisognerebbe rottamare una quantità di libri, documentari e video storici che si sono basati sulle verità assolute conseguite in seguito ai risultati ottenuti dalla fragile e discutibile indagine diretta da un uomo solo: il maggiore britannico Trevor-Roper. Il rapporto, figlio di un’inchiesta superficiale, sollecitata dagli americani, si concluse alla fine di novembre del 1945.
L’inconsistenza del lavoro di Trevor-Roper è stata analizzata nel libro El Exilio de Hitler, in cui si elenca le molteplici contraddizioni e la fragilità delle presunte prove prodotte al tempo.
Senza tralasciare lo step iniziale della mancanza del cadavere di Hitler, la cui non presenza costituisce un requisito fondamentale per determinare legalmente la morte di un essere umano.
L’unica cosa sicura, provata è che Joseph Goebbels si era sparato.
Annerito, tumefatto, ma era ancora lì, per terra. Ma non c’era Magda [secondo gli Alleati occidentali], non c’erano i bambini morti, poichè una grande quantità di testimoni presenti nel bunker nell’ora chiave erano già stati fatti subito prigionieri dai sovietici e quindi non erano a disposizione per eventuali contro-interrogatori se non dai loro carcerieri comunisti [che lo fecero senza divulgare le risposte ottenute, spesso anche sotto tortura].
Oltretutto, tutta la tesi della morte del Fuhrer è stata sostenuta da un solo uomo che poteva assicurare di aver visto Hitler morto: Erich Kempka, capo degli autisti della Cancelleria.

E così, il decisivo rapporto del magg. Trevor-Roper, determinante al fine di impedire che Hitler venisse poi giudicato in contumacia, in quanto già deceduto, si basò su un unico testimone oculare diretto.
Tutti i restanti testimoni ipetevano quello che avevano sentito dagli altri, una catena che riproduceva sempre una semplece litania comune: la versione di Kempka. Non ci furono altre prove, nè perizie criminologiche. L’arma non fu trovata [contrariamente a moltissimi rapporti; alcuni ne riportano addirittura due…], nè i bossoli del proiettile o resti di polvere da sparo sul luogo dell’accaduto. Non fu trovato nemmeno il contenitore della famosa capsula di cianuro di cui hanno parlato tutti, ma che nessuno ha visto. Tanto meno una foto di Hitler morto. Soltanto una labile traccia di sangue che, non conoscendo il gruppo sanguigno del capo nazista, non poteva essere utile alle indagini.
Un altro particolare che sembra non essere stato notato da nessuno. In tutte le ricostruzioni si parla del corpo di Hitler, avvolto in una coperta militare, che viene trasportato dal bunker fuori in giardino per essere bruciato. Ma nella stanza si sono uccisi in due: Hitler ed Eva Braun. E nessuno, dico “nessuno” ha citato il fatto che sia stata portata su anche Eva Braun. Foto di un signore che vagamente ricordava Hitler (era un sosia) le conosciamo tutti, ma nessuno si è ricordato di fotografare il cadavere di Eva. Come mai?
Qui qualcosa non torna.
Comunque una cosa rimane chiara: che
si doveva fare presto).

Ancora a proposito del riscrivere il finale della storia del Reich, mi appare chiaro che l’ammettere dopo tanti anni, di aver fatto un mezzo lavoro, significherebbe colpevolizzare una massa di persone, anche autorevoli, colpevoli (fino a prova contraria) di aver abbracciato una versione basata sul nulla.

 

 

L’altra faccia della verità.
I medici brasiliani Cristiane Pereira e Luiz L. Franco assicurano che in Paraguay, Hitler aveva assunto il nome di Kurt Bruno Kirchner giungendo alla conclusione di una ricerca profonda che li aveva portati molto lontano dalla verità ufficiale. Questo studio appassionante è inserito in uno studio estesissimo di quattro volumi, per un totale di 1300 pagine.
Gli stessi ricercatori assicurano di aver scoperto che, dopo la guerra, oltre ad Hitler, giunsero nel Paese Johanna Maria Magdalena Ritschel, cognome falso che Magda e Holdine Kathrinhe avrebbero usato in esilio vivendo a Paranà, uno dei 27 Stati federali del Brasile. La ricerca sarebbe iniziata quando la dottoressa Pereira curò una donna – probabilmente Holdine, la quarta figlia dei Goebbels – nota in Brasile come la Contessa Nora Daisy von Kirschberg Friz Kirschner. La donna sarebbe poi vissuta in miseria i suoi ultimi anni a Foz de Ignaçu, dove fu assistita inizialmente dalla dott.ssa Cristiane Pereira , tra il 2005 e il 2006. Secondo quest’ultima, sua madre Maria Auguste Berthé Friz Kirschner – morta anni prima – in realtà era Magda Goebbels. La Pereira entrò in contatto con Nora in un centro medico di Foz de Ignaçu – all’estremo ovest dello stato di Paranà, confinante con Argentina e Paraguay – dove risiedeva l’ipotetica figlia di Magda Goebbels. Da esami iniziali risultò evidente, in base a certi dettagli fisici, personalità e comportamento e soprattutto i gesti, che la rendevano estremamente somigliante ad una delle figlie dei Goebbels; esami post-mortem confermarono la tesi che la vedova fosse certamente Holdine Goebbels.
(si veda: A vida e a saga de Holdine e Magda Goebbels – Editorial Schoba -2011)
Magda risulterebbe morta in occasione di un tragico e misterioso incendio, nel 1978.
Holdine potrebbe essere stata la figlia della relazione segreta fra Hitler e Magda, col consenso di Joseph Goebbels, durante i giochi Olimpici di Berlino del 1936.
Quindi? Secondo Erich Kempka, capo degli autisti della Cancelleria, che dichiarò (in seconda battuta) agli Alleati:
i figli del Reichminister Dr. Goebbels, condotti nel bunker dalla Cancelleria del Reich il 27 aprile 1945, furono portati via dalla Cancelleria del Reich (e non dal bunker) da un’infermiera il 1° maggio 1945“.
Si suppone che Kempka si riferisse a tutti e sei i figli della coppia, o solo ad alcuni di essi?
L’interrogativo nasce da una conversazione che Magda ebbe con una donna nel rifugio sotterraneo. In quel momento la sposa le rivelò di aver ucciso due dei suoi figli e che gli altri avrebbero seguito la stessa sorte, di lì a poco. Magda, in lacrime, abbracciò una persona (forse era Junge, segretaria del Fuhrer) e, angosciata, disse: “non posso sopportarlo. Due dei miei figli sono stati uccisi e adesso altri due dovranno morire…
Questo rovescerebbe completamente il teatro finale del Reich, perchè oltretutto trapela che Magda avrebbe continuato la relazione con Hitler, dopo la fuga in Sudamerica.

Figura controversa, questo Erich Kempka. Prima concede una dichiarazione ampia e abbastanza dettagliata delle ultime ore del bunker di Berlino, al maggiore Trevor-Roper, poi, a cineprese e microfoni spenti, rilascia altri commenti e notiziole, a bassa voce, che potrebbero capovolgere quanto dichiarato prima. Curioso.
Forse: antico ostracismo nei confronti degli Alleati vincitori?

Di certo le cose non stanno come ce le hanno insegnate a scuola.
Però, devo ammettere che questi misteri sono tuttora molto affascinanti. Almeno per me.
Le sorprese possono essere all’ordine del giorno.

 

 

* L’episodio dello sparo

Probabilmente, la cosa che da subito aveva fatto pendere l’ago della bilancia in favore di Joseph Goebbles consisteva nella convinzione assoluta che, secondo lei, non valesse la pena vivere al di fuori del Reich e del nazismo, eventualmente in una Germania dopo Hitler.
Ho messo al mondo i miei figli per il terzo Reich e devono vivere nel Terzi Reich!” – “Quando questo non esisterà più, anche i miei figli cesseranno di esistere!“. Sono frasi che amava ripetere spesso, anche e soprattutto in pubblico.
Giugno 1933. Nella sua vista ufficiale in Italia, Joseph Goebbels è accompagnato da sua moglie. Magada è considerata ina risorsa importante per l’immagine del regime, ma la sua vita avrebbe potuto essere tutt’altra.
Quello stesso giorno, dall’altra parte del Mediterraneo una persona si sta godendo la pace della sera sulla spiaggia di Tel Aviv. Per poco non è riuscito a cambiare il corso della vita di Magda: è il 18 giugno 1933.
Era la vigilia di Shabbat (la festa del riposo, che è celebrata ogni sabato). Haim stava cenando al Keith Dan Hotel di Tel Aviv, con sua moglie. Finito di mangiare, andarono in spiaggia per prendere una boccata d’aria. Sulla spiaggia furono avvicinati da due persone: una di loro aveva in mano una torcia. La puntò verso di lui e chiese: “lei è Arlosoroff?” e dopo uno istante gli sparò a bruciapelo. La vittima di 34 anni è Haim Arlosoroff, il ministro degli Esteri, per il momento solo virtuale, del nascente Stato ebraico, da poco rientrato da Berlino, dove aveva cercato di mettere in salvo i beni degli ebrei espatriati. A Berlino, Arlosoroff aveva avuto un incontro con il suo passato: in un negozio sulla Kunfursterdamm aveva visto una foto di Magda con Goebbels. Quella bella donna che gli turbava tanto le notti era ora il fiore all’occhiello del regime che odia gli ebrei.

Annunci

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: