la battaglia della Marmarica 2

seconda parte

fronte di Tobruk: truppe italiane della divisione Bologna

Il giorno 28, undicesimo della battaglia, un nuovo attacco della guarnigione britannica di Tobruk, diretto a rompere il cerchio che la rinserra, veniva nettamente infranto dalla divisione Bologna; parimenti fallivano attacchi nemici sul fronte di Sollum.
Nel settore centrale un altro asprissimo combattimento si accendeva tra opposte masse corazzate e di fanteria, sostenute da artiglieria e da aviazione, nel corso del quale un’altra brigata inglese di fanteria motorizzata veniva annientata. Più di 1000 prigionieri, tra i quali il comandante della brigata, generale Karges, cadevano in mano delle truppe tedesche ed italiane; oltre 50 carri armati inglesi e molti altri mezzi meccanizzati e da trasporto giacevano sul Serir, incendiati o inutilizzati.
A tutte le fasi dell’aspra lotta hanno dato il loro valido e costante contributo le aviazioni italiana e tedesca, sia controllando le mosse avversarie, sia sottoponendo ad intense azioni di bombardamento le linee nemiche, le basi, le colonne in marcia ed ostacolando l’attività dell’aviazione avversaria.
Numerosissimi sono stati gli apparecchi nemici abbattuti dalla caccia italiana e germanica; particolarmente notevole il brillante comportamento di una nostra squadriglia da caccia, forte di dieci apparecchi di nuovo tipo, la quale ha osato misurarsi da sola, con ben trenta apparecchi avversari del tipo Curtiss, nell’arco di cielo tra Sidi Rezegh e Gambuti.
Conclusione della lotta fu l’abbattimento in fiamme di sette apparecchi avversari senza nessuna perdita dell’Asse.
Al dodicesimo giorno, la dura battaglia subiva una sosta. Con l’indomito proposito di impedire ad ogni costo un successo dell’avversario, i soldati dell’Asse si tengono pronti a fronteggiarli ancora validamente, quando esso voglia riprendere i suoi attacchi.

Nella giornata del 27 novembre si concludeva, in un alone di gloria, il dramma di Gondar.
Da più mesi, com’è noto, la valorosa guarnigione, benchè isolata, circondata da forze molto superiori, fatta segno di continue offese, ridotta all’estremo di ogni risorsa, seguitava ad opporre la più risoluta resistenza, sdegnosamente rifiutando i reiterati inviti alla resa.
In questi giorni, dopo la caduta di Culquabert e di Fercaber, il nemico aveva intensificato i suoi attacchi contro il capoluogo della regione.
Il mattino del 27 quindi, attaccava violentemente da ogni parte la città.
I nostri reparti troppo scarsi, in rapporto ai posti da difendere, opponevano ancora una tenace resistenza, anche dopo che reparti nemici, con numerosi mezzi blindati, erano riusciti a penetrare nell’abitato.
Esauriti, alfine, tutti i mezzi di resistenza e allo scopo di non mettere a repentaglio la popolazione civile, il Comandante superiore ordinava alle 14:00 la cessazione delle ostilità.
I valorosi combattenti di Gondar hanno assolto pienamente e con onore il grave compito loro affidato dalla Patria, la cui bandiera ideale, non ammainata, è affidata dalla Patria ai giovani che un giorno e per sempre la riporteranno nelle terre consacrate dal sangue di tre generazioni guerriere“.

Gondar – 1941. questo significherà l’addio all’Africa orientale

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