la battaglia nella Marmarica

dal punto di vista italiano (dell’epoca).

 

La grande battaglia della Marmarica continua a svilupparsi con la massima intensità ed accanimento.
Poichè la lotta è tuttora in corso, s’impone il massimo riserbo: una constatazione, tuttavia è lecito fare e cioè che il piano iniziale dell’avversario è indubbiamente fallito, così che il Comando inglese è costretto ad alimentare l’offensiva con nuovi uomini e mezzi (non preventivati), la cui sottrazione ha un peso considervole nell’economia generale della guerra.
La lotta si è andata manifestando con la maggiore intensità nel settore a cavallo dell’antico confine cirenaico (Sollum – ridotta Capuzzo – Sidi Omar) ma ancora al quinto giorno della battaglia il nemico non era ancora riuscito ad ottenere alcun successo di qualche rilievo, una sua brigata corazzata, tra l’altro – la 4° – è stata quasi completanente distrutta ed il suo comandante fatto prigioniero.
C’è da considerare che per affrontare quest’offensiva i britannici si stavano avvantaggiando degli enormi rifornimenti bellici americani arrivati da quasi 2 mesi. Si parla di 200 carri armati, munizioni a non finire, indumenti, medicinali e quant’altro. Tutte cose che le nostre truppe sognano quotidianamente e che hanno, ovviamente, un peso decisivo nella spinta morale dei soldati.
Proseguendo, un’altra brigata corazzata, la 22°, si era spinta nel deserto, raggiungendo la zona tra Bir el Gobi verso nord-est, mentre reparti corazzati tedeschi, marciavano in senso inverso. L’ala italiana e quella germanica, quindi riuscivano, nella giornata del 24, ad accerchiare una forte massa corazzata avversaria, di cui faceva parte appunto la 22° brigata, nella zona Bir el Gobi-Sidi Rezegh.

truppe italiane verso el Gobi

All’azione di aggiramento partecipavano anche molto efficacemente, reparti celeri italiani. Nella giornata del 24, la manovra si concludeva vittoriosamente con lo stritolamento di buona parte dei mezzi corazzati nemici nella ferrea morsa italo-germanica: il comandante stesso della 22° brigata, il gen. Armstrong, veniva preso prigioniero con molti altri ufficiali e soldati.

Nello stesso tempo, un’aspra lotta si combatte nell’estremo settore sud-orientale del fronte marmarico, ove la nostra divisione Savona, sottoposta a violenti attacchi di truppe sud-africane dal sud e di unità indiane da est, riusciva, nonostante l’assoluta (solita) inferiorità numerica e l’eccezionale intensità degli assalti ad impedire, per più giorni, qualsiasi successo dell’avversario e ad infliggergli perdite molto gravi.

Ecco che nel momento in cui le nostre forze sono appena fornite di un po’ di essenziali munizioni, anche se il livello delle armi rimane decisamente inferiore in qualità, ecco che le truppe italiane diventano improvvisamente competitive al punto di rovesciare le sorti dell’offensiva anglo-indo-afro-americana.
E non è poco.
Un solo successo e di non grande importanza, riusciva a cogliere il nemico sopraffacendo, mediante l’impiego di forze molto superiori, il piccolo presidio dell’oasi di Gialo, nel profondo sud cirenaico. Con estrema violenza, ingenti scaglioni avversari attaccavano da ogni lato, il mattino del 24, le nostre posizioni ma urtavano dappertutto in una forte e coraggiosa resistenza.
Per tutta la giornata si sono rinnovati i tentativi nemici di piegare la tenace volontà di resistenza della nostra guarnigione senza però riuscirvi: soltando a tarda sera, gettando nella mischia truppe fresche e dopo aver smantellato con le artiglierie i nostri apprestamenti difensivi, le forze avversarie (più che quadruple) riuscivano ad irrompere nell’oasi.

Ciò nonostante (nel rotocalco ho visto la scritta: non ostante), il valoroso presidio seguitava ad opporre resistenza e non cedeva affatto alla forza brutale del numero. Eloquente dimostrazione del fiero stato d’animo dei prodi difensori; è l’ultimo messaggio che il comandante del presidio trasmetteva, nella notte del 25, dopo aver distrutto i cifrari: “Situazione gravissima. Siamo sopraffatti. Viva il Re! Viva il Duce! Viva l’Italia! Vinceremo!

mezzi italiani verso Bir el Gobi – 1941

Nei giorni successivi la battaglia seguitava accanitissima fra le forze avversarie, sempre lanciate in nuovi attacchi, nella ricerca ansiosa di un successo e le unità germaniche, più che mai salde nella resistenza ed audaci nei movimenti controffensivi; nel settore avanzato, mentre veniva stroncato un tentativo nemico verso Bardia, unità corazzate tedesche ed italiane riconquistavano l’importante posizione di Sidi Omar.
Davanti a Tobruk nostri reparti respingevano nuovi tentativi di sortita dalla piazza.
Dopo una breve pausa la battaglia si riaccendeva con ancor maggior veemenza, nella mattinata del 27; nel settore centrale, come pure in quello delle ridotta Capuzzo-Sollum, si avvincendavano accaniti attacchi e contrattacchi fra unità corazzate e truppe di fanteria delle due parti. L’avversario toccava perdite notevoli di uomini e di materiali mentre quelle dell’Asse risultavano molto più lievi.
La situazione rimaneva pressochè immutata.

artiglieria mobile italiana in Marmarica

fine prima parte

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