la battaglia di Mosca 3

terza parte

 

 

Mosca 15 ottobre 1941. Un’improvvisa pioggia di volantini riproduce la foto del figlio di Stalin, Jakov, catturato ed imprigionato in un campo di prigionia tedesco durante la battaglia di Smolensk.
Un figlio già preso prigioniero all’inizio della guerra, che il dittatore non aveva mai voluto ammettere e considerato traditore come tutti quelli che non erano capaci di resistere fino alla morte.
A questo proposito, Stalin aveva proclamato una legge che puniva i familiari di chi cadeva prigioniero! Di conseguenza, non ebbe mai la volontà di riconoscere il figlio Jakov impresso sul volantino.


“Mio figlio è morto. E’ il solito trucco dei tedeschi!”. neppure in seguito volle mai ammettere la verità. Sua figlia Svetlana, che al tempo aveva 15 anni, però lo smentirà clamorosamente nel suo libro.

 

Mentre nei dintorni di Mosca la situazione diventa sempre più drammatica, nei territori occupati la lotta partigiana aumenta d’intensità; i rifornimenti diventano così più difficoltosi. Nella Russia bianca, oltre 300mila partigiani controllano vaste aeree del paese; sono inquadrati e guidati da ufficiali dell’Armata Rossa paracadutati nei territori occupati. La loro è una lotta dura, sanguinosa, dove non si fanno prigionieri.


Ma episodi nuovi fanno capolino nella vita dei moscoviti; cose mai verificatesi prima: il banditismo. Lo sciacallaggio. Case di sfollati lasciate all’improvviso per la fuga verso oriente, diventano meta di bande di elementi che le saccheggiano. Tra la popolazione si registrano, in quel momento, anche episodi di sbandamento.
Gente sembrava alimentare il panico, lasciava il lavoro, traditori riconosciuti ne approfittarono per rubare oggetti di valore di proprietà socialiste e che, addirittura, cercarono di minare il potere sovietico.
Qui Stalin non esitò a ricorrere a leggi eccezionali.
Il 19 ottobre egli dichiarò lo stato d’assedio. Istituì tribunali speciali che, con processi sommari condussero alla morte sabotatori veri e soprattutto presunti. Senza mezze misure.
Occorse comunque un certo tempo per ricondurre la situazione ad una normalità accettabile; nuovi commissari politici esortarono la popolazione alla sforzo massimo per la Patria che portarono all’arruolamento volontario di 25 battaglioni di unità militari operaie per aumentare la capacità di resistenza della città.


Donne, vecchi e ragazzi furono portati a costruire trincee e mura. Con turni estenuanti, giorno e notte, i moscoviti riuscirono a realizzare 98 Km di fosse anticarro, 284 km di reticolati, 8mila Km di trincee.
Furono impiegate 470mila persone, il 75% erano donne, 20mila gli studenti.

Intanto la situazione del fronte era molto confusa e registrava dei mutamenti. Anche nei comandi. Koniev fu destituito in favore di Zhukov, un generale, allora 45enne, che si era sempre tenuto lontano dalla cerchia ristretta di Stalin; un ottimo stratega, specialista nell’uso dei carriarmati e che prometteva essere l’uomo nuovo dell’Armata Rossa. Zhukov non nutriva quella solita soggezione nei confronti di Stalin che tutti mostravano e che aveva sempre condizionato le azioni dei suoi colleghi; probabilmente fu scelto proprio per quel motivo. Soprattutto perchè aveva dimostrato di saper prendere decisioni immediate invece di essere un mediocre esecutore di ordini. Come tutti gli altri.
Il cambiamento fu subito avvertito anche dai tedeschi quando fu notato il cambiamento delle tattiche dei carri sovietici; sul fronte di Briansk i mezzi corazzati infatti si svicolarono dai comandi singoli di divisione per riunirsi in grosse formazioni sfruttando al massimo la forza d’urto corazzata e mietendo i primi successi.
E saranno proprio i carri T-34 i protagonisti della guerra sul Fronte Orientale, assieme ai giganteschi carri KV.
Ma non basteranno ad arrestare la tremenda forza d’urto tedesca. Che si rivelò veramente catastrofica.

1440 x 590 px

Il 16 ottobre Briansk venne occupata e il 25 cessarono tutti i combattimenti della zona. I tedeschi si trovarono a raccogliere altri 650mila prigionieri. Il termometro quel giorno scese a -10°, di colpo. Zhukov pensò che forse aveva trovato un nuovo alleato.
I tedeschi cominciarono a pensare a Napoleone che 129 anni prima aveva trovato gli stessi ostacoli; Hitler aveva iniziato la campagna il 22giugno come Napoleone, che a Vyazma aveva rischiato la disfatta, come i tedeschi.
E la cosa non faceva affatto morale.


Le sconfitte sovietiche di Briansk e Vjazma, pur nella loro gravità, insegnarono a Zhukov ad accorciare le difese attorno a Mosca per renderle più forti; i tedeschi si trovavano in quel momento a Borodino, a 100 Km da Mosca e fu allora che Zhukov adottò la tattica di creare due linee di difesa: la prima si estendeva da Kalinin a Tula, la seconda dal lago di Mosca, a Klin, a Svenigorod, alla Moscova. Dietro a queste due linee c’erano i 3 sbarramenti costruiti dagli abitanti di Mosca, prima descritti.

Annunci

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Devi avere effettuato l'accesso per pubblicare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: