opinioni dall’Italia

Per cominciare a vedere le cose come stanno le cose potrei parlare come lo si fa nel bar. O meglio, come lo si faceva.

Bene. Intanto gli inglesi (per un sacco di motivo, così lontani da noi italiani) per le loro missioni di controllo in visita negli Stati Uniti, di verifica, insomma, hanno addebitato al conto Lend Lease persino le spese dei banchetti e dei ricevimenti e di altre attività personale di natura esclusivamente mondana e, a detta di confidenti fidati, non sono affatto moderate; tuttaltro. Un deputato di opposizione ha dichiarato, in tutte le lettere, che: “è tempo di finirla con lo spettacolo scandaloso di questi inglesi che scialacquano migliaia di dollari nei grandi alberghi di Washington e fanno i galanti con nugoli di avvenenti donnine a spese del popolo americano mentre i cittadini debbono stringere la cinghia e pagare imposte sempre più gravose!“.

Da parte della stessa industria americana, in questi giorni si muove all’Inghilterra il severo rimprovero di non fabbricare abbastanza, di non aver saputo smistare convenientemente le materie prime mandate dagli Stati Uniti, di non aver mantenuto certi impegni di produzione, di non aver coordinato razionalmente ciò che l’Inghilterra produce con ciò che riceve.
Mentre Lord Bearverbrook ha dovuto correre a New York ad appianare tutta una serie di stridenti conflitti interni ed internazionali, i produttori americani minacciano di non mandare più ferro, nè acciaio in Gran Bretagna.

E’ “in” questa atmosfera o forse “per” questa atmosfera e di fronte alla crescente opposizione alla sua politica personale che Roosevelt ha dovuto creare l’incidente del “Greer” (di cui non ancora avevo parlato).
Che il caso occorso al cacciatorpediniere Greer, del 4 settembre, sia un semplice e farlocco pretesto di cui cerca di avvalersi Roosevelt, a fini demagogici , è fin troppo evidente. Dopo aver aspettato inutilemente l’incidente internazionale che gli consentisse di iniziare le ostilità, Roosevelt ha dovuto rompere gli indugi ed ha provocato il «caso» facendo attaccare un sottomarino tedesco da un caccia americano, con il patto di sostenere la versione opposta (secondo precisa testimonianza)* [ vedi  il fatto.  in fondo].
Nessuna meraviglia e «nessuna sorpresa» per quanti ricordano le recenti dichiarazioni della Casa Bianca sulla “libertà dei mari”, che gli Stati Uniti avrebbero difeso a colpi di cannone.
D’altra parte l’atteggiamento di Roosevelt subito dopo la notizia dell’incidente era di per sè una confessione della premeditazione.
Prima ancora di conoscere i particolari dell’accaduto, prima ancora di avere iniziato una qualsiasi inchiesta, quando ancora era all’oscuro da qualsiasi informazione si è abbandonato ad espressioni che mostravano l’animo e le intenzioni.
«Accetto lietamente la sfida». Questo ha detto e ha fatto diffondere la notizia a tutte le radio americane e britanniche quando nessuno poteva in qualsiasi modo pronunciarsi sul caso del “Greer“.
E’ a questo punto che torna a galla l’eterna preoccupazione di Roosevelt di una pace negoziata. E dopo essersi sentito attaccato, una settimana dopo ha inviato un nuovo messaggio che ordinava alla Marina di: “sparare appena avvistato il nemico”.

La manovra presidenziale era chiaramente il tentativo di “montare” la pubblica opinione allo scopo di svalutare preventivamente i risultati di un’inchiesta, di screditare in anticipo la versione dell’Ammiragliato germanico, che si è dimostrata addirittura schiacciante sia dal punto di vista del fatto, sia dal punto di vista giuridico.
Roosevelt quindi crea il “fatto nuovo” che deve consentirgli di imporsi di fronte all’opinione pubblica e di rinnegare impegni formali, categorici, che gli assicurarono la terza elezione.
Perciò Roosevelt, possiamo dire, pensa di provocare la Germania e trattare la pubblica opinione americana come “res nullius”?

E il popolo americano subirà anche quest’ultima umiliazione, questa mortificazione di ogni suo diritto, questo annullamento di tutte le sue prerogative?

destroyer Greer -1941

N.B.

In questi giorni un commentatore americano della radio londinese, trasmetteva questo tipico soliloquio dell’inglese qualunque:
“Gli Americani sono un popolo curioso. Non li riesco a capire. Un giorno annunciano che garantiscono a tutti pace e libertà e l’altro ti decidono per un solo voto di maggioranza, se devono o meno avere un esercito”.
(
è successo durante il periodo dell’incontro di Placentia bay – la Carta Atlantica -. Il Congresso ha votato se avere o no un proprio esercito e la votazione ha avuto successo per un voto soltanto. Churchill, alla notizia rimase esterrefatto)

 

Il fatto.

In realtà si è trattato di un errore di identificazione.
Mentre il Greer navigava nell’Atlantico sttentrionale, vicino all’Islanda, un bomber britannico di pattuglia vide sul radar un sommergibile tedesco, l’U652. A quel punto il bomber avvisa il Greer che risponde: “lo abbiamo visto. Lo seguiamo!”.
Mentre il cacciatorpediniere si avvicina all’Islanda, l’area in cui era stato notato il sottomarino, il velivolo britannico sgancia due cariche di profondità, mancando però l’obiettivo.
L’U652, credendo il Greer responsabile della carica e sentendosi attaccato, lancia due siluri mancando a sua volta il bersaglio. Poi si allontana indisturbato ed illeso e la nave americana ritorna sicura in Islanda per mancanza di carburante. L’episodio sfuma.

I seguenti elementi relativi all’incidente sono tratti dal documento AIR41 / 47 ……..

Da fonte tedesca però, il rapporto fornito parla dell’incidente occorso alle 12:44 e anche dell’inseguimento del sommergibile fino alle 21:30.
Nessun risultato ulteriore.    Ref. Fuhrer Conference on Naval affairs -12.9.41 e B. d U. log per 5.9.41.

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