Obersalzberg extra

terza parte

 

Il Gutshof di Bormann.

 

nella foto d’epoca: il Gutshof, dal lato del prato, in inverno, dagli album di foto personali di Eva Braun.
sullo sfondo la montagna Watzmann.

Il segretario speciale di Hitler, per poter dirigere i lavori di costruzione e ristrutturazione aveva occupato (è il caso di usare proprio questo termine: occupato…), dopo aver buttato fuori il riottoso proprietario Richard Saitz, la casa che dominava il Berghoff e gran parte dell’Obersalzberg.


Martin Bormann era particolarmente interessato all’allevamento e, come ho già riportato, costruì una fattoria sperimentale come modello per altre aziende agricole del Terzo Reich, ma che non ebbe mai particolare successo. Però gli agricoltori di Bormann qui hanno allevarono bestiame, cavalli e maiali, per anni per garantire scorte necessarie di cibo di qualità al Fuhrer ed i suoi ospiti.
Il complesso del Gutshof comprendeva anche case per api, edifici per lavorazione del latte, un fabbro e varie altre strutture nei pascoli e nei prati.


un’altra foto di Eva Braun che mostra anche degli annessi del Gutshof, raramente visibili.

Dal 1934 vengono costruiti complessi di caserme per le unità di guardia delle SS.


Anche Albert Speer ed Hermann Goering prendono residenza nelle vicinanze del Berghoff.

 

La Teahouse sul Mooslahnerkopf
o Teehaus sul Mooslahnerkopf (in tedesco).

Anche questa è un’idea di Bormannn. Una casa da te’ come completamento ideale della passeggiata e per intrattenere in modo speciale speciali ospiti.



Una casa da tè sul Mooslahnerkopf; siamo ora nel 1937.
Sul confine settentrionale della zona, appena sotto la collina di Mooslahnerkopf, affacciata sulla valle di Berchtesgaden, sotto.
Quanti godono dell’affaccio sull’Oberslazberg possono ammirare la consuetudine della passeggiata del Fuhrer. A nessuno però era concesso il poter accedere al percorso senza prima aver mostrato i documenti che il servizio di sicurezza controllava a tutti; compresa la distanza di percorrenza dal dittatore e se Hitler usciva di casa, per caso, un’ora prima il luogo si agitava improvvisamente all’inverosimile.


In questa casa da tè Hitler si abbandona, molto spesso in compagnia di ospiti, ad interminabili soliloqui che potevano durare anche alcune ore. Scrive nei suoi diari Albert Speer: “seduto al suo tavolino Hitler si immergeva nei suoi interminabili soliloqui. Poichè i temi erano solitamente noti ai suoi ospiti essi lo mseguivano in modo disattento fingendo di prestare ascolto.
Ogni tanto, durante i monologhi Hitler si addormentava
“.

un momento della passeggiata con Speer. Notare la rispettosa distanza dal Fuhrer, nel colloquio.


una stampa originale del 1938 che mostra la Mooslahnerkopf Teehaus in relazione al più famoso Kehlsteinhaus (o Eagle nest – o nido dell’Aquila)

 

fine terza parte

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