prospettive ed illusioni naziste 1941

Hitler. 30 marzo 1941:

«Si tratta della lotta di due concezioni del mondo. Il giudizio sul bolscevismo non può essere che la distruzione del bolsce­vismo, il quale è da considerare alla stre­gua di un crimine contro la società.
Il co­munismo costituisce un tremendo perico­lo per il futuro e noi dobbiamo rinunciare, nei suoi confronti, all’atteggiamento caval­leresco del soldato. Il comunista non è un soldato, non è un camerata.
Si tratta di una lotta di sterminio. Se tale non la con­sideriamo, batteremo, sì, il nemico, ma nel giro di trent’anni ci ritroveremo di fronte un avversario comunista. Noi non conduciamo questa guerra per conservare in vi­ta il nemico.
La lotta contro la Russia implica lo sterminio dei commissari bolscevichi e de­gli intellettuali comunisti. I comunisti e i membri della Ghepeù* sono criminali, e co­me tali vanno trattati. A tale proposito, la truppa non deve sfuggire alle proprie re­sponsabilità e sottrarsi agli ordini, i quali saranno impartiti dal comandanti in ac­cordo con le sensibilità della truppa stes­sa. La lotta contro la Russia sarà completamente diversa da quella che è stata com­battuta in occidente. In oriente, la durezza sarà sempre troppo morbida, per chi opera in vista del futuro».

* più nota con l’acronimo GPU (pronunciato Ghepeù), fu la polizia segreta del regime sovietico, fino al 1934.

Hitler. 6 giugno 1941:

«Nella lotta contro il bolscevismo, non ci si deve aspettare, da parte del nemico, una condotta delle operazioni rispettosa dei fondamenti dell’umanità e dei diritti delle genti. In particolare, i commissari politici è certo che riserverebbero, ai no­stri prigionieri, nella loro qualità di colon­ne della resistenza bolscevica, un tratta­mento durissimo, inumano, dettato dal­l’odio.
«La truppa deve quindi avere ben pre­sente che:
1. Nella lotta contro il bolscevismo, nei confronti di questi elementi, la pietà e i sentimenti d’umanità sono riprovevoli, in quanto costituiscono un pericolo per la propria sicurezza e impediscono la rapida pacificazione del territori conquistati.
2. i commissari politici sono i promo­tori di metodi di lotta barbarici, asiatici. Contro di loro, bisogna quindi procedere seduta stante e senza esitazione, con tut­ta la durezza possibile.
I commissari, catturati durante il com­battimento o meno, sono da liquidare im­mediatamente, servendosi di qualunque arma a disposizione nel momento».

 

dal diario di Halder. 3 luglio 1941:

«Notizie dal fronte complessivamente buone: il nemico non ha dato più segno di vita nella sacca di Nov­gorod e si può ormai dare per scon­tato che nella sacca di Bialystok, do­ve un generale russo caduto prigio­niero giudicava fossero accerchiate quindici o venti divisioni sovietiche, il nemico sia ormai definitivamente liquidato. Sul fronte del Gruppo Ope­rativo Nord, è lecito ritenere che al­tre dodici o quindici divisioni sovie­tiche siano andate in pezzi, mentre sul fronte del Gruppo Operativo Sud le manifestazioni di cedimento e di sbriciolamento appaiono certe, non già sulla scorta di deduzioni da par­te dei comandi tedeschi, bensì in ba­se al semplice fatto che il nemico ha subita tali colpi, infertigli in conti­nuazione, da essere ormai in gran parte battuto. Nel complesso, si può quindi dire fin da ora che il compito di schiacciare la massa dell’esercito russo prima della Dvina e del Dnie­per, sia cosa fatta. Ritengo abbia ra­gione quel generale nostro prigionie­ro, il quale afferma che a oriente della Dvina e del Dnieper possiamo contare sulla presenza tutt’al più di residui delle forze russe, incapaci da soli di ostacolare in maniera decisiva le operazioni tedesche.
Non era quindi affermare troppo, da parte mia, il sostenere che la cam­pagna di Russia la si sarebbe vinta nel giro di due settimane. Natural­mente, non tutto è ancora finito: la vastità del territorio e la testardag­gine di una resistenza, condotta con tutti i mezzi, ci daranno del filo da torcere per parecchie settimane an­cora”.

Annunci

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Devi avere effettuato l'accesso per pubblicare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: