Obersalzberg e dintorni

Hitler piaceva a tutti. Tutti volevano vedere il Fuhrer. Arrivavano centinaia di treni speciali carichi di persone, comitive, scolaresche e tutti si affollavano all’Obersalzberg per incontrarlo.


Il lavoro di accoglienza per il servizio locale e di sicurezza era enorme ed estremamente impegnativo, ma i soldati si sentivano onorati e baciati dalla fortuna, per essere lì a svolgere quel servizio.
Lui usciva, stringeva la mano a tutti e baciava i bambini, dopodiché le persone raccoglievano i sassi sui quali aveva camminato il Fuhrer e se aveva stretto loro la mano non se la lavavano. Oppure staccavano piccoli pezzi dalla staccionata dell’ingresso e se li facevano incastonare in oro, in quanto Hitler vi aveva posato la mano.

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Gli orari spesso erano violati per il numero di visitatori che ogni giorno sembravano aumentare. Per alcuni versi, la situazione poteva apparire quasi surreale: tutte quelle persone, sotto al sole o anche sotto la pioggia, in fila per ore, con un rumore molto contenuto, quasi un bisbiglio. Quasi in attesa del momento di adorazione della divinità.

Per poter accedere alla strada di ingresso allo chalet si poteva stare in fila per ore, dopo magari un viaggio sfibrante in treno e dopo aver superato i controlli delle SS, che controllavano tutto e tutti. Ad ogni passaggio. Però l’attesa veniva pagata anche dalla visione del posto, che non tradiva mai le aspettative.

il Berghoff.

Hitler, che aveva acquistato la Haus Wachenfeld di Berchtesga­den, dopo averla avuta in affitto per oltre cinque anni, aveva deciso di farne una specie di castello, a mille metri d’altezza, per il suo uso personale; una sede-relax che diventerà famosa con il nome di Berghoff (Corte tra i monti).
Per arrivare a tanto si operarono nella zona dell’Obersalzberg demolizioni in grande stile: vennero rase al suolo case d’abitazione, pensioni e persino una casa di cura per bambini mutilati, che si recavano lassù per cure climatiche da tutta la Germania.
Tra il 1933, dopo aver pagato l’acquisto della casa coi proventi ricavati dalle vendite del Mein Kampf, e il 1937 il partito nazionalsocialista acquistò sull’Obersalzberg 54 ter­reni, per una superficie complessiva di circa 2.900.000 metri quadrati; Hitler ne acquistò per­sonalmente 80.000 e l’amministrazione forestale bavarese mise a disposi­zione l’area del Kehlstein di circa 6.700.000 metri quadrati. Nel corso dei lavori di edifi­cazione vennero demolite cinquanta case. I precedenti proprietari furono da principio generosamente rimborsati, ma in seguito le pressioni per costringerli a vendere si fecero più forti. Alcuni proprietari furono minacciati dai pleniporenziari del partito di essere inter­nati in un campo di concentramento e questa non è solo una chiacchera: un medico  riottoso a vendere e signora erano già finiti a Dachau e nel luogo lo avevano saputo in tanti.
L’entità della spesa complessiva per i lavori edilizi sull’intera area, oggi non è più accertabile.
Nella Costruzione dell’edificio sull’Obersalzberg furono impiegati fino a ottomila operai: da principio operai tedeschi, poi, dopo l’inizio della guerra, soprattutto operai specializzati cecoslovacchi e italiani, in nessun momento però lavoratori coatti. Essi era­no alloggiati in baracche, e sottoposti a una disciplina di lavoro rigorosa. Qualsiasi vio­lazione era punita con sanzioni graduate: pene pecuniarie, detrazione di parti del vitto o di buoni per le sigarette, arresto.
Con i suoi viali e i parchi ben curati, il Berghoff venne a costare circa 100 milioni di marchi.
Nei primi momenti, lo chalet ampliato è la base nella quale i primi nazisti si riuniscono a cospirare per ottenere il potere.
Come hanno riferito gli ultimi testimoni del posto, molti vicini guardavano con sospetto i nuovi vicini; Hitler aveva paura che qualcuno gli potesse far del male e perciò era sempre pesantemente scortato. Qualsiasi cosa gli succedesse veniva tenuta segreta e non venive mai riferita a nessuno; si tenevano a distanza dalla comunità e non volevano averci nulla a che fare.
La sorellastra di Hitler, Angela Raubal, gli fa da governante sull’Obersalzberg, per un certo periodo. Poi Hitler in seguito la allontanerà per aver saputo che lei aveva difeso una delle vittime degli omicidi di massa commessi dopo il “putsch di Rohm” del giugno del ’34. Da allora riceverà sua sorella soltanto una volta l’anno, in occasione del suo compleanno. Rare fotografie ritraggono la figlia Geli insieme allo zio ed il suo suicidio del 1931 origineranno una serie di speculazioni su di una strana relazione tra i due, ma nemmeno i vicini di casa riusciranno mai a saperne di più.

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Hitler, nei primi anni 30, a Berchtesga­den era considerato un tipo decisamente stravagante, sempre da solo coi suoi cani e che non avrebbe portato nulla di buono alla Germania. Unitamente ad un carattere repentinamente variabile. Erano frequenti improvvisi cambiamenti d’umore che lo conducevano a scatti furiosi, spesso inspiegabili. Caratteristica, questa, che il Fuhrer non perderà mai.
La presa del potere nel 1933 porta dei grandi cambiamenti non solo alla Germania, ma anche all’Obersalzberg, perchè il Berghoff diventa meta frequente di funzionari di alto rango, personalità in vista, ufficiali di Partito.
Ed è proprio nel giugno del 1933 che il Fuhrer acquista la Haus Wachenfeld per 40mila goldmark e cominciano i grandi progetti.
Improvvisamente, come attirati da un grande magnete, migliaia di persone fanno quindi richiesta di vedere il nuovo cancelliere, di parlare col nuovo cancelliere, di stringere la mano al nuovo cancelliere.
Gli omaggi spontanei, in un primo momento sono ammessi, poi vengono consentite solo manifestazioni di esultanza perfettamente organizzate. La propaganda razzista diffonde migliaia di foto che ritraggono i continui pellegrinaggi dal Fuhrer per dare l’immagine di “Cancelliere del popolo”.

 

Comunque era davvero impressionante. Migliaia di persone che gridavano per strada “Heil !” e cantavano, mentre Hitler, vedendo  ogni giorno queste folle che si accalcavano al suo ingresso, diceva ai suoi intimi: «voglio capire che tipo di persone siano e non capisco più cosa stia succedendo!».
Ed è proprio da questo momento di successo col popolo che il Berghoff assiste all’inizio di una intensa attività edile.

fine prima parte

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