Aerial Oriental front – inverno 1941

part 2

Verso la fine del 1941 un problema balzò alla ribalta del Comando tedesco: gli Stuka erano troppo lenti ed erano diventati una preda facile per le contraeree sovietiche.
Ma un punto sul quale vorrei porre l’attenzione è la presunzione tedesca e la grande ignoranza militare dell’Abwehr.

L’intelligence tedesca ignorava

Non si erano informati. Il punto è che non sapevano.
Ora io mi chiedo come si possa improntare una guerra di aggressione senza disporre di tutte quelle informazioni utili a valutare il proprio nemico.
Ho sempre sostenuto, nella mia ignoranza, che le battaglie sono spesso vinte dai generali, ma le guerre sono vinte dalle industrie.
Dai popoli. E’ la capacità produttiva che fa la grande differenza.
I tedeschi avrebbero dovuto capirlo dopo la Battaglia di Inghilterra; dopo aver distrutto, almeno inizialmente, i campi-volo inglesi.
I britannici hanno saputo rialzare la testa lavorando a ritmi forsennati per ricostruire ciò che gli serviva: navi ed aerei.
E così hanno fatto i russi e mettendo al lavoro tutti. Fino ai ragazzi di 16 anni.
Detta in altre parole e per ragionamento contrario, non puoi non sapere a cosa vai incontro.
Non ti puoi avventurare in un bombardamento su Mosca, con 150 aerei, e trovartene 600 improvvisamente contro.
E, oltretutto, stupirtene.
Non puoi non sapere che la capitale sovietica possa essere strenuamente difesa. L’Abwehr non può non conoscere l’ubicazione delle difese ed e i punti sensibili della città da colpire.
Altrimenti è tutto una lotteria. E non può essere così.

L’informazione preventiva era un sistema usato persino dai Romani di Cesare, che mandavano civili a visionare e spiare il nemico; e non si muovevano se prima non avevano tutte le informazioni chiave.

Lo Stuka Ju87 era un aereo impiegato nella guerra civile spagnola, poi in Francia ed in Polonia, imbarcava 2 uomini, raggiungeva i 370 km/h e poteva caricare bombe per 680 kg. Era un aereo fatto per gettare bombe sulle persone, non per competere con altri velivoli. Contrariamente a quello che si possa pensare, era un aereo non così maneggevole e non così performante. Ma faceva paura.
Questo sì.
Ma era un bombardiere da picchiata, che gettava una bomba alla volta. Iniziava da 12mila piedi e sganciava da 4mila e gli aerofreni che rallentavano la picchiata emettevano quel caratteristico sibilo/urlo che terrorizzava le popolazioni, ma l’ereo era purtroppo così inevitabilmente lento che la contraerea nemica presto prese le misure alla sua traiettoria da far diventare un gioco abbatterlo.
L’impiego più consono alle sue possibilità era contro i carri armati nella battaglia di Lenigrado e negli scontri contro forze terrestri.
I sovietici impiegarono 900 aerei dell’esercito e della marina nella difesa di Leningrado e salvarono la flotta; la Luftwaffe mancò l’obiettivo di distruggere le difese della città, soprattutto dopo che il grosso della prima flotta aerea era stato inviato a coprire l’avanzata verso Mosca.
Gli aerei LI2, impiegati nel ponte aereo per Leningrado, nell’inverno del 1941 furono decisivi nel consegnare 6mila tonnellate di viveri alla città assediata; il centro fino a quel momento aveva già perso quasi 3 milioni di persone per la fame ed era allo stremo delle forze.

Intanto, oltre 1000 km a sud, iniziata a metà luglio, il 20 settembre la battaglia di Kiew era al suo culmine. per conquistare la città. i granai, le miniere di carbone e ferro del bacibi del Donetz Hitler aveva distaccato la divisione di Guderian dal fronte centro. Questo si rivelerà un errore strategico madornale con ripercussioni letali per tutta la campagna sul Fronte Orientale.
E per giustificare questo azzardo di manovra Kiew doveva cadere rapidamente. Grazie anche all’apporto della Luftwaffe la città capitolò il 19 e automaticamente cessò la resistenza in tutta la regione. Oltre a sostenere l’avanzata nella regione delle truppe, la Luftwaffe era stata incaricata di prevenire attacchi sulle retrovie che dovevano impedire al nemico di poter raggiungere il fronte.
Per un mese vennero eseguiti bombardamenti su lineee ferroviarie verso est e nord-est, stazioni, ponti, trincee e depositi di materiale.
In questo modo vennero impediti raid sovietici e attacchi significativi.


Sempre sul fronte sud, prima della fine dell’anno, era caduta anche la città di Kharkov, ad est di Kiew. L’aviazione della flotta del Mar Nero non potè impedire ai tedeschi la presa di Odessa e che gli stessi dilagassero nella cattura della Crimea.
A novembre, dopo i ritorno dei blindati di Guderian da sud, l’armata Centro era pronta a scagliare l’attacco terrestre su Mosca.
Ma quando i ricognitori segnalarono grossi movimenti di truppe da Gorky e Yaroslav, ad est della capitale, la Luftwaffe non aveva più bombardieri a lungo raggio per intercettarli.
Il 5 dicembre, con i tedeschi ormai nei dintorni di Mosca, i sovietici contrattaccarono i tedeschi cercando di aggirarli e chiuderli in trappola. Con la neve, il ghiaccio ed il rigido inverno alle porte la Luftwaffe era ormai impotente e praticamente inchiodata a terra.
Per proteggere la stuazione su Mosca la Luftwaffe disponeva solo di bombardieri bimotore; l’Heikel111 e lo Junker88, con un carico di bombe limitato (poco più di 2 tonnellate) ma, soprattutto, un raggio di portata compreso tra le 1000 e le 1500 miglia.
Un problema: le piste erano a circa 400 miglia ad ovest dalla capitale russa e quindi risultava impossibile volare oltre la città, sulle truppe sovietiche concentrate oltre il centro. In più c’era di nuovo il dettaglio della velocità: questi aerei erano più lenti degli Yak1 russi di 160 km/orari.
Il contributo perciò fu molto limitato.
C’erano perciò tutte le premesse per un disastro.

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