dietro le quinte Alleate

 

alcune cose non scritte nelle News

Il 4 luglio ho riportato la notizia che truppe americane stavano occupando l’Islanda per sollevare l’Inghilterra, si è detto, da inutili compiti gravosi.

Meno famoso è stato il commento alla cosa, di Churchill.
Ad una prima domanda di un giornalista estero rispose: “non sta a me giudicare il punto di vista americano…”; e il tipo di commento lasciava trasparire un certo malumore. Rintuzzato una seconda volta, aggiunse che – « intanto le cose non stavano esattamente così, nel senso che gli inglesi sarebbero comunque rimasti in Islanda, quasi come prima, a presidiare l’isola; che non avrebbero abbandonato il paese ad un altro occupatore non richiesto (da notare questo passaggio…); che la piena responsabilità dell’operazione era tutta a carico di Roosevelt; e che comunque (Churchill) ne accettava gli effetti perchè le forze britanniche e quelle degli Stati Uniti si proponevano gli stessi scopi! ».

Questa seconda infornata del pensiero del Primo Ministro inglese non lascia dubbi al fatto che non lo trovi affatto d’accordo su questa reponsabilità e apre la strada a commenti naturali del tipo:
– Ma quale responsabilità, e di fronte a chi? Se l’America era d’accordo con l’Inghilterra è evidente che Churchill verrà smentito, se, viceversa, non esisteva nessun accordo preventivo è evidente che l’Inghilterra subisce ora l’iniziativa americana, che la pone sotto tutela – .

Nell’uno e nell’altro caso, l’assistenza americana si delinea in tutta la sua portata. Interessante è il commento del Daily Express del 5 luglio 1941, dove scrive: ” L’Oceano Atlantico è diventato, durante l’ultima notte, un lago anglo-americano“.
Insomma, per come la vedo io, la lunga mano di Roosevelt ha cominciato ad appoggiare il palmo sull’Europa; ai fini di sicurezza, e sempre per auto-determinazione. Quelli che tra quattro anni saranno chiamati “liberatori“, oggi intanto sono solo occupatori.
Per la serie, che se lo fa Hitler per evitare uno sbarco inglese è un tiranno e despota, ma se lo fa Roosevelt invece è un liberatore.
Bisognerebbe però chiederlo agli islandesi di quel tempo se la “legittima occupazione di paesi neutrali di territori altrui come misura preventiva in vista di pericoli immaginari, collide con qualsiasi convivenza internazionale, facendo diventare precaria e irrisoria qualsiasi nozione del diritto delle genti”.
Mi viene in mente: “che sia solo una questione di accounting? di campagna promozionale? Glielo hanno detto prima agli islandesi che sarebbero stati invasi? o se li sono trovati  in casa un lunedì mattina?”. Mah.

Certamente, a Roosevelt non è balenata in testa l’idea di occupare, per esempio, la Lituania invasa perchè invadere l’Islanda è una cosa, ma invadere la Russia è tutt’un’altra. Qui, a proposito, l’auto-determinazione incontrerebbe qualche difficoltà. Senza timore di smentita.

Col pretesto di portare aiuti all’Inghilterra e alle democrazie, intanto non c’è più sicurezza per nessuno, gli Stati Uniti vanno spiegando una politica che non tende soltanto alla successione dell’Impero britannico, ma alla stessa vera manomissione dell’Europa.

A me sembra che questo sia un altro caso di applicazione di due pesi e due misure ai due soggetti. Certo, l’episodio crea una crepa nei rapporti anglo-americani, che però potrà essere oscurata con qualche privato bonus di forniture militari da consegnare in un immediato futuro; anche se rimane il dubbio che questo sia solo l’anteprima di un tentativo più invasivo USA di mettere in secondo piano il rilievo inglese negli attuali teatri di guerra.

Annunci

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Devi avere effettuato l'accesso per pubblicare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: