la disfatta aerea sovietica

Il lettore di questo blog, che pur distrattamente segue la cronaca degli avvenimenti, sarà rimasto certamente stupito e sorpreso dalle enormi perdite subite dall’aviazione sovietica.
Un bollettino straordinario tedesco, mai emesso prima nel conflitto, precisa che 6233 apparecchi russi, tra catturati e distrutti sono andati perduti nella prima settimana.

Questo significa che i sovietici hanno perduto giornalmente qualcosa come 328 apparecchi al giorno e cioè 13 aerei in ognuna delle 24 ore di ogni giornata di lotta. Meglio ancora: 1 apparecchio ogni 4 minuti.
Ovviamente: 1 apparecchio, 1 pilota.

Se tanto mi dà tanto, se in 7/8 giorni di guerra hanno perso poco più del 50% dell’efficienza aerea, mi aspetto che tra 10 giorni la Russia di Stalin farà volare solo aeroplanini di carta. O no?

Le cause di questa disfatta aerea sono da ricercarsi in problematiche di vario genere: dal carattere organico, al carattere contingente, dovute a speciali circostanze ambientali ed ad una fase di adunata catastrofica, nella quale l’aviazione nemica fu sorpresa dallo scoppio dell’invasione.

Beh, io la vedo così.
La malefica intromissione della politica negli ordinamenti militari per mezzo dei famigerati Commissari politici (i Commissari motivatori), a basso livello di comando, e dalle purghe di un dittatore che fa saltare teste se solo gli gira storto.
Le deficienze nella preparazione e addestramento militare. Nel gioco del duello aereo c’è il mezzo tecnico ma in gran parte l’abilità del pilota fa la differenza. La voglia. La determinazione.
Un soldato ha raccontato che in quei giorni aveva il patema d’animo che se rientrava alla base senza successi acclamati poteva esssere giustiziatio sul posto. Quindi si trattava di poter morire o per mano di nemico o per mano di amico. E questo non è motivante.
Per contro, la visione della Luftwaffe era esattamente opposta.
Un pilota tedesco sbavava per salire in cielo a distruggere chi trovava. E basta. Anche con un occhio solo. Ma in più erano preparati professionalmente, con una convinzione di invincibilità ed una determinazione nel perseguimento degli obiettivi, che da sempre ha distinto la gente germanica.

Per spiegare l’entità degli apparecchi distrutti al suolo occorre tener presente che gran parte dei campi situati nella Polonia sovietica, dato il carattere offensivo dello schieramento, erano intasati di velivoli, in modo particolare nella zona di Leopoli e di Bialystok, sia perchè da quei salienti sarebbero partite le direttrici d’invasione della Germania e quindi lo schieramento aereo vi era stato molto addensato perchè si era dovuto ottimizzare la capienza dei campi volo. Sicchè, in ogni area disponibile erano presenti stipati qualche centinaio di velivoli, con grandi difficoltà di spazio ad ogni decollo.
Succedeva che se un aereo veniva colpito, l’incendio provocava lo scoppio di altri 3 vicini, come minimo.

A livello di supposizioni, dato che il primo giorno di guerra ne furono distrutti circa 1800 (conto stimato con prudenza), se ipotizziamo che l’attacco si sia sferrato su 100 aeroporti si ha la media di 18 apparecchi distrutti al suolo, almeno.

C’è infine da considerare però la grande potenzialità produttiva sovietica. Con la trasmigrazione di tutte le industrie trasferibili, quelle chimiche, meccaniche e di tutti i settori legati in qualche modo al conflitto, voluta da Stalin, verso gli Urali, l’aviazione russa non avrà ripercussioni importanti nella sua ripresa.
Soprattutto considerando:
1. che Stalin considera nulla la fatica fatta dagli altri;
2. che il numero delle perdite russe in ogni processo non ha mai rappresentato un problema per il dittatore;
3. considerati gli aiuti a tutti i livelli provenienti dall’Inghilterra (sempre affamata di Alleati nuovi e potenti);
4. considerata l’incidenza degli effetti della legge Affitti e Prestiti di Roosevelt;
5. valutate le vie di approvvigionamento via-Baltico e via-Oriente per ogni tipo di materiale;
6. valutato l’ammontare delle risorse russe in campo minerario;

oggettivamente non vedo difficoltà al successo sovietico.

Come si dice: Bandiera Rossa trionferà!

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