pre-Barbarossa

Il Fuhrer, comandante supremo della Wehrmacht. 31 luglio 1940.
Segretissimo.
Solo per ufficiali superiori.

Molti documenti e numerose testi­monianze degne di fede ci assicura­no che Hitler, alla fine della vitto­riosa campagna di Francia, era in­tenzionato «a liquidare la partita con l’Unione Sovietica” entro l’autunno 1940; ormai, a occidente, egli si sen­tiva le spalle protette fino all’Atlan­tico, con un’Inghilterra che non era più in grado di nuocere e con un for­midabile apparato bellico ormai co­stretto all’inerzia, e quindi disponi­bile per essere impiegato e «per mie­tere nuovi allori” a oriente. Tutta­via gli alti comandi della Wehr­macht lo indussero a mordere il fre­no e a soprassedere per almeno un semestre, adducendo una serie di va­lidi motivi, quali l’ostacolo frapposto dai rigori stagionali ad una rapida avanzata sul territorio russo, il persi­stere di una situazione politico-mili­tare piuttosto fluida nella penisola balcanica, il lungo periodo di tempo necessario per preparare una campa­gna di tale mole, ecc.
Pur recalci­trando Hitler alla fine si persuase e il 31 luglio 1940, in una conferenza ai capi dell’esercito, tracciò le linee fondamentali di quella che sarebbe poi stata battezzata «Operazione Barbarossa”.
Il maggior generale Halder, che presenziò a quel convegno, riporta nel suo diario il testo stenografico delle premesse e delle conclusioni illustrate da Hitler, nonché degli obiettivi fissati per la lotta decisiva «contro il nemico di sempre” che sa­rebbe stata ingaggiata quasi un an­no più tardi.

La Wehrmacht tedesca dovrà essere pre­parata, prima della fine della guerra contro l’inghilterra, a infliggere un colpo mortale alla Russia Sovietica nel corso di una ra­pida campagna (Operazione Barbarossa).
L’esercito impiegherà in tale operazione tutte le unità disponibili, con le limitazioni dovute alla necessità di garantire contro eventuali sorprese i territori occupati. L’a­viazione dovrà provvedere a fornire, in fun­zione di appoggio alle truppe impegnate nella campagna sul fronte orientale, forze tali da permettere un rapido svolgimento delle operazioni di terra; in pari tempo, i territori tedesco-orientali dovranno restare il più possibile al riparo da attacchi aerei nemici. L’entità delle operazioni troverà il proprio limite nella necessità di proteggere l’intera sfera militare-economica tedesca.

 

Premesse iniziali. (luglio1940).
L’Inghilterra non si muove, quindi sono molte le speranze che si ripongono in essa, ma non già le speranze in un mutamento.
La guerra come tale è già vinta. La Francia si è sottratta alla guida inglese e l’Italia tiene impegnate notevoli forze bri­tanniche.
La guerra aereo-navale potrà portare alla decisione, ma può protrarsi per uno-due anni.
Le speranze inglesi hanno nome Russia e America. Se tramonta la speranza nella Russia, anche l’Ame­rica cessa di contare perché il crollo della Russia conseguirà un aumento della potenza nipponica in Estremo Oriente e ciò in misura gigantesca, perché la Russia costituisce la spada estremo-orientale dell’Inghilterra e dell’America puntata contro il Giap­pone.
A Londra è accaduto qualcosa: gli inglesi, che erano già completamen­te down, ora appaiono in netta ripre­sa…; essi hanno ormai capito perché la Russia non voleva una grande Germania e la Gran Bretagna spera, come chi stia per annegare, che nel giro di sei-otto mesi la situazione as­suma tutt’altra piega.
Ma, se la Russia crolla, l’ultima speranza inglese va in fumo.
In tal caso la Germania resterà padrona dell’Europa e dei Balcani.

Conclusioni.
Sulla scorta di tali considerazioni, la Russia dev’essere liquidata.
Que­sto, nella primavera del 1941.
Quanto prima schiacceremo la Russia, tanto meglio sarà.
L’opera­zione ha senso solo se riusciamo ad infliggere subito un colpo mortale allo stato sovietico: la semplice con­quista territoriale non è sufficiente.
E’ dubbio che si possa agire d’inver­no. Tempo per portare a compimen­to l’operazione: cinque mesi (sarebbe stato meglio iniziarla in quest’anno, ma non conviene, se si vuole condur­la a termine in un solo colpo).

Obiettivi.
Distruzione della forza vitale rus­sa.

Direttrici d’attacco:
1) avanzata in direzione di Kiev, appoggiandosi al Dnieper;
la Luft­waffe distruggerà gli accessi di Odes­sa;
2) puntata in direzione di Mosca, aggirando il Baltico;
3) manovra d’accerchiamento con­clusiva: a tenaglia, con una branca proveniente da sud ed un’altra da nord;
4) infine, operazione parziale, con obiettivo la zona petrolifera di Baku.
Vedremo fino a che punto potran­no essere interessate al progetto la Finlandia e la Turchia.
Con quante più unità entreremo in azione, tanto meglio sarà.
Abbia­mo disponibili 120 divisioni comple­te, più 20, con effettivi ridotti. Biso­gna far credere che si tratta di trup­pe per la Spagna, il Nord-Africa e l’Inghilterra (sistemarle in settori che siano al riparo dagli attacchi aerei).

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