Ecco dove è sepolto Hitler…

… e dintorni.

 

Avevo già preannunciato, nella serie Evidence file (che invito a rileggere), relativa alla passata edizione di Hunting Hitler, che il dittatore era sepolto in una cripta, secondo notizie ultime, sotto un albergo visitato ogni anno da nostalgici tedeschi; e finalmente ho trovato l’albergo!

Ciò significa che chi ha i soldi per il viaggio potrà andare a metterci il naso per vedere se è vero. Intanto la foto.


Si chiama: Hotel del Lago ed è sulle rive del lago Ypacarai, nel cuore del centro storico a San Bernardino.
Secondo info, che sembrano precise, per accedere alla cripta bisogna usare un ascensore e sembra che le visite siano molto riservate e controllate. Inutile dire che non si troverà il nome Hitler, ma quello di Kurt Bruno Kirchner, nome dietro al quale si è nascosto, perlomeno, dal 1955 e dove sarebbe sepolto dal 5 febbraio 1971.
Ribadisco che questo Hotel-stabilimento, nella prima settimana di ogni mese di febbraio chiude le sue porte per un gruppo di nazisti o presunti tali che ritornano ad onorare il loro leader.

La cittadina di San Bernardino, fondata nel 1888 da famiglie tedesche, incredibilmente e paradossalmente un anno prima della nascita di Adolf Hitler, oggi ospita ancora una importante e folta colonia tedesca. Anticamente, l’Hotel è stato costruito sopra un vecchio e famoso club germanico. Già dalla metà degli anni 30 il nazismo qui è diventato popolare grazie alla propaganda sostenuta da Bernard Förster, promotore di una delle prime colonie ariane in Paraguay. Il club nazista era al tempo al n.19; 19 come la sua data di nascita vera (e non il 20 – come è stato poi registrato).
Qui, a queste cose ci credono molto.

E a proposito di certezze (o quasi), sempre a bassa voce, qui si sostiene che il Fuhrer sia volato da Berlino in Austria, a Hörsching, poi da qui a Barcellona su un aereo pilotato da Werner Baumbach (morto poi in Argentina nel 1953), poi a Cantabria en Hosteria Las Quebrantas del pueblo de Somo, a sud della baia di Santander, ancora da lì a Vigo (secondo i rapporti dell’MI6) con un sommergibile in Patagonia, dopo una breve sosta di 3 giorni alla Canarie (rileggere il rapporto Evidence 4). Qui riuscì ad insedirsi più stabilmente grazie all’aiuto di Jorge Antonio (nella foto), il proprietario di casa Inalco che abbiamo già conosciuto.
Questa trafila ci ricollega però ad Hunting Hitler 2016.

La saga continua.

Forse un po’ come il closing del Milan, che ha superato lungamente la telenovela di arrivo di Maradona dei tempi passati.
Boh, la battuta forse ci stava, forse no. Vabbè.

Tra le cose folkloristiche c’è anche questa; la camera dove il Fuhrer ed Eva Braun avrebbero dormito.

Tra le notizie mormorate si ricorda il vescovo Alois Hudal, rettore dell’Istituto Pontificale Romano di Santa Maria dell’Anima, che era un seminario di sacerdoti germanici e austriaci che si sono adoperati per far fuggire i criminali di guerra nazisti ricercati e procurare loro documenti di identità tramite l’organizzazione del Vaticano per i rifugiati. Questi documenti falsi erano il primo step necessario per ottenere il passaporto tanto desiderato del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) che rilasciava la prova di identità sulla base delle informazioni rilasciate sulla parola del vescovo Hudal.
I protetti sarebbero stati Erich Priebke, Klaus Barbie, Edward Roschmann, Walter Rauf, Alois Brunner, Franz Stangl, Gustav Wagner, Alois Brunner, Adolf Eichmann e Josef Mengele.
Senza tralasciare Martin Bormann.

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