Hitler a caccia di petrolio

Come ho già annunciato di giorno in giorno, nuove nubi si sono addensate sul gol­fo Persico, dove la Gran Breta­gna, dalla primavera del 1941, deve affrontare altre complicazioni sollevate dai tedeschi che mirano a impadronirsi del petrolio iracheno e persiano. Argomento non da poco.

Hitler concepisce anche un ambizioso piano (il piano Orient, fondato sul presupposto di conclu­dere vittoriosamente nell’autunno la campagna di Russia. Secondo il pia­no Orient, truppe corazzate tedesche avrebbero dovuto conquistare la Per­sia e l’Iraq mentre altre forze avreb­bero occupato la Siria per ricongiun­gersi con l’armata di Rommel
pro­veniente dall’Egitto.

Facendo un breve saltino all’indietro, Hitler è entrato dapprima in Grecia, poi a Creta, per riparsi le spalle da probabili attacchi britannici ai pozzi rumeni.
E parliamo sempre di petrolio.
In funzione di queste grandiose prospettive, i tedeschi intorbidano la situazione politica nel Medio Orien­te, servendosi di loro agenti e della legazione d’Italia a Bagdad dove, nel marzo 1941, riesce a diventare (di riffa e di raffa) pri­mo ministro il filonazista Rashid Alì. Il reggente, emiro Abdul Ila, favo­revole agli inglesi, è costretto a la­sciare la capitale, mentre il nuovo premier incomincia subito a creare difficoltà agli inglesi negando loro il permesso di usufruire liberamente del porto di Bassora, al vertice del golfo Persico.
Nello stesso giorno, il primo ministro iracheno chiede aiu­ti a Berlino. Il Fuhrer ottiene dal governo di Vichy il permesso di transito, attraverso la Siria, per ae­roplani e materiale bellico da man­dare a Rashid Alì. L’ammiraglio Darlan firma un accordo con la Ger­mania per la cessione del materiale bellico francese radunato in Siria e concede agli aerei tedeschi e italiani di atterrare negli aeroporti siria­ni.

Hitler e Rashid Alì

Entro la fine di maggio arrivano in Siria un centinaio di aerei della Luftwaffe e venti apparecchi italia­ni (non una gran roba…).
La Gran Bretagna, preoccupata per il nuovo focolaio di guerra che minaccia di estendersi dalla Siria al­l’intero scacchiere del Medio Orien­te, si prepara a fronteggiare la si­tuazione.
Il 14 maggio la RAF rice­ve direttive precise per attaccare gli aerei tedeschi negli aeroporti siriani. I britannici, a questo punto sanno di non fare una mossa furba e non sanno nemmeno che il 25 il generale Wavell ha già pronto il piano Esporter, nome convenzionale dell’operazione di invasione. Forze della “Fran­cia libera”, agli ordini di De Gaulle, collaborano con gli inglesi nella cam­pagna siriana. — Tutti i nostri pensie­ri —, telegrafa Churchill al generale francese alla vigilia dell’operazione, — sono con voi e con i soldati della Francia libera. In quest’ora, in cui Vichy è scesa ancora più in basso nell’abisso dell’ignominia; la lealtà e il coraggio dei francesi liberi salveranno la gloria della Francia! —.

Complessivamente il governo di Vichy impiega contro gli inglesi tren­tacinquemila uomini al comando del generale Dentz.
35.000 uomini sono circa 2 sole divisioni. Per esperienza, se un nemico ti attacca, prima ti guarda in tasca per vedere cos’hai da opporre, poi si organizza e dopo arriva. E come ragionamento di massima, 2 sole divisioni non appaiono decisamente come una difesa impenetrabile.
E qui si manifesta clamorosamente un grossolano errore di Hitler.
Per problemi logistici e di varia altra natura promette che arriveranno rinforzi soddisfacenti per tamponare sorprese alleate.
Lo dice, ma non lo fa.
Dove sono le famose difese tedesche annunciate sui giornali berlinesi dei primi di giugno?
Intanto l’8 l’avanzata comincia; il 21 le truppe australiane occuperanno Damasco; alle 8,30 del 2 luglio il ge­nerale francese Dentz chiederà l’armi­stizio e la Siria passerà sotto l’occupa­zione alleata.
E a Berchtesgaden Hitler si rotola dal mal di stomaco.

da sinistra: il Maresciallo Longmore, il gen. Wavell, De Gaulle ed il gen. Catroux

La rapida conclusione della cam­pagna siriana sconvolgerà i suoi piani delineati nella direttiva n. 30 del 23 maggio: « Il movimento arabo della libertà rappresen­ta nel Medio Oriente il nostro alleato naturale contro l’Inghilterra. A questo fine è della massima impor­tanza favorire la ribellione dell’Iraq, la quale si estenderà al di là delle frontiere irachene e andrà a ingros­sare le forze ostili all’Inghilterra nel Medio Oriente, interrompendo le linee di comunicazione britanniche e impegnando truppe e navi inglesi a spese di altri teatri di operazione. Per tali motivi — continua  la direttiva del Fuhrer — ho deciso di accelerare lo sviluppo degli avvenimenti nel Medio Oriente, venendo in soccorso dell’Iraq ».
Ma questa volta il dittatore tede­sco perde l’autobus.

nella cartina: l’avanzata delle forze anglofrancesi dall’8 giugno.

La campagna siriana si concluderà con la sconfitta dell’Asse e i pochi rinforzi tedeschi arrivati che riusciranno ad atterrare in Iraq non basteranno ad arrestare l’avanzata delle truppe britanniche che attac­cheranno il 19 maggio, dalla Palestina, come già descritto nelle news.
Combattimenti si svolgono subito ad Hal­baniga e nella regione petrolifera. Occupata Bagdad, il premier filona­zista Rashid Alì è costretto ad abbandonare il paese rifugindosi in Persia.
Il 31 maggio viene firmato un ar­mistizio. Abdul Ila rientra a Bagdad e forma un nuovo governo filo-britannico. Fallisce co­sì il piano tedesco di impadronirsi a buon mercato del petrolio iracheno, con la complicità della Francia di Vichy.
Ma Hitler può ancora contare sul­l’alleanza con la Persia. Dopo l’ini­zio delle ostilità fra Russia e Germa­nia l’importanza strategica del terri­torio persiano, già fondamentale per la produzione petrolifera, diventa de­terminante agli occhi degli inglesi, in quanto l’Iran apre una via di col­legamento diretta con l’URSS dal Mar Caspio al golfo Persico.
Però a mossa, ne risponde un’altra.
Churchill decide di sottrarre l’Iran all’influenza dell’Asse.
Con una rapi­dissima azione militare dal 25 al 28 agosto, gli inglesi si impadroniranno dei pozzi petroliferi e dei centri ne­vralgici del paese. Il 17 settembre anche la capitale, Teheran, sarà occu­pata mentre lo Scià abdicherà in favo­re del figlio. La campagna persiana è condotta dagli inglesi in collega­mento con i russi. Truppe britanni­che e sovietiche si incontreranno in Persia per la prima volta. Si è aper­ta così una grande linea di comuni­cazione con la Russia che permetterà di inviare all’URSS, durante il fu­turo corso degli eventi bellici, ben 5 milioni di tonnellate di rifornimenti.

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Devi avere effettuato l'accesso per pubblicare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: