6 giorni per Creta

Con la resa a discrezione degli eserciti greco e iugoslavo la campa­gna dell’Asse nel sud-est europeo può dirsi praticamente conclusa. Re­sta tuttavia una spina nel fianco del­le retrovie tedesche che devono pro­teggere le spalle all’ala meridionale dello schieramento predisposto da Hitler per l’imminente attacco con­tro l’Unione Sovietica: e questa spi­na è costituita dall’isola di Creta, do­ve contingenti inglesi erano sbarca­ti fin dal 29 ottobre 1940 con il pro­posito di servirsene come avamposto per le loro azioni di disturbo sul continente.
Durante la guerra di Grecia Hitler era stato costretto a rinviare la so­luzione del problema, ma già il 20 gennaio 1941, nel suo incontro con Mussolini, avvenuto a Fuschl, egli non aveva mancato di sottovalutare la pericolosità della situazione. «Il quesito relativo alla possibilità o me­no di spazzar via le basi inglesi nel Mare Egeo — aveva affermato in quell’occasione — è un quesito a cui è difficile dare una pronta risposta. Prendendo possesso di Creta, i bri­tannici si sono assicurati un’amplis­sima base; a ciò si aggiunga che i nuovi bombardieri a lunga autono­mia costruiti negli Stati Uniti pos­sono percorrere ben 4500 chilometri, e tutto quello di cui hanno bisogno si riduce alla disponibilità di aero­porti adeguati. L’esperienza fatta fi­nora, inoltre, dimostrerà l’impossibili­tà da parte nostra di mettere davve­ro fuori uso tali apprestamenti. La situazione è dunque tale che, fino ai primi di aprile, non si è visto alcun effettivo alleggerimento, mentre d’altro canto “non è ancora affatto da escludere l’eventualità di attacchi aerei contro i campi petroliferi ru­meni”. Solo a maggio inoltrato si avranno risposte più confortanti.
Ben si spiega dunque che appena conclusa l’attività militare in terra­ferma, il dittatore tedesco dia subi­to il via all’ «Operazione Merkur” af­fidata soprattutto a reparti aerotra­sportati e paracadutati sui gangli ne­vralgici di Creta. Pochi giorni ba­stano per portare a compimento l’im­presa: preceduta (il 20 e il 21 mag­gio 1941) da un vivace scontro aero­navale, l’ «Operazione Merkur”, pro­priamente detta, ha inizio il 25 e, do­po sole 72 ore di combattimenti, le forze britanniche sono costrette an­cora una volta ad un frettoloso reim­barco sotto la protezione della flotta del Mediterraneo. Il 1 giugno ven­gono definitivamente spenti anche gli ultimi focolai locali di guerriglia.
Ecco in sintesi la cronologia della breve, ma violenta, battaglia per la conquista di Creta:

27 maggio:    combattimenti pres­so Maleme e Canea;
29 maggio:    scontri sanguinosi presso Candia;
30 maggio:    combattimenti pres­so Rhethymnon;
30 maggio:    combattimenti nel golfo di Suda
 ________-e avanzata oltre Rhethymnon e Candia;
1 giugno:    _-avanzata su Sfakia e occupazione della città.

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