war report: 26mag1941

t557_warbullettin_sxcBollettino di guerra internazionale.

warReport1941

Oceano Atlantico. Unternehmen Rheinübung: a 30 ore dal suo ultimo avvistamento da parte britannica, la nave da guerra tedesca Bismarck stava percorrendo 750 miglia a sud-est verso la Francia.
Una battello Catalina americano, del comandante costiero RAF del 209° Squadron, la scopre a quel punto a circa 700 km da Brest, con il suo porto di destinazione previsto per le ore 10:30.
Un’altro Catalina, con il tenente James E. Johnson, USN, a bordo inizia a rilevare la nave tedesca. L’ammiraglio britannico Tovey ordinò alle navi, tra cui la Force H con la portaerei Ark Royal, di navigare verso la zona di avvistamento. Presto l’incrociatore leggero Sheffield è entrato a vista della Bismarck. Ora che era stata scoperta, sarebbe solo una questione di tempo prima che tutte le risorse disponibili della Marina Reale sarebbero state lanciate contro.
Alle 14:50 ore 15 Swordfish dall’Ark Royalm si alzano in volo ma attaccano erroneamente l’incrociatore inglese Sheffield (nessun danno riportato) e tornano all’ Ark Royal per ricaricare i siluri. Alle 19:15, altri quindici Swordfish vegono lanciati.
Sul fronte tedesco nel farttempo non ci sono novità, nè supporto in aggiunta.

I bombardieri di siluro attaccano tra le 20:47 e le 21:15.
Due o tre siluri colpiscono il bersaglio, uno dei quali ha colpito la poppa e ha clamorosamente inceppato il timone a 12 gradi verso il porto, causando alla Bismarck il girare continuamente in tondo. Alle 21:40 ore, Lütjens trasmette con la radio il messaggio: “La nave è ora incapace di manovrare, combatteremo fino all’ultimo colpo in canna. Viva il nostro Führer“.

immagine scattata dal Prinz Eugen circa 9gg prima della battagli dello Stretto di Danimarca

Tovey, intuendo la difficoltà operativa della Bismarck, invia 6 cacciatorpedinieri per finirla e mantenere il suo contatto durante la notte mentre le altre navi convergono.
Nel giorno in cui la Luftwaffe si decide a proteggere la Bismarck, c’è un tempo che rende quasi impossibile il volo. Alcuni aerei decollano, ma senza risultati, anche se un Fw200 riesce a vedere la flotta britannica, questa è circa a 750 miglia dalla costa francese mentre la distanza massima che i bombardieri della Luftwaffe possono volare è di 550 miglia. Un decollo è previsto per la mattina successiva.

3 aerei Fairey di ritorno dal siluramento della Bismark

 

 

in questi giorni infuria la battaglia per la Bismark e per l’occasione il lettore avrà notato che i britannici (e non solo) hanno messo a disposizione un numero considerevole di mezzi navali ed aerei.
Al vantaggio notevole derivato dall’uso
avanzato del radar si aggiungono le navi Norfolk e Suffolk, la Hood, Prince of Wales, i distruttori ElectraAnthonyEchoIcarusAchatesAntelope.
Oggi si sono aggiunte le corazzate King George V, Rodney e Ramillies, la Renown, la portaerei Ark Royal, il Sheffield, la portaerei Victorious.
Poi c’è un inaspettato apporto di forze combattenti americane, deciso a proteggere le democrazie, che ha inviato in supporto undici battelli siluranti Catalinas.
Ad oggi.

Riassumendo, da parte germanica, c’era – ma è clamorosamente fuggito – il Prinz Eugen ed una petroliera che è stata abbandonata il giorno 22.
Non mi sembra di aver notato il supporto di altre navi tedesche, di sommergibili U-boot e nemmeno, considerata la vicinanza con la costa francese, dei vari gruppi Luftflotte presenti nelle vicinanze. No, dico questo perchè la sproporzione di forze in campo mi sembra estremamente percettibile. Un supporto aereo sarebbe stato gradito e necessario, visto che gli Alleati avevano anche 2 portarerei nella acque di fronte. In altre parole, lasciare la Bismark sola come un cane, davanti a casa, mi sembra alquanto delittuoso. Capisco il silenzio radio (che per altro, Lütjens aveva già rotto), capisco che la flotta germanica non avesse naviglio numeroso da contrapporre ai 18 milioni di tonnellate britanniche messi in mare, ma in questo modo si condanna la corazzata tedesca ad una fine certa. Senza appoggio, chiunque – alla fine – cede.
A Berlino erano consapevoli?

 

Germania: Adolf Hitler si è incontrato con i generali e i progettisti dei carri armati presso la sua residenza Berghof nel sud della Germania. In un simile incontro tre mesi prima aveva chiesto cannoni da 75 millimetri per i carri armati Panzer III e Panzer IV. Poiché i cannoni da 75 millimetri sono basati su speciali bossoli al tungsteno, Hitler ha ora chiesto bossoli da 88 millimetri da essere utilizzati per i futuri carri pesanti con cannone, appunto da 88mm. Ha anche richiesto un’armatura frontale di 100 millimetri e un’armatura laterale di 60 millimetri.

 

Mediterraneo: Durante la giornata gli aerei tedeschi hanno identificato erroneamente la colonna tedesca che si spostava da Galatas verso Canea sulla baia di Suda. Quando l’attacco tedesco intorno a Galatas si è bloccato e gli aggressori hanno subito grandi perdite, il personale dell’operazione Wehrmacht ha chiesto a Mussolini di inviare unità dell’esercito a Creta e quindi di alleggerire alcune delle fatiche delle forze tedesche. Mussolini si è accordato immediatamente e due giorni dopo ha inviato un reggimento italiano rinforzato con armature e artiglieria che è sbarcato vicino a Sitia, nella parte orientale dell’isola. Di notte, gli ordini confusi del  Generale Freyberg  e di altri comandanti alleati hanno permesso ai tedeschi di circondare 1000 truppe fresche alleate. Ancora durante la notte, i britannici dell’Abdiel, del cacciatorpediniere HeroNizam sono arrivati ​​a Suda Bay da Alessandria d’Egitto e hanno sbarcato 750 uomini, sotto il colonnello Robert Laycock. Sono riuscitoi ad evacuare personale dalla base navale mentre partivano.
In pratica, una terza Dunkerque.

Un convoglio dell’Asse è partito da Napoli per Tripoli con sei navi scortate da cacciatorpedinieri italiani Vivaldi e Da Noli e tre torpediniere,  sostenute da un incrociatore e altre due cacciatorpediniere.

 

Medio Oriente: Le forze irachene hanno ricevuto forniture, via ferrovia, dalle forze francesi di Vichy in Siria, tra cui 8 cannoni da 155 mm, 6.000 colpi, 30.000 bombe e 32 camion. A questo punto, tutti i combattenti tedeschi in Iraq erano diventati inefficaci dopo solo 10 giorni di impegni con i combattenti britannici. I tedeschi allora hanno evacuato la loro base principale a Mosul, in Iraq, prima che le forze del Commonwealth potessero superarli. Undici caccia Fiat CR-42 della 155a Squadriglia italiana sono arrivati a Kirkuk e iniziato ad attaccare le unità britanniche nella zona di Fallujah-Baghdad.

 

Fronte Occidentale: Il Bomber Command della RAF ha condotto operazioni Rhubarb, poi 12 aerei in missioni di pattugliamento e altri 38 aerei in operazioni di deposito mine, fuori Brest, durante la notte.

 

Regno Unito: Londra: alle 11:00, Winston Churchill parlò alla Camera dei Comuni. L’argomento principale era la perdita di Creta, ma il Primo Ministro fu in grado di indorare l’amara pillola ai deputati parlando della Bismarck agonizzante sulle acque in burrasca dell’Atlantico. “In questo momento“, disse, “la Bismarck è virtualmente incapace di muoversi…“. Sembrava che i deputati non credessero alle sue parole e Churchill si sentì sconfortato quando si rimise a sedere. In quel momento un commesso gli consegnò un bigliettino che egli lesse con aria stanca, poi saltò su nuovamente in piedi e disse: “Ho ricevuto in questo momento la notizia che la Bismarck è affondata“.
La corazzata era colata a picco alle 10,40, dopo una bordata di siluri lanciata dall’incrociatore Dorsetshire. Col relitto affondò anche l’ammiraglio Lütjens e gran parte dell’equipaggio. Soltanto un centinaio di uomini poterono essere ripescati.

E a proposito di questo, vorrei sottolineare che i britannici, che tanto hanno decantato quest’affondamento, da subito si sono preoccupati di omettere il crimine di non aver voluto salvare l’equipaggio tedesco, quando potevano comodamente farlo.

Questa rivelazione è venuta da due marinai britannici, che per tutta la vita hanno mantenuto il segreto su uno dei gesti più maramaldeschi della storia della Royal Navy. Tommy Byers, marinaio a bordo della corazzata Rodney, confessò al figlio d’aver veduto un drappo nero – simbolo di volontà di parlamentare – alzarsi a bordo della Bismarck: la nave infatti era impossibilitata a manovrare per un blocco ai timoni, e – circondata da un’intera flotta britannica, aveva la sorte segnata. Era dunque probabilmente intenzione consegnarsi prigionieri e autoaffondare la nave (voci di un suo possibile autoaffondamento, nonostante il lancio di siluri da parte britannica non sono mai state ufficialmente smentite e molti testimoni affermarono che quando lo scafo si rovesciò, la nave non aveva subito danni dai siluri inglesi).

Un altro marinaio affermò d’aver ricevuto un segnale morse, ripetuto anche da un eliografo. Entrambi i segnali – il drappo e il morse – furono ignorati volutamente dai comandi britannici, che avevano ricevuto l’ordine da Churchill di affondare la Bismarck come vendetta per l’ingloriosa fine toccata alla Hood, colata a picco dopo soli 5 minuti di battaglia dalle salve da 381″ della supercorazzata tedesca.

Rimane il rimorso per le centinaia di marinai tedeschi circa 2.200) inutilmente uccisi quando la nave nemica era ormai inerme ed era diventata solo un’inutile bersaglio.

fotogramma tratto dal film “Sink the Bismark” che raffigura il morente Lütjens (a dx)

(commento. nelle sequenze finali del film si sentono i comandanti Alleati ripetere ossessivamente: “shoot!” e il modellino della Bismark subire i colpi. Nella realtà non fu così. La Bismark rispose con furore con le sue salve da 381 pollici finchè ne ebbe la possibilità e  i comandanti Alleati erano davvero meno baldanzosi che nel film, questo fino al momento in cui la nave tedesca si rovesciò su di un fianco per poi affondare definitivamente con quasi tutto il suo equipaggio)

Nord America: Il primo blackout sperimentale dell’America si è svolto a Newark, nel New Jersey.

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