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Inalco
continua

Esistono anche dettagli interni della residenza. Nella parte superiore della casa, con vista sul lago, guardando verso sud, ci sono 2 grandi stanze da letto, una con il balcone, comunicanti fra loro tramite il bagno in comune. Come in Germania. Nel bunker di Hitler, dove convisse con Eva Braun diverse settimane, le stanze dei due erano separate da un’anticamera, all’interno di un piccolo appartamento, con bagno in comune. Secondo Albert Speer, Eva non dormì mai nella stanza di Hitler; al Berghof aveva infatti la sua camera personale. La stessa cosa venne replicata nella residenza del Fuhrer a Berlino e così dissero anche altre donne che ebbero l’opportunità di avvicinarsi intimamente al Capo della Germania nazista.
L’energia elettrica del sito era fornita da quattro motori di sottomarino (notizia di un ex-lavorante), come anche nel sito dell’isola Huemul; i nazisti sapevano sfruttare al massimo tutte le risorse a disposizione.
Se i sommergibili venivano affondati per non lasciare tracce visibili dell’entrata illegale in Argentina, veniva fatto, ma non prima di averlo svuotato di tutto il “riciclabile”: motori, strumentazione di bordo e quello che si poteva portare via dal mezzo.
Nel retro dell’edificio principale, che vantava una svastica in bronzo rimossa negli anni 70, completamente occultato, esisteva un bunker sotterraneo di 3 stanze con un proprio sistema di ventilazione che affiorava in un paio di punti della superficie.
Tra i particolari curiosi si annovera il fatto che si giocasse a scacchi, all’aperto, su di una scacchiera gigante con “pedine umane” che si muovevano d’accordo con le indicazioni dei giocatori.
Hitler era un giocatore di scacchi sin da giovane. La professoressa d’arte di Hitler, Emma Lowenstramm, nel 1909 dipinse un quadro in cui si vede il leader nazista, a vent’anni e lenin, che per quella data ne aveva quaranta che giocano in una casa a Vienna. Il quadro venne poi firmato da entrambi i personaggi.

In una delle case a fianco del complesso, quella più vicina al molo e conosciuta come “casa dei piloti“, abitavano gli aviatori assegnati ad Hitler. Essi dovevano assolvere i compiti di spostamento e di sorveglianza. Due idrovolanti militari Fairey III-F furono messi a disposizione del sito come, sembra, conseguenza di un allarme di una possibile invasione cilena, segnalata per uno strano acquartieramento in zone limitrofe al confine sud del Paese. Sembra che al tempo, un attacco di sorpresa avrebbe permesso la conquista di Nequén e l’avanzata su Bahia Blanca, città strategica sull’Atlantico.
Quindi agli idrovolanti era demandata dal governo argentino la ricognizione legale di quel territorio nazionale che pianificarono almeno 10 voli settimanali.

Una testimonianza di David Palmieri.
mio padre sapeva che Adolf Hitler viveva a Bariloche perchè era un filonazista, nazionalista come la maggior parte della sua generazione. Papà diceva con naturalezza che se si desiderava vedere Hitler l’unica cosa da fare era andare fino a La Langostura e vederlo, senza baffi, con i capelli molto corti, passeggiare affabilmente con cinque pastori tedeschi, nei pressi della Villa. Sembra vivesse a Inalco.
Papà e molta altra gente lo videro. Però o sono morti, come papà, o non parlano per antiche paure. Fino a poco tempo fa c’era una signora di Neuquén, di nome Sarapura, che aveva una foto di lei e Eva Braun a Inalco nel 1947..; le dicevano che non poteva essere Eva.
Morì giurando di aver lavorato per lei a Inalco. Prove non se ne trovano più .., però mio padre non faceva scherzi e non mentiva mai“.

A partire dal 1947 la residenza funzionò a pieno ritmo: l’idrovolante volava avanti ed indietro portando Hitler e altri nazisti; un potente apparecchio, con una grande antenna permetteva di comunicare e le guardie armate vigilavano tutto. Hitler ha vissuto qui per due o tre anni, dopo di che venne nuovamente trasferito e il sito cadde nell’abbandono più totale. La storia racconta che la Giunta Nazionale di Recupero Patrimoniale – istituita dopo la caduta di Perón – dispose l’esproprio di tutte le aziende e attività dell’uomo di fiducia del presidente deposto, considerando la sua fortuna di origine illegale.
— Patrimonio non dichiarato, attività illecita, arrichimento sproporzionato rispetto al capitale e all’attività svolta, occultamento di beni e dissimulazione di altri privilegi e vantaggi non dichiarati —.
Questi i capi d’accusa sostenuti dal comunismo del nuovo governo insediatosi dopo il 1955.

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