2 maggio 1941: news

Attività politica e diplomatica.
war-NewsLa notizia di nuove iniziative in atto o in preparazione da parte del Governo di Washington relativamente al trasferimento delle forniture belliche americane, inducono i circoli politici berlinesi a ricordare il punto di vista tedesco, quale è stato ripetutamente espresso in questi ultimi tempi in merito sia al problema dei convogli, sia al pattugliamento.
(vero è che Hitler, che non è cretino, se da una parte cerca almeno ufficialmente di non eccedere nei toni di protesta contro gli americani, dall’altra è perfettamente conscio che il Governo di Washington non aspetta altro che una minima occasione per entrare nel conflitto, sì per difendere le democrazie – come ha più volte ripetuto – ma per proteggere i propri interessi economici e politici nel Vecchio Continente ed in Oriente. Diciamo pure che quest’ultima tesi è decisamente quella prevalente e largamente più pressante per Roosevelt).
Per quanto riguarda l’aspetto giuridico internazionale della questione, si dichiara che la comparsa della bandiera americana nelle zone di guerra europee toccherebbe direttamente gli interessi del Reich e che gli Stati Uniti si esporrebbero in tal modo, senza essere stati minimamente provocati, a tutti i rischi inerenti alla navigazione nelle acque europee e del vicino Oriente. In particolar modo si ricorda poi che si sono chiaramente fatte presenti le conseguenze che risulterebbero dall’attuazione dei progetti rooseveltiani in seguito alla situazione creata dal Patto Tripartito. E’ stato ripetutamente dichiarato infatti che il funzionamento del Patto a Tre non dipende da formalità; quello che conta è la realtà, vale a dire uno stato di guerra «de facto».

L’Ambasciatore del Reich ad Ankara, von Papen, è atteso per sabato prossimo a Istanbul proveniente da Berlino, in aeroplano.

Il Presidente del nuovo Governo greco, generale Zolagoglu, ha rivolto al popolo greco un appello teso ad invitare alla calma e a seguire le nuove disposizioni del Gabinetto insediatosi.

Da Bassora, nell’Iraq, si ha notizia di gravi avvenimenti. Su tali episodi un comunicato ufficiale, emesso nella notte a Londra, dice:

— Il concentramento di truppe irachene intorno all’aeroporto di Habbaniyah ha disgraziatamente portato ad urti con le truppe britanniche presenti nell’aerodromo.
Malgrado la richiesta ripetuta  del loro ritiro, erano state rinforzate nella giornata di ieri e nelle prime ore di stamane hanno aperto il fuoco contro l’accantonamento delle truppe britanniche obbligandole a prendere le necessarie contromisure. I combattimenti sono continuati durante tutta la giornata e si crede che siano ancora in progresso —.

(No, no. Come spesso succede, le cose non stanno così come descritte.
Con gli inglesi, questa situazione è decisamente molto frequente.

la cronologia.

  1. 17 aprile. Prima in via informale, poi in via-ufficiale, dopo un consulto governativo l’Iraq ha domandato il ritiro delle truppe britanniche da Bagdad in tempi sostenibili (2 settimane).
  2. A queste comunicazioni Londra NON ha mai risposto.
    In nessun modo.
  3. A quel punto il governo iracheno ha predisposto l’avvicinamento non ostile di truppe irachene all’aeroporto di Habbaniyah. Non però a diretto contatto. A distanza, ha chiesto al comando dell’aerodromo di sospendere i voli britannici.
  4. A questo secondo invito Londra NON ha risposto di nuovo.
    Forse è una procedura consolidata britannica. Nel frattempo i voli sono continuati e, in risposta, sono giunte altre truppe inglesi col chiaro intento di rispondere con le armi.
  5. Dichiarazione di Churchill di usare tutta la forza necessaria per difendere gli interessi britannici.
  6. 30 aprile. Non avendo nessun tipo di riscontro inglese le forze irachene aprono all’alba il primo fuoco di avvertimento sul campo. Gli inglesi rispondono.

L’atteggiamento britannico è coerente con il loro modo di imporsi nel mondo. Glissando le richieste irachene hanno obbligato le forze governative ad irretirsi ed ad aprire il fuoco.
Ulteriori informazioni nel war report odierno
).

Secondo la versione britannica dunque sarebbero stati gli iracheni ad aprire il fuoco. Da fonte irachena, invece, si ha — come riporta radio Mondar — che aeroplani britannici hanno attaccato per primi con bombe espezzoni le truppe irachene che sono state costrette a difendersi col fuoco di artiglieria e di armi automatiche infliggendo gravi perdite all’avversario (che poteva evitare sicuramente tutto questo).

Il New York Times chiede che il Governo americano riconosca la Francia Libera ed occupi il Marocco. Il Washington Post suggerisce l’occupazione delle Azzorre.

Cinque membri del gabinetto egiziano non favorevoli alla politica del Governo hanno rassegnato le dimissioni nelle mani del Presidente dei Ministri. Queste dimissioni rendono impossibile al Presidente di formare un Governo a larga base parlamentare.
Come è già stato comunicato, Re Faruq tenta attualmente di trovare un compromesso fra l’opposizione wafdista che chiede nuove elezioni, agli altri partiti, per formare un Gabinetto di concentrazione nazionale.

 

Attività militare.
FRONTE SUD-ORIENTALE. Le truppe germaniche compiono l’occupazione del Peloponneso. Complessivamente 8.200 inglesi prigionieri. Una nave trasporto affondata.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO. Bombardamento aereo di Tobruk. 4 apparecchi inglesi abbattuti, uno distrutto al suolo.
4 aerosiluranti abbattuti nel Mediterraneo.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE. Attacco aereo ad una fabbrica sulla costa meridionale inglese. Una nave affondata a sud di Plymouth. Bombardamento di Dover. Attacco a Liverpool ed altri obiettivi militari sull’Inghilterra meridionale e sud occidentale.
2 palloni di sbarramento abbattuti a Scapa Flow.

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