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il ranch San Ramón. casa Inalco.

i Lahusen. chi ha visto.

 

A detta dei locali più anziani del posto, San Ramón “era incredibile che là potesse esistere un posto come quello..; il ranch sembrava un piccolo paese. C’era la casa dei proprietari, la casa del secondo maggiordomo, quella del perito agrario, la casa del fattore, quelle dei braccianti e quella del lattaio“. Il ranch venne acquistato nel 1928 dalla Società Anonima di Industrie Rurali, rappresentata da Christel Lahusen.
Don Lahusen, come chiamavano il padrone, aveva a disposizione  un’enorme casa padronale tutta in legno, Per scaldare tutte le stanze c’erano piccole stufe a legna che dovevano rimanere accese tutto il tempo. In molti lavoravano nel giardino, nel frutteto e dovevano portare legna di continuo; avevano anche in carico la manutenzione del generatore che produceva elettricità.

Lahusen, un nome trattato così di sfuggita nelle serie Hunting Hitler, era anche rappresentante  della Compagnia marittima Hamburgo Sudamericana, a capitale tedesco, che disponeva di imbarcazioni proprie. Fino al 1945, la strada che portava a Bariloche attraversava San Ramón e visi trovava anche la stazione dell’allora Ferrovia del Sud, che tutti chiamavano di Ferrovia di Lahusen, che portava sempre a Bariloche.
E inoltre, nel podere Lahusen, vi era l’unica pista di atterraggio per aerei in migliaia di Km. In questo modo la proprietà era una sorta di “collo di bottiglia” per chiunque volesse arrivare a San Carlos de Bariloche ed il controllo totale degli accessi era in mano ai soli tedeschi.

ferrovia Lahusen

I Lahusen erano considerati i Re della Patagonia. Questi signori, che avevano finanziato l’ascesa di Hitler in Germania, prepararono nel sud del Paese le mosse di uomini e i lavori necessari, scelti dal Partito, per l’arrivo di nazisti di un certo calibro.
Il ranch San Ramón ha ancora la sua estensione originale, mantenendo per confine naturale il lago Nahuel Huapi, quello che racchiude l’isola Huemul, per interderci. Qui, come ho già riportato, le notizie non avevano impatto in questa parte del mondo e gli avvenimenti non significavano nulla per i nativi. I giornali arrivavano con grande ritardo e in alcune zone non arrivavano affatto. Nè tantomeno, era possibile ascoltare la radio ion tutta la Patagonia poichè le zone coperte dalle frequenze erano ridotte rispetto alla vastità della regione. Nel ranch non si sapeva nulla della guerra, era come un racconto lontano e per di più, di scarso interesse;  i nomi dei personaggi erano del tutto sconosciuti, pertanto l’arrivo di nazisti non ha mai rivestito un’importanza particolare. Si trattava, forse, di gringos giunti per restare come tanti altri immigrati nel Paese. Niente di più.
Poi la gente di Patagonia è molto taciturna e discreta, abituata a non fare domande e a non intromettersi in questioni che non riguardassero la loro vita privata. Rispetta gli europei perchè li considera gente importante, che potrebbe dargli lavoro. E infatti, così era.


Molte zone avevano guardie armate fino ai denti e non vi si poteva accedere senza autorizzazione. Oltre ad essere lontani da tutto, questi poderi non si potevano attraversare. In nessun modo. Per accedervi, anche temporaneamente c’era bisogno di un permessso scritto.
E chi poteva firmare queste autorizzazioni?

lago Nahuel Huapi

Qui i testimoni-chiave della presenza di Hitler sono due.
La cuoca di San Ramón, Carmen Torrontegui, vedova di un avvocato, di buon livello culturale, aveva un ruolo di responsabilità all’interno del ranch di proprietà tedesca.
Occorre, in questo caso, considerare che il lavoro sotto un padronato germanico non annovera certo l’indulgenza e la tolleranza e perciò ricevere fiducia significa l’essere come minimo integerrimi nel proprio lavoro. La donna era presente quando arrivarono Adof Hitler ed Eva Braun, e si occupò subito della loro permanenza nella proprietà. Come collaboratrice fedele era obbligata alla discrezione, in questo caso al silenzio, come fece per anni. Ma non fu difficile. Anche perchè la cosa, non interessava a nessuno. Raccontava, prima di morire, che l’edificio principale dove Hitler e la sua compagna vivevano è stato demolito negli anni ’80 quando la proprietà fu acquistata da un imprenditore svizzero. Poi in seguito vennero trasferiti, per una serie di motivi,  alla tenuta Inalco, sulle rive del lato nord del lago Nahuel Huapi, nei pressi di Villa La Angostura, considerata ancora più sicura e meno raggiungibile.

vista da Casa Inalco

Il secondo testimone che vide Hitler nel ranch è Eloiza Luján, nata nella tenuta e figlia di uno dei responsabili del complesso. Nel 1945 la donna aveva 30 anni e fu allora che conobbe Hitler e venne a sapere di lui dai racconti del padre. Ricordava dei particolari strani per la gente del luogo; come per esempio che, prima di di essere servito a tevola il cibo destinato al Fuhrer, veniva assaggiato poichè temeva di essere avvelenato. Questo lo ricordavano in molti, nella tenuta, poi avevano detto che, in effetti, in Germania c’era stato gruppo di “assaggiatori” ufficiali che aveva quella funzione. A tal proposito, Margot Woelk, una delle assaggiatrici, spiegò “fra le 11 e le 12 si provavano i pasti per testare che non fossero avvelenati, dopo di che le SS li portavano al Fuhrer. Poi, non c’era “mai carne”: Hitler era vegetariano. Il cibo era buono, a volte buonissimo ma non potevamo goderne“, assicurò.
La signora Luján racconta che il leader nazista arrivò in treno nel 1945. Col treno di Lahusen, perchè le strade erano sempre sconnesse ed impraticabili per il Fuhrer ed i suoi uomini dovevano attraversare la Patagonia, dal litorale alla Cordigliera, per diverse centinaia di chilometri con avverse condizioni climatiche, spesso inaffrontabili.
Un viaggio in aereo, per quasi mille chilometri sarebbe stato rischioso soprattutto per le fortissime raffiche di vento ed il carico sarebbe risultato troppo limitato.

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