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L’isola Huemul.

I progetti. Gli uomini. Un nuovo Fuhrer.

L’Argentina non rappresentava soltanto un possibile rifugio lontano e sicuro per i nazisti in fuga, ma un luogo ideale per lo sviluppo dell’energia atomica, motori speciali per sottomarini, aerei modernissimi e armi di ultimissima generazione.
Con la benedizione di Peron che voleva costruire una potenza mondiale.
Questa joy-venture tra nazisti ed argentini era diretta dal prof. Ronald Richter, in realtà un vero austriaco, che lavorava a stretto contatto con gli scienziati Beck, Haffke, Ehrenberg, Seelmen-Eggbert, Greinel e gli italiani Abele e Pinardi. In quel luogo, assolutamente isolato e remoto — un’isola fortemente presidiata da unità dell’esercito argentino — si lavorava con successo anche su altri progetti, incluso quello di un motore ad energia nucleare da utilizzare nei sottomarini.


L’avventura nucleare sull’isola Huemul comincia una attività febbrile. In poco tempo sorgono vari edifici destinati a laboratori e depositi, che si riempiono di macchinari costosissimi – lo scienziato ne ordina a getto continuo, senza badare a spese – ed anche una centrale elettrica per ottenere l’enorme quantità di energia necessaria agli esperimenti. Quello dell’energia elettrica risulta essere un elemento chiave nei confusi e spesso contraddittori esperimenti dello scienziato: Richter arriva al punto di ordinare una bobina di rame alta 4 metri e larga 3, del peso di 50 tonnellate. Il problema era, quel punto, trasportarla sul posto.

laboratorio privato di Richter

Parallelamente, in un altro centro militare e con la supervisione dello stesso Hitler, si stava preparando un missile da crociera.
Su questo tema resta molto da scoprire poichè c’è carenza di informazioni ufficiali, ma per il motore nucleare sembra che sia alla base del primo sommergibile nucleare al mondo, il “Nautilus”, costruito poi dagli Stati Uniti e varato nel 1954. Ma prima fu sviluppato in Argentina in segreto. Non è nuova la notizia che a fine conflitto gli americani fecero manbassa di scienziati e progetti altrui per sembrare grandi e potenti.
Ricordiamo l’operazione Paperclip, ma soprattutto 1000 altre operazioni segrete che fruttarono segreti militari decisivi.
A questo tourbillon di missioni scampò miracolosamente il capo della fabbrica Focke-WulfFlugzeugban Kurt Tank, progettista del primo caccia a reazione argentino, il famoso Pulqui II (significa “freccia“), ma copia dei progetti del TA-183, per mano di uno spionen, finirono nelle mani dei sovietici che svilupparono di colpo il famoso MIG, che in realtà è lo stesso.

immagine 1436×983 px

Nel 1948 A Buenos Aires giunse il pilota Hans Rudel sotto il falso nome di Emilio Mayer. Era una persona famosa se si considera che a Berlino conferiva direttamente con Hitler — il quale lo aveva decorato con la Croce di Ferro con Fronde di Quercia in Oro, Spade e Diamanti riservata a non più di 12 persone in tutto il Reich — e che osava contraddirlo quando la sua opinione non coincideva con quella del suo capo. Cosa decisamente rara per un ufficiale.
Lavorava per le Industrie Aeronautiche e Meccaniche della Stato (IAME) ed era diventato subito socio del Club Andino Bariloche, solo per nazisti in Argentina. Nel 1951, sentendosi più sicuro, riprese il suo nome, e in breve tempo divenne il leader del neonazismo.
Nel 1952 il Partito dell’Impero Tedesco di estrema destra lo nominò il “Nuovo Fuhrer”(edizione21luglio1952). Non è chiaro se la cosa implicasse la tacita approvazione di un Hitler stanco ed in pensione.
Nel frattempo, già dal 1948, il governo argentino aveva creato una commissione speciale per esaminare i singoli casi degli immigrati, in particolare quelli con documenti falsi o non idonei all’ingresso nel Pease, con l’intento di facilitare l’accesso ai nazisti.
Contemporaneamente, da più parti giungevano voci che Hitler ed Eva Braun vivessero agiatamente in Patagonia in uno dei grandi ranch, che si estendono per migliaia di ettari, di proprietà di nazisti, dove se non parli tedesco è impossibile ottenere qualsiasi informazione. Questo potrà sembrare troppo poco, ma è così.
Comunque, le indagini portavano tutte al ranch San Ramon.
(tutte le info più profonde, come quelle relative a Casa Inalco, sono nel libro Bariloche Nazi di Abel Basti).

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