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Altri sottomarini. Convogli.

 

Nel 1982, un tedesco di nome Rudiger Conrad affermò al giornale “Ambito Financiero” di aver partecipato al piano di evacuazione del Terzo Reich. Dichiarò di aver comandato uno dei sottomarini di un convoglio – partiti ad intervalli regolari da un porto europeo.
Disse che si trattava di dieci sommergibili.
L’operazione, aggiunse, era stata comandata da Hitler in persona il 12 marzo 1945 e ricordava che nelle imbarcazioni vennero trasportate 611 persone con “abbondante equipaggio”, per una traversata di ventitrè giorni. Il viaggio non fu così tremendo come ci si aspettava; la cosa più fastidiosa era per il poco spazio a disposizione e l’aria viziata.
Data però la mancanza di nominativi e riferimenti precisi l’intervista non si protrasse e la cosa finì lì.
Più particolare è il racconto di una signora di Buenos Aires che racconta che suo padre le parlò di un fatto che lo aveva impressionato. Lui lavorava come muratore in Patagonia.
Un giorno di fine marzo 1945 tre sottomarini nazisti giunsero nel porto militare dove stava lavorando. Ricordava che si era creata molta agitazione e la base navale chiuse improvvisamente per motivi non precisati. I lavoratori vennero allontanati dalla struttura e l’uomo che prestava servizio per la ditta tedesca F.H.Schmidt si andò a posizionare casualmente in un punto dove però si scorgeva molto della banchina di approdo. Notò con grande stupore che dai sommergibili vennero scaricati uomini ed un’infinità di casse d’acciaio; ma la cosa più strana era che erano aiutati dai lavoranti autorizzati della base che si sbrigarono a caricare su camion e ad occultare il rimanente. Seppe inoltre che il sottomarino faceva parte di un convoglio di altri cinque che stavano per arrivare e che c’era bisogno di altro personale per scaricare più in fretta. Un suo conoscente gli aveva rivelato che aveva visto trattarsi di quadri, oro e documenti e c’erano molti gerarchi nazisti che non gli è stato possibile vedere da vicino.
Il fatto si era ripetuto anche in Argentina  e precisamente nella Caleta de Ios Loros, nella provincia di Rio Negro. E sempre secondo informazioni di qualcuno che aveva aiutato nei lavori, i sommergibili, ogni volta, trasportavano lingotti d’oro, varie valute (milioni di dollari, franchi svizzeri, sterline, ecc.), documenti segreti, relazioni di esperimenti scientifici, opere d’arte e progetti di vari sviluppi e invenzioni di grande valore.


Negli ultimi anni della guerra gli Alleati si vantavano di aver messo a punto un efficiente sistema di monitoraggio subacqueo e che sembrava impossibile che nel 1945 convogli interi di U-boot potessero passare l’Atlantico senza essere avvistati. Si vantavano, di fatto, di essere in grado di intercettare i messaggi della forza marina tedesca e di decifrarli con esattezza.

Le cose però non stavano così. Queste sono le chiacchere dei vincitori.
I sommergibili tedeschi che arrivavo in Argentina disponevano di una sofisticata tecnologia radar e di comunicazione ancora ignota agli Alleati.
Il radar si chiamava Radardetektor Fub26 Tunis e venne installato su alcuni sottomarini di ultima generazione dal maggio ’44; il modello di classe IX-D.
Daltronde la guerra, si sa, è fatta di misure e contromisure.
Dipende tutto dal momento in cui si vuole prendere in considerazione un certo periodo.

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