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Deliveries. Arrivals.

U-530 episode.

Secondo un articolo apparso il 7 febbraio 1945 su Le Figaro, un U-boot ha effettuato il trasporto n.17-44 con i seguenti valori:
187.692.400 marchi; 17.576.500 dollari; 4.682.500 sterline inglesi; 24.976.500 franchi svizzeri; 8.379.000 fiorini olandesi; 17.280.000 franchi belgi e 54.963.000 franchi francesi +
87 Kg di platino, 2.511 Kg di oro e 4.638 carati di diamanti.
Un trasporto dei tanti.
Sembra che questi fondi siano stati depositati nella Banca Tedesco-Transatlantica, nella Banca Germanica, nella Banca Tornquinst e nella Banca Strupp e registrati su un conto di Juan Peron e sua moglie Maria Eva Duarte Peron.

Nel mese di marzo un documento argentino riporta:
Oggetto: sbarco tedesco a San Clemente del Tuyú, Buenos Aires.
Tramite i nostri agenti che ne controllano l’operato, Ludwing Freude, agente del Terzo Reich, ha effettuato ingenti versamenti in diverse banche su piazza, a nome della popolare attrice di radioteatro Maria Eva Duarte Ibarguren.
Freude disse a “Natalio” che il 7 febbraio scorso un U-Boot (sottomarino della flotta dell’ammiraglio Doenitz) ha effettuato il trasporto n. 17-44 portando in Argentina un tesoro che aiuterà a ricostruire l’impero nazista nel mondo.
Ricerche successive hanno permesso di scoprire che i pacchi sbarcati vennero consegnati alla residenza Lahusen, con scritto “Gheime Reichssage “, arrivando in diversi camion nella notte fra il 28 e 29 marzo di quell’anno. I versamenti sono stati fatti nella banca tedesca, banca tedesco ..Transatlantica, banca Germanica e Banca Tornquinst. Tutti a nome della signora precedentemente citata. Si continua a investigare.
Firmato: Nicéforo Alarcón. Direttore
“.

Ma non è tutto. A partire da metà gennaio, diversi sommergibili partirono da Cadice, in Spagna, per l’Argentina. la gente del posto diceva che arrivavano a intervalli regolari di sei e otto settimane in diversi punti della costa, dalla baia di Sanborobón a quella di San Sebastián. Il 10 giugno del 1945, due mesi dopo la caduta di Berlino e mentre cresceva la sensazione che Hitler fosse fuggito, il sottomarino U-530 si consegnava nel porto argentino di mar del Plata, nella provincia di Buenos Aires, con grande sorpresa di tutti. Allo sbarco, il cap. Wermuth spiegò che aveva deciso di arrendersi assieme ai suoi uomini vista l’impossibilità di continuare per problemi ai motori e carenza di combustibile.
Meno noto è il fatto che al sommergibile mancava una scialuppa di salvataggio che, guarda caso, fu ritrovata casualmente abbandonata in località costiera di Miramar.
Un altro aspetto curioso era relativo all’eccessivo dell’equipaggio.
Il solito era di 54 uomini, ma qui ce n’erano 14 in più e oltretutto:
i motori erano a posto ed il combustibile nelle taniche era molto di più di quello che avrebbe dovuto avere dopo una traversata dell’Atlantico — il che fa pensare che il sommergibile fosse stato rifornito da poco.
Molto sospetto.
Subito, in diversi circoli ufficiali inglesi si cominciò ad asserire che Hitler fosse sbarcato il 30 giugno 1945 in Argentina, portato proprio dall’U-530, giusto dieci giorni prima della propria resa.
Il Chicago Times affermava: – E’ pressochè certo che Hitler e sua moglie Eva Braun, quest’ultima vestita con abiti maschili, siano sbarcati in Argentina e si trovino in un’immensa tenuta tedesca in Patagonia, in una delle numerose residenze acquistate per i dirigenti nazisti, qualora fossero falliti i piani di conquista del mondo -.

Il 17 luglio 1945, dalla spiagge di San Clemente del Tuyú, a sud di Buenos Aires, vennero avvistati chiaramente 2 sommergibili tedeschi, uno dei quali rimase fermo tre ore, creando una certa agitazione nei locali.
Un testimone raccontò che nella zona di Lavalle, vicina al porto,  c’erano strutture molto particolari, con una rotaia a percorso doppio, che arrivava dalla terra ferma fino al canale principale e che risultava occultata con la marea alta.
Una volta cessati i controlli della marina militare argentina, che non furono mai d’ostacolo, i sommergibili tedeschi continuavano ad arrivare con assoluta tranquillità scaricando sempre casse di acciaio che brillavano nelle notti di luna.

Il 17 agosto 1945 un altro sottomarino nazista, l’U-977, arrivò anch’esso al porto di Mar del Plata e la cosa non fece più scalpore.
Non ottenne niente di più di due righe nel giornale del posto.

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