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Witness. First steps.

 

Negli anni 50, due marinai della Graf Spee, ammisero di aver partecipato all’arrivo di un paio di sommergibili nazisti. Il fatto è confermato dagli scritti del legislatore Silvano Santander, membro della Commissione di Attività Anti Argentine e della Camera dei Deputati della Nazione, che scrisse:

secondo testimoni che menzioneremo, tra i giorni 28 e 29 Luglio del 1945, giunsero clandestinamente alle coste della Patagonia altri due sottomarini.
Questo è quanto affermano i due ex marinai del “GrafSpee”, Rodolfo Walter Dettelman e Mariano Alfredo Schulz. Aggiungono di aver ricevuto ordini dal secondo comandante del “Graf Spee”,
capitano Kay, di spostarsi in Patagonia al fine di prestare servizi straordinari. Così avvenne, ma non ricordano il luogo esatto in cui furono condotti, tuttavia sanno che alloggiarono in una delle residenze della compagnia Lahusen, non controllata dalla allora Commissione di Vigilanza delle Proprietà Nemiche, per espressa decisione del Potere Esecutivo. I marinai confermano che dai sottomarini vennero scaricate molte casse pesanti che furono trasportate in otto camion, tutte alla stessa residenza. Da quello che poterono capire, si trattava di un carico prezioso giunto dalla Germania.
Più tardi arrivarono sulla costa, in scialuppe di salvataggio, ottanta persone. Alcune delle quali molto importanti, dal modo in cui impartivano ordini.

Santander prosegue segnalando che: “i marinai del Graf Spee teoricamente erano internati. Ciononostante, venivano impiegati in tutto, persino per questo tipo di lavoro, al ritmo coordinato dal servizio di spionaggio.
In questi sottomarini vennero trasportate ricchezze inestimabili, definite il tesoro nazista”.

Secondo un documento FBI, del 21 sett. 1945:

– improvvisamente, un sottomarino arrivò a terra ed Hitler, due donne, un altro medico e molti altri uomini completarono il gruppo; sbarcarono dal sottomarino circa cinquanta persone -.
Secondo un’altra testimonianza locale, nelle terre della residenza Bellamar – 12.500 ettari e 20 Km di spiaggia – in quel momento  di proprietà della ditta Burge e Born, furono piantate rotaie verticali, con basi di cemento, le cui punte fuoriuscivano dall’acqua con un anello di acciaio per far attraccare i sommergibili che arrivavano là.
In seguito era stata attrezzata una mini-ferrovia dalla spiaggia alla residenza per trasportare i carichi più voluminosi.
A chi faceva domande veniva risposto che si trattava di casse per medicinali rari per ricchi.
Un’altra testimonianza ha rivelato che, nel periodo in cui la Germania capitolò, un signore passeggiava sempre con uno zaino, ma in realtà sembra che portasse una rice-trasmittente e parlava di continuo.
Questo accadde quando apparvero i sottomarini nella zona.
Poco dopo furono trovate molte scialuppe di salvataggio abbandonate sulla spiaggia, in prossimità dello stabilimento Centilenas del Mar, ubicato nella zona costiera.
Pescatori riferirono di aver visto due sommergibili grigiastri che navigavano in superficie verso Mar del Plata.

Sempre nel 1945, da un altro rapporto segreto FBI è scritto:

– siamo riusciti a stabilire l’esistenza di un regolare passaggio aereo fra la Germania e la Spagna. Gli apparecchi non volano sopra la Francia, ma sul Nord Italia e sul Mediterraneo. Questi aerei, da quattro o sei motori sono stati costruiti qualche tempo fa già con il proposito di garantire la fuga, al momento opportuno, dei pezzi grossi del nazismo verso il Giappone o l’Argentina. Per l’occasione è stata formata una squadra di aerei detta Fuhrerstaffel, con equipaggio attentamente selezionato. Il traffico ha come obiettivo non solo il trasferimento di fondi o l’invio di agenti in Spagna, ma anche l’addestramento del personale. Questa precauzione viene adottata nel caso in cui falliscano le trattative ufficiali per l’asilo.., la Spagna è stata scelta per le operazioni date le enormi facilitazioni di cui il Reich può godere laggiù… a febbraio del 1945, due di questi aerei volarono a Buenos Aires. Il fatto è stato verificato “.
Il documento continua segnalando che: “I nazisti ora stanno inviando a Buenos Aires denaro e documenti tramite la valigia diplomatica argentina. I nostri agenti di sicurezza affermano che tali invii avvengono tramite  l’Italia.
In Spagna, vengono inviati a due conventi che appartengono a un ordine con sedi anche in Argentina. È là, nei conventi, che ufficiali della delegazione argentina in Spagna procedono a inserirli nella valigia diplomatica. La collaborazione dei frati di questi conventi è incondizionata, dovuta al fatto che molti di loro sono tedeschi con famiglie che vivono ancora nel Reich; la GESTAPO controlla la loro posta.
La pressione sui frati è arrivata all’estremo, tanto da minacciarli di sterminare le loro famiglie -.

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