Hunting Hitler 2: la settima puntata

Se nel 1955 Juan Peron è stato deposto da un colpo di stato militare Hitler ed il suo entourage si sono dovuti spostare forzatamente ed il posto più probabile sembra essere appunto il Cile, che nell’immediato finire della guerra e negli anni a seguire aveva già visto aumentare a dismisura il numero di arrivi di “tedeschi della guerra” (come li chiamavano loro) in modo esponenziale.
In Cile le comunità germaniche erano già numerose da tempo, ma dal 1945 in poi si poteva parlare di una vera e propria colonizzazione.
I nazisti giunti a Osorno ottennero subito posizioni molto importanti, addirittura nel governo, poi posti di lavoro decisionali per via dell’allure che possedevano e per le risorse che sembravano possedere.
Il nome più risonante tra le personalità arrivate negli anni ’50 è stato quello di Juan Keller; nome che ben presto si scoprì essere quello di Martin Bormann, una persona che, si diceva, vivesse nell’ombra.
E’ ricordato dai pochi ancora vivi come un soggetto che, vestito con un giaccone lungo di pelle, andava a cavallo e girava sempre con una pistola. Nella zona sembra abbia comprato 3 proprietà in un colpo solo ed era attorniato continuamente da molta gente armata e di conseguenza, la gente del posto aveva naturalmente molta paura di lui. C’erano state diverse morti inspiegabili dopo il loro insediamento.
Per ottenere la cittadinanza cilena, Bormann aveva assoldato due analfabeti del posto in modo che potessero testimoniare (in falso) la sua natività locale, poi ultimata la procedura furono uccisi.
A supporto di queste informazioni si apprende che, sempre ad Osorno, vive la figlia Eliana Keller, nata nel 1954 presa in adozione da Juan Keller per creare una barriera contro una possibile estradizione; oramai aveva avuto la cittadinanza cilena, ora aveva una figlia al 100% cilena e quindi protetti dalle leggi cilene nel caso di una richiesta di estradizione.
La figlia Eliana rivela essere una figlia adottiva da quando aveva solo 2 anni, perchè la vera madre biologica era la domestica di Juan Keller (Martin Bormann) e racconta che si stupiva della quantità di personale attorno a suo padre specialmente quando visitava gli altri 2 posti dove lavoravano. A quel tempo aveva 13 anni ed un giorno, dopo averla accompagnata a scuola è sparito, a causa della notizia che avevano preso Adolf Eichmann.
Ricorda che un giorno, ad Osorno, arrivarono quattro uomini tedeschi che provenivano da Colonia Dignidad e volevano sapere se lei fosse la figlia di Martin Bormann e dovevano prendere qualcosa che non ricorda.

Colonia Dignidad era allora un insediamento tedesco fondato da Paul Shäffer Schneider, un caporale durante la guerra, che nel 1959 era scappato dalla Germania dopo essere stato accusato di abusi sessuali e che nel 1961 ricompare in Cile con altri 300 tedeschi per creare una comunità clandestina sulle montagne delle Ande, il cui vero scopo è tuttora oggetto di studi. Al tempo, giravano voci di torture, omicidi, abusi sessuali, perpetrati in un territorio sovrano di oltre 130 Km quadrati in una zona assolutamente isolata.
Un posto dove la prima regola da seguire era quella del non parlare con estranei, un luogo estremamente protetto, recintato e controllato, ancora oggi, da ogni tipo di tecnologia disponibile al riguardo.


Oggi si chiama Villa Baviera.
In questa struttura si fabbricavano addirittura delle armi, come per esempiuo, il gas Sarin, una gas nervino in progetto di essere usato di lì a breve.
Per garantire la massima sicurezza la rete perimetrale era percorsa da corrente elettrica ad alto voltaggio e lo stesso perimetro era sorvegliato anche la notte dai primi sistemi ad infrarossi, già nei fine anni ’50.
La Colonia aveva dei sotterranei-bunker molto vasti, con camere da letto, docce e cucine, tunnels e passaggi segreti verso immancabili uscite di sicurezza.
Tutti i dettagli nel prossimo ed ultimo episodio.
Ciò però non è un progetto del Quarto Reich, ma qualcosa di già organizzato da tempo.

 

In Paraguay il primo insediamento di stampo nazista risale agli anni ’20. Se l’Argentina fosse caduta per qualche ragione, le nazioni vicine potevano fornire una zona di rifugio sicura ed il Paraguay, come il Cile e come l’Argentina, si erano schierate al fianco dei nazisti da diverso tempo e questo garantiva un’area molto vasta dove sparire.
Secondo rapporti dell’immancabile FBI, personaggi come Eichmann, Bormann e lo stesso Hitler avevano a disposizione quattro nascondigli diversi, equipaggiati con radio, walkie talkie e guardie armate, avevano attraversato il fiume Paranà e potevano essersi diretti in Cile o in Brasile. Un appendice del rapporto desecretato riporta che il Paraguay rifiutò di aiutare nazioni straniere nella ricerca dei nazisti e la cosa fermò, al tempo, anche Simon Wiesenthal, come appare pure nella documentazione deposta a Vienna.
Rapporto contro firmato anche dalla CIA, nel marzo del 1965.

(vorrei qui far notare che i rapporti americani contengono molte più informazioni particolareggiate di quelle qui fornite che da sole contribuirebbero a creare una serie ancora più avvincente).

Asuncion, in Paraguay, è molto vicina a Misiones ha visto arrivare Bormann nel 1956 e qui vi è deceduto per un cancro allo stomaco nella notte del 17 febbraio 1959 ed è sepolto nel cimitero di Itá, vicino Asuncion, secondo un rapporto desecretato di recente e paraguaiano, prima di essere riesumato e le sue spoglie ritrovate, inaspettatamente, a Berlino nel 1973.

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One response to “Hunting Hitler 2: la settima puntata

  • Charles Vinson

    Nel mio ultimo intervento su questo blog a proposito di Hunting Hitler ci avevo quasi preso, segnalando il 1955 come data fatale di svolta e l’impiego della struttura di Misiones come “via d’uscita” data la sua prossimità al confine…sebbene non avessi considerato il Paraguay ma il Brasile.

    La puntata di martedì ha stabilito a mio avviso un punto fermo, storicamente e scientificamente parlando: la sopravvivenza di Bormann, su cui abbiamo una volta per tutte le evidenze forensi.
    Tra l’altro, notate bene: di tutte le perizie che si sono fatte sui resti di Bormann rinvenuti a Berlino prima di distruggere i resti, l’unica che manca è quella sull’ETA’ DELLA MORTE, e questo secondo me è significativo.

    Vediamo adesso come si muoverà il team e dovrà muoversi bene e alla svelta, perché se Hitler è sopravvissuto, non poteva non essere in contatto con Bormann (o addirittura nei pressi), quindi a questo punto la pista potrebbe diventare molto molto calda.

    Il problema è che siamo ormai prossimi al finale di stagione… forse stiamo assistendo ai prodromi di una terza stagione?

    Vale

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