Hunting Hitler 2: la terza puntata

hunting-hitler-2Dunque, secondo alcune testimonianze oculari comprovate, Hitler ed alcuni ufficiali sarebbero stati visti a Tonder, in Danimarca, dove si è tonder-airport1944appurato che gli alberi della base esaminata nell’episodio scorso, sono stati piantati solo dopo il 1950 e perciò la pista poteva gestire anche aerei di grandi dimensioni.
A questo punto si rivela necessario dare fondo alla testimonianza di un generale delle SS, rilasciata a Norimberga, che svela che a Tonder, c’erano tedeschi ed un solo straniero: Leon Degrelle. Un personaggio molto in vista nella cerchia ristretta di Hitler e tenuto in grande considerazione dal Fuhrer. Sembra che durante una cerimonia in suo onore Hitler gli avrebbe confidato che se avesse avuto un figlio lo avrebbe desiderato proprio come lui.
leon-degrelleIl collaboratore nazista, più tardi ufficiale delle Waffen SS, il maggio del 1945 lo vede protagonista di un atterraggio spericolato, con grandissima sorpresa dei presenti, sulla spiaggia (anzi in acqua) a San Sebastian (in Spagna).
La località di mare era notoriamente un luogo satellite del Terzo Reich completamente controllato da nazisti tedeschi e dagli spagnoli affascinati dalla Germania vincente. La Spagna di Franco contribuirà dal maggio ’45 a nascondere e proteggere i fuggiaschi nazisti che arriveranno qui.
Sulla cima del colle Gheldo esiste un castello e dietro ancora c’è una stazione meteorologica che al tempo era una base di comunicazione nazista a soli 8 km dalla baia dove si è schiantato l’aereo di Degrelle.

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La stazione era dotata di una radio di fabbricazione tedesca (come il resto delle apparecchiature) che poteva inviare e ricevere messaggi fino al Canada. Insomma, un luogo ideale per controllare la baia da dove si verificavano arrivi e partenze per destinazioni segrete anche dopo la fine del conflitto.

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Leon Degrelle sembra essere un personaggio chiave perchè negli ultimi giorni era visto spesso assieme ad Hitler, secondo una testimonianza rilasciata al processo di Norimberga, nel 1946.
Comunque, anche se non sembra che in quell’aereo non ci fosse il dittatore, risulta estremamente plausibile il volo dalla Danimarca a San Sebastian come destinazione per un imbarco; come del resto può esere sostenibile che Degrelle abbia tentato il volo per testare la via aerea per comunicare a Berlino la possibilità reale dello spostamento per il Fuhrer.

goeringIl secondo punto-chiave dell’episodio sta nell’aver individuato a Misiones Adela Goering, nipote di Hermann Goering, ancora in vita e molto lucida, che ha raccontato che molti anni fa le è stato raccontato che nel 1946 o 47 molti agenti di polizia sono arrivati nelle zone attorno a Misiones cercando Hitler; tuttoquesto a pochissimi Km (circa 80) dal centro militarizzato nella giungla, visto nelle puntate predecenti. La caccia però risultò allora infruttuosa per gli inquirenti: la comunità tedesca, così forte e numerosa nei luoghi, lo ha sicuramente nascosto.
Ciò rafforza la credibilità della struttura tedesca nell’operazione Hiding Hitler.

hitler-e-bormannIn un’altra fase dell’indagine si incontra un figlio di un nazista che era l’autista per Bormann in Argentina. La cosa, di per sè, è eccezionale. Il segretario di Hitler lo si ritiene deceduto nella battaglia di Berlino per l’artiglieria sovietica vicino alla stazione di Lehrter, a soli 2 Km dal FuhrerBunker, i cui resti non sono mai stati trovati.
La località di Sant’Ignazio è il posto più vicino al complesso militarizzato di Misiones e, si racconta, dove questo autista accompagnò proprio Martin Bormann e dove lo vide poi scomparire nella giungla.

La rivelazione non sembra così campata in aria.
John Cencich, professore di giustizia penale, afferma che trova improbabile che il sistema giuridico di Norimberga abbia sprecato risorse, tempo e soldi per condannare un individuo che considerava già morto e se lo ha condannato è perchè lo pensava vivo.
Pertanto lo riteneva fuggito con Hitler fin da quei giorni.
Un episodio. La Germania, negli anni ’60 aveva avviato indagini sulla morte di Bormann e furono incredibilmente ritrovate delle ossa. Cosa che non era successa nel ’45. Queste ossa presentavano però una particolarità: la dentatura era stata modificata con tecniche posteriori agli anni ’40 e lo scheletro presentava un’argilla rossastra, con una forte presenza di ferro, che non è presente in Germania, ma solo in SudAmerica.
Quindi una ulteriore svolta nell’indagine in corso.

L’ultimo colpo dell’episodio è il ritrovamento di una foto che ritrae Hitler scattata a Misiones nel 1961, invecchiato e già descritto nell’episodio 1.
Qui l’intervista è più completa e se la foto risultasse autentica sconvolgerebbe un finale storico conclamato per oltre 70 anni.

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