(due) sogno italiano. 1941

seconda parte

CONTRO L’EBRAISMO

I fronti interni hanno appreso dalle parole del capo del Reich, come una comune resistenza si imponga contro un pericolo sempre immanente: l’ebraismo.

Lo sfruttamento che quella casta ha operato su larga scala a danno dei popoli va represso con la costituzione di un’intesa solidale tra tutte le forze dell’arianesimo. Il valore disgregativo del giudaismo deve essere identificato e combattuto, maggiormente dietro la linea del fondo, dove esso si annida e tenta, in sordina, di colpire alle spalle.
L’umanità ariana è stata considerata, per la prima volta, come un tutto unico che ha delle sue caratteristiche da difendere ed un vallo protettivo da scavare intorno al suo lavoro di domani.

 

UN MITO CHE SVANISCE

Che cosa oppongono a tutto questo le democrazie?
I loro discorsi contengono delle affermazioni e dei riconoscimenti che non posssono lasciare indifferenti per la loro vacuità ed imprecisione.
Da una parte, il colonnello Lindbergh preconizza il risentimento contro gli Stati Uniti per avere istigato alla guerra. E rivela che essi hanno incoraggiato l’Inghilterra ad usare la forza contro la Germania, pur sapendo che nè la repubblica stellata nè gli inglesi erano preparati minimamente al conflitto.
Viene allora da domandarsi, dato che la Gran Bretagna ha preso liberamente di dichiarare aperte le ostilità, perchè lo abbia fatto se il suo grado di preparazione militare e quello dei suoi amici e futuri alleati non era sufficiente ad affrontare il Reich.
E’ questo un mistero che un forse non verrà mai svelato; il suo punto d’onore non può giustificare il suicidio imperiale.
Più oltre Lindbergh si è sbottonato sulle eventualità della lotta.
E’ già in partenza che essa viene svalutata, in quanto il colonnello ritiene come occorrerebbe un crollo interno in Germania per far vincere la guerra ai suoi avversari. D’altra parte, Bullitt lancia degli appelli urgenti al popolo perchè venga sostenuta la tesi alleata, sulla base d’un semplice principio di autodifesa (?!?) degli Stati Uniti che si trovano come se fossero già aggrediti.
Siamo ritornati, dunque, al punto di partenza ed alla caratteristica mentalità inglese che crede nei crolli interni, ignorando le reali condizioni dei popoli oltre le frontiere. Quando manca la fiducia nella vittoria militare e si deve fare assegnamento sulla fame o sulla stanchezza del nemico, significa che è già considerevolmente in ritardo mentale. Vien quasi la voglia di dar ragione a Churchill il quale ha ammonito che gli avvenimenti non vanno descritti con troppo ottimismo. Si potrebbe correggere, anzi, la frase: … con nessun ottimismo.
Intanto tra i popoli è circolata, invece d’una falsa ideologia wilsoniana, una chiara promessa di pace organizzata, a favore di quelle masse lavoratrici che costituiscono il mondo già sorto ed in via di affermazione contro il declinante passato.

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