Hunting Hitler 2: la prima puntata

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Intanto, per riempire il palinsesto, ecco un riassunto a grandi linee della stagione andata in onda in Italia nel 2016. Soprattutto utile a ricreare il contesto delle teorie esposte.
L’unica cosa che veramente motiva la seconda stagione consiste nel fatto che il team di Baer, questa volta ha preso in considerazione non solo i documenti descretati FBI, ma anche quelli della Stasi ed altri internazionali ( perlopiù tedeschi ) che condurranno verosimilmente a nuove considerazioni.

 

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Per cominciare, devo ammettere che la regia è molto brava a centellinare le notizie interessanti riempiendo i 40minuti di puntata con continue ripetizioni e riepiloghi. Davvero. Dico questo perchè immgino che lo spettatore interessato all’argomento non sia così asciutto di informazioni e ne conosca i presupposti; situazione che potrebbe far evitare testi così rindondanti di continui salti all’indietro. Ma andiamo avanti.

hunting-hitler-2La stagione 2 si apre con un elemento che oserei definire come estremamente probatorio della presenza di Hitler in Argentina.
Nel giugno 2016, il team ha rintracciato una persona il cui padre aiutò dei generali nazisti a fuggire in Sudamerica
E’ uscita una foto che lo mostra senza capelli, senza baffi, a Misiones.

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ma non ce l’hanno mostrata esattamente per esteso; la migliore inquadratura frontale della comparazione Animetrics è qui a lato.

 

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Anche la sovrapposizione con il confronto con foto di repertorio sembra confermare la veridicità dell’identità: è Hitler.

 

La seconda prova rilevante sarebbe stata ricavata da documenti dell’MI6 e tracciano un pilota della Luftwaffe, il cap. Baumgart, che avrebbe volato con Hitler il 29 aprile 1945 da Berlino.
Senza rivelare (per ovvi motivi) però la destinazione.
Una parziale conferma cronologica affermerebbe che nei giorni immediatamente precedenti i tedeschi avrebbero contrattaccato i russi nella Berlino invasa per liberare la strada da cui sarebbe dovuto decollare l’aereo per la fuga. Notizia, questa pervenuta da fonte sovietica.

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Una controprova sarebbe ulteriormente nel messaggio rinvenuto il 22 nov 1945, del giorno della capitolazione della città o il giorno dopo, che rivela che il Fuhrer era al sicuro e che aveva lasciato Berlino (messaggio in mano ai servizi segreti americani).

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A questo punto il tenore delle indagini assume un tono più alto perchè si crea un quadro abbastanza preciso dei primi momenti che mancava; l’indagine arriva presto alla conclusione che la via di fortuna per il decollo era il viale che conduce alla Porta di Brandeburgo. Controlli sul posto hanno evidenziato che la fuga era solo la fase finale di un piano programmato da molto tempo; i tunnel di comunicazione (dal Bunker all’aeroporto di Tempelhoff) che percorrono Berlino raggiungono i 14 Km rivelano una città segreta sotto la città tedesca, all’insaputa dei più. Si pensi al tempo occorso per costruire le vie che hanno permesso un’uscita in tutta sicurezza sotto gli ignari russi che stavano occupando tutte le sedi governative. Poi abbiamo già conosciuto le strutture del 45 dell’aeroporto dove ogni 20minuti partiva un aereo Condor.

Saltando le parti già ascoltate a proposito di Misiones, in Argentina, ora si scopre che l’intera zona nel 45 era militarizzata; con un avanposto per soldati che facilmente dovevano difendere un esponente molto importante, non un semplice generale.
Un edificio a due piani con pareti spesse un 1,5m e una porta di sicurezza che fanno pensare ad una caserma, situata poco distante dalla residenza dell’esponente da proteggere.

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Per i lettori di questo blog riappare a questo punto il ruolo di Hanna Reitsch, che nei giorni di fine aprile 45 ha svolto il compito di pilota test per la Luftwaffe e che il 28 aprile (mentre in Italia veniva ucciso Mussolini dai partigiani) avrebbe sondato la possibilità di poter decollare dalla Brandeburg gate. Notizie già divulgate nel 2013 su queste pagine (art. Biggest revelation!).
uscita-n-5Dal tunnel sotto il Tiergarten, attraverso l’uscita n.5 dal FuhrerBunker che dista appena 600m, il dittatore è riuscito a volare via.

Nella foto: il viale del Tiergarten senza i lampioni tagliati dai soldati per non ostacolare il decollo del Fuhrer.
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