cartina contro l’Inghilterra

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Se si tiene conto della profonda crisi in cui l’industria aeronautica britannica si è venuta a trovare, specialmente dopo gli attacchi aerei in massa sui suoi stabilimenti produttivi;
– se si pensa alle difficoltà dei rifornimenti aerei quantitativi e qualitativi della volenterosa America, il che ha provocato amare delusioni anche nel Ministro della produzione aeronautica Lord Bravenbroock , come egli ha dichiarato nel discorso tenuto a Londra il 17 dicembre;
– se si considera che i piloti di guerra specialmente, che non si possono fabbricare come i cilindri di un motore a scoppio;
– se si riflette che la nostra ininterrotta attitudine aggressiva ha indotto l’avversario a concentrare contro di noi mezzi aerei sempre più ingenti (secondo l’AROI, nel solo settore mediterraneo 1500 velivoli, ai quali vanno aggiunti più di 300 dislocati nel Sudan, nel Kenia ed ad Aden) e ha costretto gli inglesi a sottrarli così alle impellenti necessità sull’Isola britannica;

… apparirà manifesta l’opera di un inesorabile logorio, al quale le nostre forze aeree hanno sottoposto finora l’aviazione nemica, a tutto beneficio della guerra dell’Asse.

(in base a queste notizie di prima mano, apparse sui giornali nazionali di quei giorni, sembra che i tono entusiastici dell’azione italiana siano assolutamente esagerati ed imposti dal regime,
ma a sostegno di questo sono comparsi anche dei dati che pubblico:
)

 apparecchi perduti dal nemico   in combattimento aereo  633
 apparecchi perduti dal nemico per effetto della contraerea  129
 Draken nenici incendiati dalla caccia aerea  14
 Totale unità aeree distrutte:  776
 apparecchi da noi perduti in combattimento o per effetto del tiro contraereo  165
 Totale unità aeree distrutte:  176

Le perdite italiane, dunque, sommano a poco più di un quinto di quelle inflitte al nemico. Secondo un rapporto britannico desecretato e contrariamente a quello che sarebbe lecito pensare, negli ultimi mesi le formazioni da bombardamento italiane sono riuscite ad abbattere in fiamme velocissimi caccia Spitfire grazie anche all’appoggio della nostra ricognizione.
Questa affermazione, avvalorata dalle testimonianze di piloti sopravvissuti e da accertamenti rigorosamente accertati, parla di abbattimenti in territorio controllato dal nemico o nel cielo delle navi nemiche.
Circostanza che poneva l’avversario in condizioni psicologiche e tecnico-militari di effettiva superiorità, lottando in casa propria con l’appoggio della sua formidabile difesa aerea e con la possibilità di avere anche una superiorità numerica garantita dalle proprie basi vicine o dalle navi portaerei, che denota soprattutto la nostra inflessibile determinazione nel portare la guerra aerea in casa del nemico e prevalentemente durante il giorno.
La perdita di 705 apparecchi significa un’emorragia che dall’11 giugno 1940 è venuta anemizzando le forze vive della RAF e l’ha costretta ad un continuo e disperato reintregro di macchine e piloti.

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