war report: 9dic1940

t557_warbullettin_sxcBollettino di guerra internazionale.

(prima di tuffarsi nella lettura del report odierno chiedo al lettore curioso di confrontare le prospettive ufficiali inglesi sull’op. Compass con quelle italiane, che pubblico nel bollettino a parte)

quick-link per Bollettino italiano.

NORD AFRICA: L’Operazione Compass è stata lanciata con attacchi all’alba sul campo di Nibeiwa con una scarica  di artiglieria pesante di 40 minuti. Quando gli italiani avevano invaso l’Egitto, nel mese di settembre, si erano trasferiti in avanti per circa 60 miglia e poi avevano stabilito una serie di campi fortificati nel deserto.
La ricognizione britannica aveva stabilito che c’erano ampi spazi vuoti tra i forti e, stranamente, gli italiani non avevano creato una linea difensiva collegata. Inoltre, anche se le parti degli accampamenti erano pesantemente fortificate, con grandi campi minati di fronte a loro, c’erano ancora molti punti deboli lasciati tali per il proprio accesso e forse al fine di rifornirli. Gli italiani comandano forze di circa 150.000 uomini, mentre gli inglesi avevano circa 36.000 soldati e con molti meno carri armati e cannoni. Tuttavia si riteneva che con un attacco a sorpresa tutto era possibile. Con inizio alle ore 05:00, l’artiglieria e gli aerei hanno bombardato il campo italiano a Nibeiwa, in Egitto, per due ore. Alle 07:15, le truppe di terra hanno cominciato a muoversi verso la parte posteriore delle fortificazioni per l’attacco.
Rapidamente individuati dal colonnello Vittorio Revetra, comandante delle forze da combattimento italiani in Libia, ha cercato di avvertire i compagni di linea negli altri aeroporti correndo con una Fiat CR-42, ma era ormai troppo tardi per gli italiani per poter riorganizzare le difese. La sorpresa è stata completa e la confusione si è rapidamente diffusa tra gli italiani. I carri armati italiani in molte zone del campo non sono riusciti a sferrare un contrattacco coordinato.
Poi hanno scoperto che non avevano armi in grado di affrontare il movimento lento ma inarrestabile (per loro) dei carri britannici Matilda in appoggio alla fanteria.
Non c’è stata mancanza di coraggio da parte degli italiani, molti dei quali sono morti a fianco dei loro cannoni.
Le truppe della 4a divisione di fanteria indiana , sostenute dai carri armati del 7° Reggimento Reale Carri, hanno catturato il campo alle 08:30. Il Generale Maletti a quell’ora era già caduto e 2.000 italiani si stavano arrendendo. La divisione indiana 4° poi ha catturato anche i campi italiani a Tumar Est e Ovest, mentre la 7° blindata si è spinta a sud dei campi, verso Sofafi e Rabia e poi si è girata verso nord in direzione Buq Buq, sulla litoranea, per evitare un possibile contrattacco italiano.
Nel frattempo, il monitor britannico HMS Terror e le cannoniere HMS Ladybird e HMS Aphis hanno bombardato le posizioni italiane a Sidi el Barrani e Maktila.
                                                                                                                                                          (traduzione minuziosa di Nils Haven)

capture-of-sidi-barrani

Il sommergibile tedesco U-103 ha affondato la nave britannica Empire Jaguar, a 250 miglia ad ovest dell’Irlanda, all’1:32, uccidendo l’intero equipaggio di 37 uomini.

In Asia, nell’Indocina francese, osservatori riportano che lo squadrone “Groupe occasionnel” francese è costituito da un incrociatore leggero e quattro torpediniere.

Sempre nel quadro dell’operazione Compass, quattro task forces speciali della British Mediterranean Fleet si sono unite per bombardare le posizioni e le comunicazioni italiane lungo la costa tra l’Egitto e la Libia.

 

L’Ammiraglio Angelo Iachino è stato nominato CNIC della flotta italiana.

 

naval-losses

 

 

 Mv Empire Jaguar  U-103  no image
 Ferry Royal Sovereign  mina royal-sovereign

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