i bombardamenti di inizio dicembre

tratto da un articolo de La Stampa – 4 dicembre 1940

In effetti, nulla impedisce ai tedeschi di continuare questi bombardamenti per cui si sta creando nelle popolazioni di Coventry, Liverpool, di Southampton e di Birmingham uno stato d’animo di desolazione per l’inesorabilità del loro destino.
Le autorità cercano con tutti i mezzi di tenere alto il morale della popolazioni, ma l’opera governativa, opera — in vero — di pochi, non può placare l’animo di molti ed ora è demolita dall’implacabile succedersi delle notti di orrori, le quali, aumentando le rovine, danno un tragico contenuto di inutilità alle riparazioni ed imprimono alla permanenza nei luoghi il carattere di un continuo gioco d’azzardo con la morte.
La cifra di 370 morti e feriti gravemente, data ufficialmente da Londra come risultato dei due bombardamenti di Southampton, anche se fosse esatta (cosa rara, in vero), è solamente parziale perchè nessuno sa ancora quante vittime sono ancora rimaste sepolte sotto gli enormi cumuli di macerie che nessuno ha ancora toccato.
Le popolazioni britanniche hanno sempre sperato che si trattasse di un flagello provvisorio e passeggero — tant’è vero che il 30 ottobre i giornali avevano scritto che la Battaglia di Inghilterra poteva considerarsi finita e vinta (?!?); la probabile invasione era evitata o comunque rimandata a data da destinarsi —, un flagello al quale le forze armate avrebbero trovato comunque un rimedio.
Di mano in mano che trascorrono i giorni e si moltiplicano i bombardamenti “finiti“; l’impotenza britannica assume il tragico carattere  di una fatalità senza rimedio la quale scuote la coscienza popolare nelle sue radici profonde.
Il Governo inglese si astiene ormai dal parlare di una lunga guerra di anni come faceva in passato perchè si rende conto che ciò vuol dire prospettare dinanzi a milioni di uomini il desolante quadro di innumerevoli bombardamenti in continuità, uno sull’altro, con tutto quanto essi comportano in distruzione, di morti, feriti, di impieghi che cessano, di lavori che finiscono, di commerci che crollano, di abitazioni familiari che si volatilizzano in un’esplosione o in una fiammata, col semplice conforto di una lontana assicurazione che non si sa chi pagherà e con che cosa.
Il popolo inglese sa che la guerra sta inghiottendo vertiginosamente le ricchezze dell’Impero, che i fondi dello Stato sono in continua diminuzione, che altri enormi capitali lasciano definitivamente l’Inghilterra per andare a pagare le forniture straniere e che altri si polverizzano nelle distruzioni e negli incendi.

Da New York, in base a quanto hanno pubblicato quei giornali, risulta che i giornalisti americani hanno visitato stamane Bristol trovandovi guasti e distruzioni assai più ingenti di quel che si era creduto in base alle informazioni della notte.
Gli incendi sono diffusi praticamente in tutta la città. Le distruzioni, soprattutto nell’attrezzatura economica ed industriale sono ingentissime. Interi blocchi di edifici sono ora un ammasso di macerie. Risulta che gli aeroplani tedeschi si sono avvicendati per cinque ore sulle città ed hanno fatto ritorno alle loro basi senza alcuna perdita.

Un altro giornalista americano, Mac Donald, corrispondente del New York Times dall’Inghilterra, che ha visitato ieri Southampton, radiotelegrafa che il porto celebre in tutto il mondo per la ricchezza e la vastità dei suoi impianti, ha ora l’aspetto d’una città che fosse stata scossa da un terremoto devastante.
“La visione che ho avuto è disatrosa. Qualche fortunato abitante di Southampton che possiede ancora una casa deve usare le candele: l’elettricità non funziona più. Qualche rione della città è rimasto senz’acqua e le madri hanno dovuto aspettare l’arrivo delle autobotti per fare il tè e le salsicce calde per il pranzo.
I muri delle case sono spesso sormontati dalle macerie delle case adiacenti; oppure, se ancora in piedi, hanno buchi come finestre”.

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Anche oggi bombardieri germanici si sono diretti su Londra. Già nella mattinata la capitale britannica aveva avuto due allarmi aerei.
Gli apparecchi germanici hanno superato con facilità imbarazzante i caccia della RAF e hanno potuto bersagliare gli obiettivi prestabiliti.
Da parte tedesca non ci sono state perdite.
Nel corso del medìse di novembre i tedeschi, come ha scritto il D.N.B., oltre a numerosi attacchi singoli, ha eseguito 23 grandi attacchi nel corso dei quali talvolta in una notte sono state lanciate, su un solo obiettivo, da 100 a 600 tonn. di bombe.
Soltanto in questi grandi attacchi sono state sganciate complessivamente oltre 5 milioni di bombe dirompenti.

N.B. da questo articolo del 4 dicembre 1940 si potrebbe dedurre che, alla fine, l’Inghilterra sia destinata all’inesorabile sconfitta della guerra che lei stessa ha dichiarato; tranne un provvidenziale e risolutivo aiuto che le tolga le castagne dal fuoco
Il futuro ci racconterà cose diverse; rimane comunque a me una convinzione: che da sola la Gran Bretagna non ce l’avrebbe MAI fatta in nessuna maniera contro la Germania.

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