USA, ma con qualche riserva …

Scrivo qui, rileggendo un fondo di un articolo apparsa su una rivista italiana dell’epoca, della ri-elezione di Roosevelt e del suo impegno nel continuare ed aumentare gli aiuti materiali all’Inghilterra.
Naturalmente, dietro pagamento anticipato e valutato al prezzo di mercato corrente, ecc. ecc., sia all’Inghilterra e a qualunque altro Paese (non dell’Asse) che ne faccia richiesta (beh, se il cliente paga…che male c’è?)
Ma una domanda semplice che si può porre in questo caso è:

ma se una Nazione neutrale o non belligerante vende e aiuta un’altra, magari belligerante, non è passibile di accusa di violazione di neutralità?

Per intenderci, come nel caso della Grecia?
Cioè, se un estraneo al conflitto nei fatti aiuta un tuo nemico non diventa automaticamente un tuo nemico?

Per quanto sia comprensibile per l’affinità della lingua, degli interessi politici, degli intenti comuni nel difendere i propri ideali di libertà, pace e democrazia, rimane comunque il fatto che l’America prende le parti di qualcuno a spada tratta.
Cioè, in modo inequivocabile. Non si può ridurre la questione al solo aspetto commerciale.
Poi però, il punto è anche: chi si mette a discutere con gli USA?

R.   Probabilmente, chi non parla inglese.
Logico.
Perchè certe cose possono non fare piacere ad altre persone, per esempio, in Europa.

pattotripartito
Intanto, proprio in Europa, il 20 novembre 1940 viene firmato a Vienna l’atto che consacra l’adesione dell’Ungheria al Patto Tripartito, siglato il 27 settembre. Che, a conti fatti e come si direbbe di un matrimonio:” quest’entrata è un bel partito!”. Con il territorio al confine settentrionale dei Balcani, con la sua popolazione di 12 milioni di uomini, un esercito agguerrito e la sua economia produttiva, sia agricola sia industriale, portano alla causa dell’Asse un notevole contributo di posizioni e di forze potenziali.
Una considerazione in questo caso, neanche tanto a bassa voce, la si potrebbe sollevare a proposito dei Jap del Sol Levante.
bagigiCosa serve all’Asse un alleato, lontano 30mila Km, che facilmente non riuscirà a dare nemmeno un bagigio in aiuto?
A parte una certa comunità di opinioni e di intenti, casomai sono loro a venire qua piuttosto che noi ad andare la’. O no?
Ma è solo una considerazione.

L’Italia e la Germania hanno impersonato nell’ultimo decennio la politica delle intese e delle comprensioni e, attraverso la loro alleanza con il Giappone, hanno dimostrato come il loro scopo finale sia quello di raggiungere una giusta e duratura pace mondiale. (?!?)
L’adesione dell’Ungheria, che già ha suscitato i primi commenti sconcertati di Inghilterra e USA, non è diretta contro alcuno; il Paese desidera avere buone relazioni con tutti i suoi vicini, dei quali vuole rispettare lo sviluppo storico, buone relazioni baste sulla giustizia e sulla collaborazione.

E a tre giorni di distanza dall’adesione ungherese al Patto Tripartito, la Romania di Antonesu ha dato a sua volta la propria adesione con l’atto firmato a Berlino. I giornali europei, di questo, ne hanno riempito le prime pagine, evidenziando i nuovi accostamenti politici nell’interesse della linea generale del nuovo ordine europeo.

Nel frattempo, Roosevelt ha suggerito a Churchill di intensificare (per bilanciare con l’Asse, si intende) le sue frenetiche pressioni sul Governo della Turchia perchè entri in guerra al fianco della Gran Bretagna.
Ecco che ritorno a piombo con il discorso all’inizio dell’articolo:
quest’atteggiamento del Presidente USA non mi appare troppo neutrale; anzi.
Ma per molti versi, sembra che gli Stati Uniti abbiano tutt’altre velleità che di allargare il conflitto. Roosevelt ha di recente dichiarato che il massimo aiuto che gli USA potranno dare all’Inghilterra sarà pari al 50% della loro normale produzione di materiale di guerra. Ha anche aggiunto che il governo americano non adibirà le sue navi da guerra per servizi di scorta a convogli inglesi, come Londra aveva avuto la faccia tosta di chiedere spudoratamente.

Ma c’è un’altra cosa poco, poco nota.

Il Governo britannico ha chiesto a Washington l’abrogazione della legge Johnson, in virtù della quale la Gran Bretagna, non avendo assolto i debiti contratti con l’America durante la precedente guerra mondiale, non potrebbe ottenere crediti durante la guerra in corso.      La cosa è comunque ancora in via di dibattimento.

L’Inghilterra però sembra che non voglia darsi per vinta e perciò, si ritiene a Washington, che Churchill offrirà agli Stati Uniti la cessione in perpetuo di altre parti dell’Impero britannico, come contropartita a saldo dei vecchi debiti di guerra. Un pagamento con un normale cambio-merce. Gli Usa volevano soldi-in-bocca (come dicono a Parma) e questi pensano al cambio-merce. Bene.
Chissà come si sentiranno bene gli abitanti di queste altre parti dell’Impero britannico, sapendo che il loro Re li tiene così tanto in considerazione da reputarli solo merce di scambio…

 

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