16 novembre 1940: news

Attività politica e diplomatica.
Il generale Antonescu ha lasciato Roma, salutato dal Duce e dal Conte Ciano.
Molotoff è rientrato a Mosca.
Re Giorgio d’Inghilterra si reca con la consorte a visitare la città di Coventry, dove i bombardamenti aerei hanno fatto 1500 vittime.
(fino ad ora non lo aveva mai fatto prima. Il confondersi tra la folla e lo spostarsi da Buckingham Palace avranno richiesto uno sforzo sovrumano al sovrano…)
war-News

 

Attività militare.
Comunicati tedeschi. Ancora attacchi aerei tedeschi su Londra. (meno male che gli inglesi avevano dichiarato finita la Battaglia d’Inghilterra…). Posa di mine innanzi ai porti inglesi. Due navi da carico inglesi, rispettivamente di 9.300 e 16mila tonn., colpite ed immobilizzate ad ovest dell’Irlanda.
Incursioni aeree inglesi su Amburgo ed altre località del Reich; 13 apparecchi britannici e 6 tedeschi abbattuti.

Da Basilea si informa che il grande transatlantico “Empress of Japan“, battente bandiera canadese è totalmente in preda alle fiamme nell’Atlantico e va alla deriva privo di comandi.
La “Reuter” ha diramato il seguente comunicato:

“L’Ammiraglio, Comandante le Forze Navali Libere Francesi, ha il dolore di comunicare la perdita della nave pattuglia “Le Paulmich“,  in seguito ad azione nemica.
I parenti prossimi delle vittime saranno informati al più presto possibile”.

[E’ interessante notare che nessuna delle agenzie di informazione, sia britanniche (della Gran Bretagna, cioè), sia quelle dell’Impero, abbia mai avuto il sentimento di scrivere due righe di commento, per non dire di deploro, a proposito dei bombardamenti inusitati sui civili o sull’attacco ai trasporti navali di passeggeri.
Per il 1940, questa è comunque una novità assoluta che lascia sbigiottiti. Dico ciò riferendomi soprattutto alla Agenzia (britannica) Reuter che si è subito distinta dalla altre per alcune scelte politico-professionali spesso non allineate alla linea governativa di Sua Maestà. Fino all’inizio del conflitto in corso, l’accanirsi contro i civili è apparso a tutti una cosa sicuramente ripugnante. Re Giorgio, come ho già scritto aveva fatto un proclama al proposito, ai tedeschi (se non era per gli inglesi) non sarebbe neanche venuto in mente (potrebbe sembrare strano…). Come dicevo, la Reuter, per esempio, non ha mai voluto usare il termine “terrorista” quando descriveva i raid su Londra e le altre città, per il semplice motivo che, secondo la sua prospettiva, quando si giudica “terrorista” qualcuno o qualcosa, per qualcun altro potrebbe essere invece un “combattente per la libertà“. Questa posizione giornalistica ha differenziato l’agenzia dalle testate normali come il Daily Mirror, Daily Express, il Times e tutti gli altri che hanno sempre condannato le azioni aeree della Battaglia d’Inghilterra usando tutti i termini più dispregiativi.
Nonostante questa posizione particolare, nè la Reuter nè nessun altra agenzia hanno mai pubblicato un minimo commento negativo agli attacchi sulla popolazione. Strano. Perchè la cosa era nuova e decisamente deplorata da tutti].

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