i bombardamenti inglesi sulle città

In questi giorni del 1940, dopo aver controllato minuziosamente, devo concludere che la Battaglia di Inghilterra e tutti i blitz tedeschi sono la risposta militare ai bombardamenti inglesi sui civili delle città tedesche, in atto da qualche mese.
Questa è una prospettiva sicuramente non condivisa dai britannici, direi fondamentale, per capire il ruolo dell’Inghilterra prima ancora dell’inizio della seconda guerra mondiale.
Negli successivi anni dopo la guerra i britannici hanno sempre insistito nel considerare la Battaglia di Inghilterra come una semplice dimostrazione della malvagità di Hitler senza riconoscere il rapporto di causa ed effetto.
A parte il fatto, non trascurabile, che è stata proprio l’Inghilterra a dichiarare la guerra, la grande novità di questo conflitto è che è stato sdoganato il coivolgimento diretto dei civili (non combattenti) per abbattere il morale del proprio governo; cosa mai attuata in precedenza.
Almeno tra i popoli civilizzati.

Qui sento di poter condividere l’opinione di Nicholas Kollerstrom, scrittore inglese, quando afferma che Winston Churchill e il Dipartimento di Guerra crearono una situazione economico-politica, forse una psicosi, per la quale Londra sarebbe stata poi danneggiata, ma senza dire alla popolazione che era l’Inghilterra stessa che aveva messo in atto questo meccanismo diversi mesi prima.
La cosa però permise di orientare il suddito britannico verso una disposizione favorevole alla guerra, sotto la bandiera di “una battaglia per le libertà e le democrazie“, senza le limitazioni delle “leggi civilizzate” o delle convenzioni, che avevano fino a quel momento avevano stabilito che i civili non sarebbero mai stati colpiti in quanto tali.

Churchill-WarPuò nascere qui la convinzione che Churchill intimamente fosse un sanguinario, in quanto fu il primo nella storia a deliberare il coinvolgimento dei civili come parte responsabile del conflitto.
Gli inglesi dovrebbero assumere un atteggiamento più responsabile, e capire che fu il loro paese e non altri, ad iniziare il bombardamento delle città in un modo che non era un mero “danno collaterale” ma era il prendere come obiettivo deliberato le case dei lavoratori.
Le menzogne sono sempre create da quelli che desiderano intraprendere le guerre e le peggiori, in questo caso, sarebbero dovute diventare evidenti agli occhi degli inglesi sessanta anni dopo gli eventi. Ma no! Si constata oggi, come lo storico A. J. P. Taylor fece notare, “…la credenza quasi universale che fu Hitler ad iniziare il bombardamento indiscriminato dei civili, mentre esso venne iniziato dai dirigenti britannici, come alcuni tra i più onesti fra loro si sono vantati” per diversi anni.

Una cosa che al popolo inglese piace davvero è l’immagine spaventosa che esso ha del nemico. L’Inghilterra è una delle nazioni più militariste che siano mai esistite e per la quale il proprio benessere “morale” consiste nel demonizzare chiunque le faccia guerra.

Kollerstrom sostiene che, se è mai esistita sulla terra una qualche forma di vita civilizzata, allora i processi di Norimberga dal 1946 in poi avrebbero dovuto prendere in esame innanzitutto il ruolo dell’Inghilterra nell’iniziare i bombardamenti sui civili – la distruzione di città e villaggi con oltre un milione di tonnellate di bombe gettate sulla Germania, come pure l’incenerimento nucleare di due città giapponesi, che fu in un certo senso lo sviluppo logico di quello che l’Inghilterra aveva iniziato. La mortalità di queste due bombe atomiche fu molto meno elevata di quella che l’Inghilterra inflisse alle città tedesche.

Nel 1936: nasce il “Bomber Command”[comando bombardieri] e iniziano a essere costruiti bombardieri a lunga gittata. Lo scopo del “Bomber Command” venne candidamente descritto da J. M. Spaight, del Ministero dell’Aeronautica:
“L’intera raison d’etre del Bomber Command era di bombardare la Germania nel caso questa fosse diventata il nostro nemico.”
Così coloro che volevano la guerra iniziarono a programmarla.
La Germania e la Francia non avevano nulla che assomigliasse a questi bombardieri.
Nel 1918, il Trattato di Versailles, aspramente punitivo, aveva proibito alla Germania distrutta dalla guerra ogni azione volta a sviluppare una “difesa attiva”, come ad esempio proiettori e artiglierie antiaeree.

Hitler cercò ripetutamente di produrre una tregua nel bombardamento delle città, in modo che in ogni conflitto futuro i bombardamenti dovessero essere confinati alla zona ristretta delle operazioni militari. Le convenzioni esistenti e le leggi di guerra non si occupavano esplicitamente dei bombardamenti aerei e perciò egli ripetutamente fece offerte per limitare la conduzione della guerra “confinando le azioni militari alle zone di guerra”.

La guerra iniziata nel 1939 fu “la meno voluta da quasi tutti di quasi ogni altra guerra della storia”, scrisse A. J. P. Taylor.
Nel Settembre del 1939 venne dichiarato lo stato di guerra ma non successe granché, perché la Germania non voleva in alcun modo la guerra con l’Inghilterra.
Il 15 Febbraio del 1940 il Primo Ministro Neville Chamberlain affermò alla Camera dei Comuni in una replica al Capitano Ramsey: “Qualunque cosa facciano gli altri, il Governo di Sua Maestà non farà mai ricorso ad attacchi deliberati contro donne e bambini, e altri civili, per mero scopo di terrorismo”. E riaffermò questa posizione il 14 Settembre dello stesso anno: “il bombardamento delle città – sottolineò – “è assolutamente contrario al diritto internazionale”.

Nel 1940, Churchill soppianta Chamberlain come Primo Ministro e il 10 Maggio e l’11 Maggio iniziarono i bombardamenti sulle città tedesche. Quella notte, il giorno dopo l’elezione di Churchill, venne permesso per la prima volta al Bomber Command di adempiere lo scopo per il quale era stato realizzato. I giornali riferirono semplicemente che, quella notte, “diciotto bombardieri Whitley attaccarono delle installazioni ferroviarie nella Germania Occidentale”.
Winston Churchill e i suoi consiglieri estesero la definizione di “obiettivo militare”, che era stata accettata per due secoli e mezzo, in modo da includere fabbriche, impianti petroliferi e edifici pubblici – come pure ogni città e villaggio.

Questo raid della notte dell’11 Maggio 1940, sebbene in sé stesso poco importante, fu un evento epocale poiché fu la prima rottura deliberata della legge fondamentale della guerra civilizzata secondo cui le ostilità devono essere condotte solo contro le forze combattenti del nemico.
Per il 12 Maggio, i verbali del Gabinetto di Guerra rilevarono a proposito della “politica dei bombardamenti” che il Primo Ministro non era più legato dai precedenti scrupoli britannici riguardo all’avvio di una guerra aerea senza restrizioni.
Il 25 Agosto, 81 bombardieri eseguirono i loro raid notturni sopra Berlino, dopodichè il 6 Settembre la Luftwaffe rispose a sua volta. Il Blitz su Londra ebbe inizio solo dopo sei attacchi a sorpresa contro Berlino nei quindici giorni precedenti e così la Germania lo definì in modo giustificato una rappresaglia.
“Al popolo inglese non venne permesso di scoprire che il Governo avrebbe potuto bloccare i raid tedeschi in qualunque momento semplicemente bloccando i raid contro la Germania”, per citare il prof. Arthur Butz. Gli inglesi non lo hanno ancora scoperto. Winston Churchill non ha mai avuto la reputazione che merita per aver provocato il Blitz. Le bombe tedesche annientarono solo un decimo circa delle vite di civili distrutte dall’offensiva britannica e gli inglesi non sembrano molto consapevoli di questa proporzione di uno-a-dieci.

Quando il Maresciallo dell’Aria Arthur Harris assunse il comando del Bomber Command a High Wycombe il 22 Febbraio del 1942, una settimana dopo che il suo obiettivo bellico primario era stato individuato nel “morale della popolazione civile, in particolare gli operai”, secondo una direttiva dello Staff dell’Aviazione.
Harris era solito vantarsi: “Uccido migliaia di persone ogni notte”. Il Blitz su Londra era “fallito”, secondo lui, a causa della miopia dei capi della Luftwaffe nel non rifornirsi in tempo di pace di bombardieri a lunga gittata progettati per attacchi contro la popolazione civile nemica”, come quelli che aveva l’Inghilterra, una lacuna che, egli dichiarò, “fece perdere la guerra alla Germania”. Così nel Settembre del 1940 i tedeschi si ritrovarono con “bombardieri quasi inoffensivi”.
Risultato: la Germania perse la guerra perché non aveva programmato il bombardamento delle città!

Nel Marzo del 1942 il Gabinetto di Guerra di Churchill adottò il “Piano Lindemann”, grazie al quale il tiro a bersaglio sui civili divenne formale. Le case dei lavoratori vennero preferite a quelle della classe alta perché esse erano più ravvicinate, e così poteva essere ottenuto un maggiore rendimento omicida. L’emigrato ebreo tedesco professor Frederick Lindemann, divenne da allora Lord Cherwell. Egli sottopose un piano al Gabinetto di Guerra il 30 Marzo esortando a colpire di preferenza le case dei lavoratori rispetto agli obbiettivi militari, questi ultimi essendo più difficili da colpire. Le case della classe media avevano troppo spazio intorno a loro, spiegò. Egli non venne mai perseguito per un crimine di guerra spaventosamente nuovo, fino ad allora mai immaginato. In tal modo tutte le città sopra i 50.000 abitanti potevano essere distrutte, o almeno massacrate.
Il Gabinetto di Guerra capì che nessun sentore di tale risoluzione doveva raggiungere il pubblico.

Nel 1944 la grande menzogna venne perpetuata ogni giorno tradendo il fondamento su cui si basa la vita civilizzata, cioè che i civili e gli edifici civili non devono essere in quanto tali soggetti ad attacco. Nel 1940 si scaricarono 5mila tonn. di bombe sulle città tedesche, mentre nel 1944 gli anglo-americani talvolta superarono quel totale in una sola giornata. 61 città vennero ridotte in macerie, mentre i civili uccisi dall’aviazione tedesca furono circa 60.000. Queste città tedesche avevano una popolazione stimata nell’ordine di 25 milioni di persone.
La Germania venne perciò ridotta in uno stato peggiore di quello provocato dalla guerra dei 30 anni.
Come risposta i centri di Londra, Coventry e Portsmouth vennero attaccati dagli aerei tedeschi.

Mentre stava accadendo tutto ciò, era essenziale soffocare il pubblico dibattito, affinché lo scandalo non indebolisse il morale dei piloti dei bombardieri.

Lo scopo del moral bombing, voluto da Churchill, era quello di spingere il popolo tedesco alle rappresaglie e a rovesciare il suo governo.

Nel 1961 il noto laburista Richard Crossman criticò lo “schermo di menzogne” dietro cui il bombardamento del terrore era stato effettuato, tanto che il Gabinetto di Guerra “ritenne necessario ripudiare pubblicamente” la politica che portò all’ordine di bombardare. I ministri avevano  proclamato a suo tempo con assoluta falsità “Noi non stiamo bombardando donne e bambini per amore di vandalismo” (dichiarazione del sottosegretario all’Aria), mentre era esattamente quello che stavano facendo su centinaia di migliaia di donne e bambini.

Nello stesso anno venne alla luce il resoconto ufficiale di come il Regno Unito aveva sviluppato i bombardamenti del terrore secondo i dettami del Piano Lindemann.
Queste rivelazioni provocarono orrore su vasta scala.

Credo che ora nessuno ricordi il primo bombardamento inglese alla baia di Helgoland (che in tedesco significa letteralmente “terra sacra”) il 4 settembre 1939, dove quasi nulla fu lasciato in piedi. Sparirono oltre 60 villaggi e città diverse; il secondo bombardamento sui civili ebbe luogo a Wilhelmshaven il 5 settembre 1939, solo due giorni dopo la dichiarazione di guerra anglo-francese alla Germania.

Ma in questo calderone ci cadono anche gli americani che l’1 settembre 1939, via radio, invitarono le potenze europee a fare una promessa e cioè che “le forze armate in nessun caso e in nessuna circostanza, devono iniziare il bombardamento dall’alto delle popolazioni civili o delle città indifese.”
Ahimè, l’esortazione non fu ascoltata nemmeno da loro stessi: il 9 e 10 marzo 1944 uccisero 100mila civili giapponesi, più di quelli che morirono l’anno successivo ad Hiroshima. Il bombardamento delle città giapponesi ucciderà circa 337mila persone.
Esortazioni a parte e senza contare le migliaia di vite carbonizzate nei bombardamenti sulla Germania con le fortezze volanti.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Ma alla giustizia questo non basta.

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