Grecia. la maledetta artiglieria

In pratica, quello che ci ha rotto la schiena.
La div. Julia queste cose le conosce bene.

col-tzalosikkosNel documentario “Italia in guerra: sui monti della Grecia” il colonnello Tzalonikkos spiega candidamente che il tanto decantato successo della difesa greca è dipeso principalmente dalla precisione delle artiglierie. Le postazioni di tiro greche erano ben nascoste e praticamente introvabili per l’avversario.
— Si conosceva perfettamente il campo di battaglia, tanto che “non sarebbe sfuggito neppure un coniglio“!
Si era in grado di individuare e colpire da lontano chiunque si esponesse nel nostro campo di tiro. Senza timore di commettere il più piccolo sbaglio.

art-greca
I calibri dell’artiglieria greca andavano da 65mm a 105 e facevamo uso solitamente di calibri medi, quasi tutti di provenienza francese e anche le munizioni erano francesi.
I nostri mezzi erano largamente inferiori a quelli dell’esercito italiano; avevamo meno cannoni, meno obici, meno mortai, ma i nostri tiri erano molto più precisi.
Gli artiglieri conoscevano molto bene il terreno da dove sparavano i nemici. E colpire nel segno ogni volta è sempre  molto bello.
Oltre a ciò noi disponevamo di dati molto esatti per il tiro:
negli anni precedenti noi avevamo fatto rilevamenti e prove di tiro accuratissime e ottime rilevazioni topografiche dell’intero scacchiere —.

Secondo Team557 (che non è uno storico ma un curioso) uno dei problemi maggiori dell’invasione italiana fu la data conosciuta in anticipo dai greci facendo cadere completamente il fattore-sorpresa, grazie alle chiacchere euforiche di Ciano che nei giorni precedenti aveva esternato le intenzioni italiane in ogni dove. Tanto è vero che Hitler aveva già appreso la notizia da fonti traverse e ne parlò col Duce (molto sorpreso) a Feltre, ammonendolo.

Ora la domanda che mi frulla in testa è:

Che cosa spinge la Grecia nel 1937/38 (quindi in tempo di pace e senza nessuna avvisaglia bellicosa imminente) a fare prove di tiro in casa propria e rilevamenti topografici accurati dei propri monti?

So che non potrò avere una risposta a questo, ma innanzitutto complimenti e me ne viene spontanea un’altra:
Perchè non lo abbiamo fatto anche noi italiani prima degli sbarchi americani a Gela? Ci sarebbero serviti. A quel tempo.

Però non vorrei che dietro a tutto questo ci sia ancora una zampino straniero, per non dire britannico, di mettere le mani nei Balcani e tenere in allerta il popolo greco con la scusa del “casomai“.
Dico questo perchè è strano. Non l’ha mai fatto nessuno in Europa, prima. E, normalmente, un Nazione non si avventura in pratiche militari e manovre strane in un tempo di pace.
Oltretutto in un periodo storico dove la Grecia stessa parlava bene dell’Italia. Con moderazione, però.

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Perchè qualche rancore c’era ancora dopo la ripartizioni a fine della prima guerra mondiale dove la Grecia era riuscita ad averne larghissime concessioni, a danno proprio degli italiani, ed ancora di piu’ dopo l’occupazione italiana di Albania perchè i greci invece consideravano ellenica tutta la zona meridionale e per questo, già da allora, aveva richiesto aiuto all’Inghilterra.
L’Inghilterra, che su queste cose ci ha costruito un Impero, ci aveva fatto un pensierino e aveva trovato vantaggioso usare la Grecia giusta per rifornire le sue navi in viaggio per le Indie attraverso la Turchia, abitata al tempo da una popolazione prevalentemente greca. Ma guarda un po’.

A me sembra che studiando e ravanando in qua’ e in la’ l’Inghilterra salti sempre fuori. Fatto sta che il 16 agosto 1939,
sempre contro le plutocrazie ostili, Mussolini, aveva già ordinato a Badoglio un piano per invadere la Grecia.
Ma è stata la sua cialtroneria nel scegliere i comandanti a fare i danni più gravi. E qui parlo di Visconti Prasca.
Da una guerra di attacco ha dovuto da subito fare i conti con una guerra di difesa, con truppe male armate, senza rifornimenti e senza determinazione, esternando a tratti una ferocia immotivata per nascondere l’umiliazione e l’ignominia di cui si coprivano le sue truppe.

Goebbels scriverà nei suoi diari: “l’Italia sta diventando il nostro tallone d’Achille; è l’ora del dilettante“.
Hitler, in un suo discorso, ha urlato: “Churchill ha diretto tutte le forze del suo Impero contro la nostra alleata Italia.
E’ a questo che mirava da tempo! Ora vuole solo allargare il suo conflitto“.

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