Londra 1940. la paura fa 90

Una notizia si è sparsa improvvisamente, in questi giorni, ed ha riempito di terrore gli inglesi e di stupore il mondo:

Churchill ha ordinato lo sgombero della capitale, impossibilitata a resistere a questa invasione, al momento, solo aerea.

La Luftwaffe, con attacchi ad ondate successive, ha finito col trasformare la distesa grigiastra al disopra di Londra in un permanente campo di battaglia. Le bombe giungono con ritmo quasi ininterrotto e se la grossa nuvolaglia autunnale non imporrà tempestivi ostacoli, questo ritmo si manterrà costante.
Persino nelle prime vie attorno al centro, i mezzi di soccorso fanno fatica a raggiungere i punti di richiesta aiuto per via delle macerie che sono ovunque. Moltissimi focolai di incendi sono tuttora attivi; in alcune zone l’aria sembra irrespirabile, il fumo pervade le strade.
Le condizioni di vita, già aspre per tutti, sfoceranno ben presto in una vera e propria impossibilità per la maggioranza assoluta della popolazione, con tutto il connesso di servizi che le sono indispensabili.
Ma riuscirà Londra ad essere evacuata?
E l’evacuazione non diventerà allora una seconda-Dunkerque?
Queste sono le angosce della popolazione già stremata dalle privazioni imposte dalla guerra;  grandissima parte dei mezzi di trasporto sono stati requisiti dalle Forze Volontarie della Home Defense per garantire il veloce trasferimento delle unità durante l’eventuale invasione terrestre.

home-defense
Bisogna tenere presente che se la City propriamente detta dovesse venire spostata altrove, con i suoi 20mila abitanti (censimento del 1932), sarebbe costretta farlo in tempi brevissimi e la Contea di Londra, che vi dà vita, comprende 4.397.000 abitanti in uno spazio di oltre 30mila ettari e il gigantesco Outer Ring (di 32 sobborghi) di 4 milioni di abitanti su 141.978 ettari, dovrebbe aspettare il proprio turno prima di poter uscire.
A quest’ordine dettato concitatamente da Churchill i tecnici della City hanno opposto una grandissima risata, compatibilmente con il clima arcigno che domina la antica London.
«Non 5 giorni — hanno concordemente affermato questi signori — ma 5 anni, per effettuare questo sgombero!».

homedefense-propaganda

Si tratta verosimilmente di un grosso equivoco.
Gli inglesi chiamati ad esprimere il giudizio su una così complessa e straordinaria questione quale la trasmigrazione (per non dire – esodo) da un punto all’altro del regno Unito devono tener conto che l’operazione (se avverrà davvero) non sarà come una gita domenicale ma si potrà verificare sotto un probabile diluvio di bombe e Diosacosaltro che metterà a rischio la sopravvivenza.

Poi si dovrà provvedere come si potrà fare per costituire altrove una seconda Londra con il suo Re, il Governo, il corpo diplomatico, i principali uomini d’affari e dirigenti delle industrie, gli uffici finanziari e tecnici e quanto possa considerarsi il cervello dello Stato.

Il signor Churchill non vuol lasciare la popolazione alla mercè del nemico e questo non perchè sia animato da sentimenti umani ma semplicemente perchè teme che una Londra invasa significhi poi un annullamento delle gerarchie e generare addirittura un moto insurrezionale contro il proprio Governo.
Ecco quindi che che ha ideato di portarsi dietro la città in questa peregrinazione verso lidi più lontani e sicuri o almeno supposti tali.

Ma la cosa che mi stupisce è che dopo aver avuto alcuni anni per studiare il gigantesco piano di sfollamento, pensi di attuarlo in soli 5 giorni. Questo è pazzesco. Eppoi non è uno sfollamento, ma una fuga vera e propria quella di cui stiamo parlando. Ma se per quelli della City può sembrare tuttosommato semplice, non lo è altrettanto per gli operai dell’East End e per gli abitanti di Lambeth, Southwark, Germondsey e Newington, cioè a dire quelli poveri. Quelli che vivono nei riflessi del porto che accoglie il 43% dell’importazioni inglesi, di un’industria che trova la sua sede in un intero gruppo di altri quartieri: Greenwich, Lewisham, Streatram e Wandsworth.
L’allontanamento forzato di questa massa di persone richiederebbe uno sforzo sovrumano per reimpiegarle da qualche altra parte compatibile con le loro attitudini.
E’ impensabile. Si tratterebbe di trasformare di colpo alcuni milioni di lavoratori in gente inutile.

Comunque in questi giorni fa pervenire l’ordine perentorio di sgomberare la Capitale, a qualunque costo.
Inizia così la fase più drammatica della guerra: dopo un anno di conflitto, perduti gli alleati, perdute le basi amiche, vinti gli eserciti di terraferma, si vede assalita nella sua stessa isola e si appresta ad una difesa per la quale Churchill dichiara che “il problema militare di un’invasione, quale si presentava a giugno, è diventato difficile per il mese di settembre”.

Comunque tre problemi affollano la mente di Churchill (e nelle sue memorie del 1953 non ne fa neache un cenno):

  1. il problema politico. Spostare cioè il Corpus dello Stato in altra sede;
  2. il problema economico. Approntare i mezzi di sussistenza per i profughi;
  3. il problema sociale. Riassorbire i milioni di individui spostati dal loro lavoro e da agglomerati demografici già saturi.

Vista dal 2016 mi appare una cosa biblica. Inattuabile.
Anche se tutto filasse liscio come l’olio. E non potrebbe.

Infatti l’idea dell’esodo in massa sarà subito abbandonata con enorme sollievo dei londinesi.

home-defense3

Notizie in pillole.

17 giugno 1940.    3100 bambini erano partiti per l’Australia, Canada, Nuova Zelanda, ed il Sud Africa.

1 settembre 1940.    Bambini fino ai 15 anni, madri, donne incinta, anziani e persone fragili, pazienti ospedalieri e non vedenti sono partiti alle 5:30 con treni speciali da Londra.
Queste destinazioni sono rimaste segrete per anni.

destinations-children
Ma le evacuazioni non sono state mai esenti da problematiche.
In diverse occasioni, mentre i bambini erano nelle zone sicure delle aree rurali, molti dei loro genitori sono rimasti uccisi dai “Blitz” su Londra. Alcuni, presi in affido da genitori adottivi, dopo  la guerra sono finiti (per disposizioni governative) in orfanatrofi e/o spediti all’estero per evitare di sovraffollare i paesi ospitanti.
In zone come l’Australia ed il Canada, zone frequenti di destinazione preordinate dalla Chiesa, molti bambini sono risultati oggetto di violenze sessuali, anche da parte di Padri della chiesa cristiana e arrestati di conseguenza per il loro reati si sono poi suicidati per non rivelare informazione ulteriori.
Molte indagini sembra siano ancora in corso.

Ad altri bambini, in molti casi è stato comunicato che i loro parenti erano rimasti uccisi dai raid aerei e per questo dovevano essere trasferiti in altre zone per essere smistati.
E’ successo che alcuni orfani presunti hanno scoperto, dopo 55 anni, un fratello vivo e vegeto in zone molto lontane da dove era stata dichiarata la sua residenza.
In altri casi, un mare di bugie sono state raccontate a molti bambini e genitori, con il risultato che questi non sono mai potuti rimpatriare con le loro famiglie, anche a guerra finita.
Misteri delle civiltà civilizzate. No comment, please.

 

Annunci

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Devi avere effettuato l'accesso per pubblicare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: