9 settembre 1940: news

Attività politica e diplomatica.
war-NewsDa Roma si ha che la Maestà del Re Imperatore, in occasione della firma dell’accordo bulgaro-rumeno ha inviato al Re dei Bulgari il seguente telegramma:

«Mentre la Bulgaria vede con fierezza e con gioia il compiersi di una sua grande aspirazione nazionale, giungano a Vostra Maestà ed all’amica Nazione bulgara i sentimenti di viva simpatia miei e di tutti gli italiani.

VITTORIO EMANUELE».

Da Berna si informa che i giornali ricevono da Vichy notizie sul confino cui sono stati condannati Daladier, Reynaud e Gamelin. Essi sono segregati nel castello di Chazelos presso Chatelguyon.

 

Attività militare.
Comunicati tedeschi. Attacchi aerei germanici su Londra, sulle due rive del Tamigi, nei dintorni di Lincoln;
sul Firth of Forth un piroscafo di 8mila tonn., è rimasto danneggiato.
Incursioni inglesi su Amburgo. 22 apparecchi britannici e 4 tedeschi abbattuti.

 

Note a margine sullo sviluppo del trattato di Crajova del 7 sett. 1940.

Come avevo immaginato, le settimane che precedettero il trattato e seguirono la firma del Trattato furono segnate da incidenti e scontri di varia intensità tra reparti delle rispettive forze armate di Bulgaria e Romania, reciproche scorrettezze, manifestazioni ostili, anche di una certa gravità, esibite dalla popolazione bulgara nei confronti delle autorità di Bucarest.
La cosa fu oltretutto poco evidenziata dalla stampa locale bulgara, forse per non infervorare ulteriormente il malcontento.
In questo senso, il lavoro intrapreso dalle due delegazioni riuscì ad essere portato avanti comunque anche se tutt’attorno l’atmosfera non era delle più propizie.
Il 6 settembre, cioè un giorno prima della firma del Trattato bulgaro-romeno, a Bucarest si erano verificati importanti avvenimenti politici; innanzi al disastro rappresentato dalla fine della Grande Romania re Carol II, screditato ed isolato, era stato costretto il giorno precedente a chiamare alla guida del governo il generale Ion Antonescu (1882–1946), da tempo in aperto dissidio con il monarca.
Una manciata di ore dopo il sovrano abdicò al trono a favore di suo figlio Mihai (*1921) abbandonando per sempre il Paese in compagnia della sua amante Magda Lupescu (1896–1977).
Inbase a quanto deciso, sarebbero stati trasferiti in pratica 110.000 romeni e 65.000 bulgari. Ancora diverse sono le stime che fino al 1945 furono fornite a più riprese dai vari organismi statali romeni.
Entro la fine dell’anno 106.000 romeni furono sistemati in qualche modo nella Dobrugia del Nord e nei distretti limitrofi, mentre circa 63.000 bulgari nel giro di tre mesi raggiunsero la Dobrugia meridionale.
Il decreto di trasferimento, provocò una vera e propria ondata di sdegno e disperazione in molte famiglie bulgare della città di Tutrakan (nel distretto di Durostor) per niente disposte a trasferirsi in Romania perché esse si sentivano bulgare o forse semplicemente perché volevano continuare a vivere in un posto che sentivano loro e dove avevano le proprie radici, affetti e proprietà.
Comunque è evidente che un esodo forzato di decine di migliaia di persone abbia rappresentato per molti una violenza ingiustificata i cui effetti si potrarranno per decenni nella loro vita .

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