dietro le quinte. cose meno famose

Non molti giorni fa, Mussolini, immancabilmente smanioso di porsi al centro dell’attenzione, senza dover pagare conti troppo elevati, ha l’idea brillante di mandar alcune formazioni aeree italiane a bombardare Londra. Di sua iniziativa.
” Bombe, bombe sull’Inghilterra” si canta anche da noi, riprendendo una marcetta tedesca e con la stessa fantasia italiana che ci accompagna da sempre, i nostri aviatori scrivono sulle bombe all’indirizzo del destinatario: ” Al caro Eden”, “a Buckingham palace”, ” al caro Churchill “, ” all’Home Fleet “. Oppure, i più artisti, disegnano ombrelli, con facile allusione alla politica di Chamberlain.

messaggi-italiani-sulle-bom
Mussolini sapeva che negli alti comandi tedeschi le operazioni marittime e aeree contro la Gran Bretagna dovevano necessariamente preludere al grande sbarco nelle isole britanniche, a meno che nel frattempo Churchill non si fosse deciso alla resa.
Quindi, occorreva fare presto. Ma intanto si dovevano superare alcune difficoltà. Intanto l’Inghilterra del 1940 non era esattamente dietro l’angolo e bisognava raggiungerla per attaccarla; poi si doveva almeno avvertire, con una certa delicatezza i crucchi (cosa non automatica) e non lo si poteva neanche tanto dire in giro per assicurarsi il massimo effetto sorpresa.
Quando Hitler ne fu informato, prima pensò di incazzarsi col Duce, poi alzò gli occhi al cielo (su consiglio di Bormann) e, complice la caduta delle ultime illusioni sulla possibilità di evitare uno scontro diretto con l’Inghilterra, soprattutto informato delle difficoltà che la Luftwaffe stava incontrando, pensò seriamente di dover affrontare il suo nemico numero uno ed un qualche aiuto, in fondo, poteva anche fargli gioco.

Churchill-august-pain
Fra l’11 ed il 13 agosto ha cominciato a discutere con l’ammiraglio Raeder e con i generali il progetto di invasione, ma soprattutto dalla Marina, ottiene sempre pareri molto pessimistici.
” Quest’invasione non s’ha da fare…” avrebbero detto a Napoli, ma, allargando le braccia e rileggendo una lunga lettera al Duce, dice:
«ho fatto all’Inghilterra tante proposte per un accordo, perfino per una collaborazione e sono stato trattato così ignobilmente che ormai è mia convinzione che ogni mio richiamo alla ragione verrebbe da essa ugualmente respinto. Perciò mi sono deciso all’attacco. Un attacco deciso».

Nello stesso messaggio Hitler ringrazia Mussolini dell’offerta di un corpo di spedizione italiano contro il Regno Unito, ma si affretta a declinare cortesemente l’aiuto dell’alleato. Il Duce — commenterà Ciano — è rimasto molto contrariato del rifiuto e ha esclamato: “questi ci considerano nulla…, ma che alleati sono?”.

Il 16 luglio Hitler dirama la direttiva … 16! E’ lo scritto che contiene le disposizioni per la preparazione dell’operazione Seelöwe (o Sea lion, in inglese), decidendo, di fatto, lo spostamento di 13 divisioni scelte, verso le basi della Manica, pronte per il balzo al di là del Canale.

London-sampleChurchill informato dei movimenti tedeschi non si arrende e non ha nessuna intenzione di mollare. Manda infatti a Hitler una lettera molto sprezzante “Avete incupito le pagine della storia europea di una macchia indelebile, noi non ci arrenderemo mai, rimaniamo fedeli ai nostri principi , la Germania se vuole la pace deve restituire la vita libera e indipendente alle nazioni che ha occupato, aggredite, saccheggiate; in caso contrario la guerra continua, preferiamo perire tutti anziché vacillare o mancare al nostro dovere“.

Ma è in questa fase che si verifica il primo dei grandi errori tedeschi: un mega errore di valutazione del Reparto 5 del servizio informazioni dello Stato Maggiore della Luftwaffe.
Il generale Schmidt invia un rapporto ad Hitler nel quale si legge:

– attualmente le fabbriche britanniche producono tra i 180 e i 330 caccia (max.), di prima qualità, ogni mese.
In base all’attuale stato delle cose, si prevede un calo piuttosto che
un aumento degli indici di produzione -.

Un errore madornale. Poichè con l’impulso di Lord Beaverbrook, l’industria aeronautica inglese raggiunge cifre come 496 apparecchi, nel luglio 1940, l’errore si rivelerà completamente fuori quota. Ulteriormente, il rapporto sottovaluta l’efficienza degli aerei Hurricane e Spitfire (di cui ho già discusso) in termini di velocità ed armamento.
Nonostante la velocità dell’ME109 e dello Spitfire, così come degli Hurricane, sia di 600 km/h, i velivoli inglesi offrono una maggiore agiltà e una protezione migliore al pilota grazie alle piastre d’acciaio e quindi una maggiore possibilità di uscire illesi da scontri a fuoco.

Hurricanes-1940
Ma il rapporto ha un altro punto decisamente fatale.
Ignora, infatti l’esistenza dei sistemi radar e di controllo volo del Comando caccia britannico.
Come ho già scritto, il sistema permette di far decollare tempestivamente i suoi caccia intercettore, allertando contemporaneamente le altre squadriglie. Col comando ed il controllo centralizzato si raddoppia la forza d’urto britannica, creando in sistema di difesa tecnologico e flessibile ma ritenuto dai tedeschi invece troppo rigido e quindi inefficace, perchè teso solo a difendere lo spazio aereo vicino alle basi aeree inglesi.

Per come la vedo io, dal 2016, la Luftwaffe decide di attaccare il sistema di difesa aerea più avanzato del momento, senza conoscerne il funzionamento, l’equipaggiamento, la potenza.
Addirittura, il 16 luglio giunge all’errata conclusione che la difesa antiaerea dell’isola è assolutamente inadeguata.

Hitler-a-Calais

L’incompetenza del servizio informazioni tedesco, nel 1940, è assolutamente epica.

 

continua

con particolari succosi….

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