Pètain & co. – considerazioni

E’ solo un mio punto di vista.
Dopo il crollo della Francia ed il crollo del governo Reynaud, il comando della nazione è capitato al Maresciallo tra capo e collo, probabilmente perchè nessuno se la sentiva più di prendere la responsabilità di uno sfascio così grande.
Può essere. Di lui si conoscevano le idee di fondo, quindi non si può parlare di sorpresa e in aggiunta scrivo che quando fu nominato, in una certa zona di Francia quei francesi ne furono entusiasti.
Gli altri ne rimasero indifferenti. E’ vero che nel clima dello sfascio è facile non prendere la decisione giusta e quest’ultima è sempre appannaggio dei posteri ed è una questione di prospettive, ma l’intento di Pètain era quello di calmare l’impeto distruttivo dei tedeschi e di mediare il più possibile. Per farlo si circondò di persone che potevano garantirgli il consenso, discutibili? forse, ma non ce n’erano altre disponibili per i motivi citati sopra. Comunque, ribadisco: l’opinione pubblica era dalla loro parte. Questo è certo. Anche quando fu votata la condanna in contumacia a de Gaulle.
E la cosa non fece nemmeno scalpore. Sembrò normale.

Il primo punto critico è la rottura diplomatica con l’Inghilterra.
I britannici, da sempre poco elastici mentalmente, oscurati dalla paura che la flotta cadesse nelle mani tedesche, non hanno mai ascoltato le ragioni di Petain che ho illustrato (nella questione di Orano). Da rapporti pervenuti dopo il conflitto risulta che gli inglesi avrebbero preparato i piani per l’attacco alla Marina francese quando ancora era nell’aria la caduta della Francia, in previsione di sventare i possibili nefasti ribaltoni delle forze navali in campo.
Certo che l’Inghilterra ha cercato molto poco il dialogo con la Francia, anzi direi per niente e  domande che si potrebbero porre a questo punto sono queste: – avevano così poca stima nella Francia come alleato? non hanno valutato la possibilità che la Francia tutta si rivoltasse contro, una volta attaccata?
Insomma che dichiarasse guerra al Regno Unito?
E se sì, in virtù di una paura valeva veramente la pena di correre il rischio? – Avere un altro avversario arrabbiato contro era così vantaggioso?

Amm-GensoulL’Amm. Gensoul pronuncia l’orazione funebre per i caduti delle unità della flotta francese ad Orano – 1940

Gli atti di guerra britannici si sono protratti fino a settembre.
Tra il 23 ed il 25 del settembre 1940 avrà luogo il secondo importante attacco britannico alla flotta francese alla fonda nel porto di Dakar, durante il quale verrà danneggiata la nave da battaglia Richelieu.
Secondo il diario dell’ammiraglio Andrew Browne Cunnigham, già il 27 giugno i francesi furono avveriti che che si stava preparando una grande operazione contro le navi francesi a Orano. In quel frangente però non fu garantita però, dagli inglesi, l’incolumità degli equipaggi una volta arresi e non fu concesso nemmeno il rimpatrio per le truppe di stanza nella zona francese.
Qui devo dire che questa inflessibilità britannica non aveva senso ed era chiaramente inaccettabile. Quando un generale francese si impuntò che voleva far rimpatriare almeno i suoi soldati, gli inglesi nemmeno gli risposero. E questo non va bene.
Se la Francia avesse voluto dare la propria flotta ai tedeschi o se questi ultimi l’avessero pretesa da subito l’avrebbero fatto immediatamente il 24 o 25 giugno. Invece non è successo.
Quindi cosa alimentava questa paura che le navi francesi fossero usate contro l’Inghilterra?
Pètain1936
Da parte francese cosa si sarebbe dovuto fare? Prostrarsi dinanzi ai tedeschi in tutto e per tutto? Mettere in gioco altre migliaia di vite cercando una improbabile Resistenza, senza mezzi, senza morale, mentre il popolo è alla fame?
Per Pètain, il fatto di aver evitato altro spargimento di sangue ai francesi è un alto punto d’onore, fatto salvo che il giudizio a lui riservato dopo la liberazione della Francia, fu davvero un atto di vendetta dei vincitori per l’accusa di tradimento e collaborazione col nemico, che cancellò tutti i suoi meriti che i francesi nuovi del dopoguerra hanno fatto ben presto a dimenticare.

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