La collaborazione di Pètain

Con l’armistizio, per evitare la formazione di un governo francese in esilio, Hitler limita l’occupazione militare alle regioni settentrionali della Francia e lascia il resto del paese nella mani di Pètain che, dal 4 luglio, ha reso Vichy la nuova sede di governo.
Nel teatro comunale della nuova capitale si riunisce il parlamento di Francia (nella foto sotto).

parlamentoVichy
La politica di Pètain porta i francesi contro il loro ex alleato senza, in realtà, ottenere una contropartita.
Il momento è molto particolare per i francesi del 1940.
Deportazioni improvvise, crisi alimentare, inquisizioni poliziesche imposte dalla Germania caratterizzano il clima della Francia occupata.
1.800.000 prigionieri di guerra sono avviati verso i campi di concentramento tedeschi; successivamente centinaia di migliaia di operai sarannpo reclutati con la forza e avviati al lavoro in Germania, per alimentare l’industria bellica.
Nel settembre 1940 incomincierà il razionamento annonario e la situazione del paese precipiterà in seguito a alle sistematiche requisizioni di beni che andranna ad alimentare l’economia di guerra tedesca. L’inverno si profila cupo e pieno di incognite e di fronte all’insieme di problemi che attanagliano il futuro qualche parigino commenta che l’amicizia franco-tedesca sarebbe stata meglio cementata dall’invio di qualche sacco di patate.
Pètain ha appena sottoscritto un vero e proprio patto con Hitler:
«le potenze dell’Asse e la Francia di oggi -dice il protocollo – hanno egual interesse a vedere condotta a termine al più presto la sconfitta dell’Inghilterra. Di conseguenza il governo francese appoggerà, nei limiti delle sue possibilità, le misure che a questo fine le Potenze dell’Asse intenderanno prendere».
gabinettoPetain-al-lavoroCome contropartita, la Francia avrà diritto, al momento della vittoria finale, a concessioni territoriali a danno dell’impero britannico e alla conservazione delle sue colonie. Il 15 dicembre Hitler vorrà sugellare il patto con un gesto che,secondo lui, dovrebbe accattivargli le simpatie dei francesi. Nella ricorrenza del centenario del ritorno di Napoleone in Francia, la Germania restituirà la salma del figlio suo, Napoleone II, che più volte era stata richiesta all’Austria ma sempre rifiutata dagli Asburgo. Il sarcofago del duca di Reichstadt verrà inumato con solenne cerimonia  agli Invalidi, accanto alla tomba del grande Corso.
Non è un atto di solidarietà, ma una manovra propagandistica studiata da Goebbles per cercare di sfruttare la reazione dell’opinione pubblica francese alla disfatta militare.
Dal primo momento, i francesi sono rimasti soggiogati da una certa ammirazione per la forza militare della Wehrmacht. I tedeschi — è un meccanismo psicologico — sono riusciti a sconfiggere i francesi, quindi sono invincibili. All’inizio di luglio del ’40, i parigini si attendono che che anche il governo britannico segua l’esempio della Francia e chieda l’armistizio. A Parigi, a Bordeaux, in tutta la Francia, non solo ce lo si aspetta ma lo si desidera, perchè questo permetterebbe di porre fine alla guerra e forse lenirebbe la vergogna della disfatta francese.
L’altra reazione all’armistizio è un deciso atteggiamento anti-britannico del quale si alimenta l’ambiguo clima del collaborazionismo di Vichy.
Uno dei primi atti ufficiali di ostilità verso l’antico alleato è la cessione segreta, da parte del governo Pètain, dei porti di Tunisi e Biserta per le operazioni militari dell’Asse. In parte si tratta di una comprensibile reazione emotiva agli incidenti fra la marina francese e quella britannica (continuo sempre a chiedermi come mai non ci sia stato un passo successivo all’atto di guerra inglese, ma cercare di mettersi nella testa degli altri è impossibile ed quantomai inutile).
il-governo-Petain(nella foto: a sx Caziot-agricoltura; nella fila davanti Badouin-affari esteri; col cappello Laval-vicepresidente; col cappello nero Pètain-presidente; poi il gen.Weygand-difesa; in nero Lemery-colonie; e a dx Colson-guerra)

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