unni che muoiono ignari

Nella guerra incendiaria il sottosuolo caro ai rifugi non protegge a lungo perchè il fuoco avvelena l’aria. Ma questo era imprevedibile. Almeno all’inizio. L’incendio produce calore e gas, entrambi micidiali per il corpo umano leggermente debilitato. E’ raro che il fuoco uccida direttamente, sono piuttosto la radiazione di calore e il monossido di carbonio a colpire. A un certo punto, non si sa quando cessa il potere protettivo della cantina, bisogna uscire, altrimenti si soffoca o si soccombe al calore.
E poi c’è una cosa che amplifica il tutto: “l’effetto iniettore“.
La chimica della combustione è molto varia, mai visto un tiraggio tanto efficace. Il vento di risucchio che spazza le strade e genera nelle cantine un’area di bassa pressione che a sua volta attira giù i prodotti degli incendi di  superficie. Tutto va a finire là sotto.
Kassel01I responsabili del Moral Division Study dirigevano i loro sforzi per amplificare questi risultati.
Secondo questi ricercatori, le esplosioni, la pressione e la caduta di macerie sono responsabili come cause di morte per il 5-20% dei casi, l’avvelenamento da monossido di carbonio per il 70-80%.
A Kassel e Amburgo quasi 1800 persone morirono gasate nelle cantine. Molte di queste trovarono la propria fine cercando un po’ di aria respirabile. “Nelle vie strette è da mettere in conto che persone siano bruciate senza lasciare traccia… si sono trovate solo parti di scarpe bruciacchiate e lembi di vestiti”.Kassel02

Croce-tedescaPer la serie: se non t’ammazza la guerra t’ammazza qualcos’altro.
E Churchill è comunque felice.

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