unni che muoiono – quellavolta120

La città di Coblenza bruciò anche in quasi totale assenza di industrie belliche e di importanti vie di comunicazione: viveva infatti del commercio di vino del Reno. Per gli inglesi non c’era neanche lo scopo teorico di fiaccare la popolazione che era in buonissima parte sfollata.
La città venne bombardata perchè estratta a sorte per un test.
La distruzione di Bonn non aveva fornito una chiara risposta sull’utilità del sistema G-H, grazie al quale doveva diventare possibile colpire obiettivi mirati con un’approssimazione di 45m; l’equipaggio riceveva i segnali radar su un’oscillografo, dopodiché le operazioni di demarcazione e sgancio bombe avvenivano così più rapidamente.
In effetti vennero fatti esplodere gli obiettivi indicati dal test.
Il Bomber Command sganciò 33 bombe dirompenti, 120 blockbusters e 153.352 spezzoni incendiari, l’arma per eccellenza della devastazione.
Il Bombardamento entusiasmò gli esperti dell’Operational Research ed il signor Churchill che si precipitò a congratularsi per lo sterminio di 120 persone e di tutta la città vecchia. L’attacco distrusse il patrimonio e quasi tutto il conseguimento storico della cittadina che venne rasa al suolo dal fuoco provocato per uno studio incendiario.

Koblenz

Croce-tedescaPer la serie: se non t’ammazza la guerra t’ammazza qualcos’altro.
E Churchill è comunque felice.

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