19 giugno 1940: news

Attività politica e diplomatica.

titolo-Stampa-19giu1940Per invito del Governo germanico, il Governo francese designa i plenipotenziari per le trattative dell’armistizio.
Un comunicato Havas informa che:
«le armi non saranno deposte fino a dopo aver preso conoscenza delle condizioni, ossia dopo l’incontro dei plenipotenziari».
Il Ministro della Difesa nazionale francese annuncia per radio quanto segue:
«Non vi è ancora armistizio. I colloqui non sono ancora cominciati. La lotta continua».


Attività militare.
Comunicati tedeschi. Lunéville, la fortezza di Toul e Strasburgo sonon occupate. Truppe celeri tedesche avanzano su Lione. Nancy è occupata. Nella Linea Maginot, ai due lati di Diedenhofen il nemico oppone resistenza. L’aviazione contribuisce a spezzare la resistenza in Lorena; affondata una nave-trasporto di 10mila tonn. a Cherbourg; bombarda obiettivi militari in Inghilterra. Incursioni aeree britanniche su obiettivi non militari in Germania.
(Qui è scritto “non militari” perchè indicarli col termine corretto, cioè “civili” avrebbe fatto troppo scalpore di fronte all’opinione pubblica; ma i bombardamenti in Lorena sono tra i primi appartenenti alla categoria, fortemente voluta da Churchill, del moral bombing(vedere sotto)).
6 apparecchi inglesi distrutti; 5 germanici perduti.
Nancy-1940

Comunicati francesi. In Bretagna il nemico si sforza di avanzare verso Nantes. A sud della media Loira le truppe francesi hanno ripiegato e i tedeschi hanno raggiunto il corso dello Cher.
Elementi germanici in direzione di Roanne, Lione, Amberieu.
Proseguono le operazioni in Alsazia e nella Lorena meridionale.

 

moral-bombing

 


Probabilmente la morale è come l’aria, se vogliamo.
La bomba non ha come obiettivo gli uomini, ma le loro opinioni sbagliate.
(un concetto davvero arbitrario)
Ha la funzione del chirurgo sociale che interviene sulle forme di pensiero malate. Non appena il paziente sembra guarito, il chirurgo lo dimette.
Churchill no. La pensa diversamente.
Lo descrisse con precisione questo procedimento nell’aprile del 1941: «ci sono settanta milioni di unni cattivi: alcuni si possono curare, ma sono pochissimi; gli altri sono da uccidere».
Qui Churchill affronta il nocciolo della questione: solo la sinergia di – curare – e uccidere – rende comprensibile l’essenza vera del moral bombing. Questa procedura venne fatta passare come un’idea di Harris (ma non era così), il quale si difese in seguito affermando che «fino ad allora Churchill si era adoperato con vigore affinché tutte le città tedesche venissero distrutte una dopo l’altra, sistematicamente».
Di per sè una bomba non può distruggere la morale, ma solo la meteria, la pietra, la struttura, il corpo. Ma nel corpo distrutto non c’è più alcuna morale, ma è grazie alle vittime del massacro che si redime la morale di chi resta.
Il massacro continua finchè subentra la redenzione.
E il signore che nelle mani il potere di questo processo ha la morale valida.
Credo che sia, in qualche modo, la teoria anche dell’ISIS.
Nel 1940 non era sufficiente, quindi, colpire aeroporti, fabbriche belliche e sterminare gli stessi lavoratori e le loro famiglie allo scopo di indebolire il nemico: l’aspettativa era quella di avere una sorta di “aiuto” dalla popolazione nel vincere il nemico dall’interno, creando terrore, caos e depressione.
«Colpire, colpire, colpire; gli unni non devono più uscire di casa: devono morirci dentro!» – soleva ripetere, sperando di provocare eventuali insurrezioni popolari nei confronti del Reich.

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