6 giugno 1940: news

Attività politica e diplomatica.
war-NewsA Parigi la notizia delle dimissioni di Daladier dal Portafoglio degli Esteri suscita scalpore e costringe Reynaud ad assumerne l’incarico. Erano note le divergenze politiche e di opinione tra i due esponenti. Nel frattempo, la situazione francese sta crollando, ma il Gabinetto di governo non sembra accorgersene più di tanto.
A Roma comincia a trapelare la notizia che il Duce parlerà agli italiani a breve. C’è tensione.
Il quadro che Graziani disegna dell’Italia è sconfortante, al limite del grottesco; i carri armati sono tutti leggeri, e solo settanta sono medi. Le artiglierie sono quelle del 1915-18, molti pezzi sono il bottino di guerra austriaco. La contraerea è del tutto insufficiente, il che espone le città italiane ai bombardamenti senza una reale possibilità di difesa attiva. Manca il vestiario per la mobilitazione generale. Le munizioni scarseggiano in misura che va da metà del fabbisogno a un dodicesimo.
Il carburante sarebbe bastato per otto mesi al massimo.
Mussolini sapeva tutto questo fin nei dettagli, eppure, il 6 giugno del 1940, al capo reparto intendenza dello Stato Maggiore, Francesco Rossi, dichiarò: “Ho letto il vostro esauriente promemoria relativo alle condizioni dell’esercito.
Se io dovessi aspettare di avere l’esercito pronto dovrei entrare in guerra fra anni, mentre devo entrare subito.
Faremo quello che potremo
”.
Badoglio scrive a Mussolini un promemoria che vuole essere una relazione generale; “Allo stato presente la nostra preparazione è del 40 per cento”.
Fx-deskIl 29 maggio del 1940, a palazzo Venezia, in una conferenza ai capi di Stato Maggiore, Mussolini aveva dichiarato: “Considero questa situazione non ideale, ma soddisfacente”.
L’industria bellica italiana era, se possibile, ancora più deficitaria. La chimera dell’autarchia era del tutto impossibile e, nonostante la propaganda martellante, sapeva bene che l’Italia, in una guerra contro la Gran Bretagna che controllava Gibilterra e Suez, si sarebbe trovata praticamente senza apporti extra-europei.
Secondo un resoconto di Carlo Favagrossa, per raggiungere dotazioni di magazzino sufficienti ad un anno di guerra si sarebbe dovuto lavorare nelle industrie per tre anni (dal 1940 al 1943), con due turni di dieci ore, importando ogni anno quattro miliardi e mezzo di lire (valuta del 1940) di materie prime, carburanti, lubrificanti, viveri e abbigliamento civile.
Il punto è che l’italiano medio, la gente normale, era perfettamente al corrente della situazione logistica italiana.
A Parigi, i giornali esprimono la paura di un aggiramento della Linea Maginot.
LaStampa6giu1940


Attività militare.
Dal Gran Quartier generale del Fuhrer, il Comando Supremo germanico comunica:
«Le nostre armate hanno attaccato stamane, su un largo fronte, le armate francesi. Il passaggio sulla somme fra la foce, l’Ham e il canale Oise-Aisne è stato forzato e la cosidetta – Linea Weygand – è stata rotta in più punti».
Il XV corpo corazzato tedesco del gen. Hermann Hoth sfonda sulla Somme inferiore tra la costa e Amiens, dove e schierata la 10ª armata francese. Resiste bene invece tra Amiens e Peronne, agli attacchi del XIV e del XVI corpo corazzato di von Kleist, la 7ª armata francese. Più a est la fanteria della 9ª armata tedesca riesce a fare breccia nello schieramento della 6ª armata francese, ma viene respinta davanti allo Chemin-des-Dames: i francesi comunque sono costretti a ritirarsi sulla riva meridionale dell’Aisne. Dal canto suo il Panzergruppe di Guderian (formato da due corpi corazzati, il XXXIX e il XLI) punta verso sud-est in direzione di Chalons e Langres, cioè verso la frontiera svizzera, per giungere alle spalle della linea Maginot e delle armate francesi schierate a est (precisamente la 3ª, la 5ª e l’8ª).
I prigionieri fatti a Dunkerque sono in realtà più di 58mila.
L’aviazione bombarda truppe e colonne in marcia, aeroporti della Francia centrale, il porto di Cherbourg e numerosi aeroporti della costa orientale e sud-orientale dell’Inghilterra.
143 aeroplani alleati distrutti: 19 aerei tedeschi perduti.
aerei-ted.verso-Parigiaerei tedeschi verso Parigi. Un apparecchi speciale detto “Cicogna di Plisen” è atterrato in Place de l’Etoile.

Da comunicati francesi si ha che la battaglia continua su tutto il fronte e lo Chemin des Dames. 2000 carri armati tedeschi sono  oggi impegnati. L’aviazione sostiene pienamente l’azione terrestre tedesca. Elementi tedeschi raggiungono la Brestle e la riva nord dell’Aisne presso l’Aillette. Attacchi aerei alle officine e alla rete ferroviaria del Reno. 36 aerei tedeschi abbattuti, 7 apparecchi colpiti e probabilmente distrutti.

Da comunicati inglesi si ha che bombardieri pesanti attaccano in Germania obiettivi militari su vastissima estensione. Da Dortmund a Mannheim, Francoforte, Dusserdorf, Colonia, Essen.
Depositi di benzina incendiati. Aerei germanici hanno bombardato le contee del Yorkshire, Lincolnshire, di Norfolk e le vicinanze del Tamigi.

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: