notizie riservate – esclusive

Se si è data un’occhiata alle – note sull’indagine di Hitler in Argentina – forse si sarà stimolati a conoscere qualche particolare aggiuntivo speciale.
H_last-secretIL giornalista-scrittore Osvaldo Muray, che nel 1966 ha preso uno dei primi fili della matassa che porta a svelare i misteri del caso di Colonia Dignidad è sicuramente meritevole per l’impegno speso nelle ricerche (private, privatissime) che lo hanno condotto ad analizzare le prove della possibile (per non dire… sicura) fuga del Führer da Berlino ad un’isola a sud del Cile.

Direi, clamoroso (ma non lo dico con tono polemico) che gente del calibro di Robert Baer, Tim Kennedy, John Cencich (senza voler omettere nessuno) non abbiano preso in considerazione queste valutazioni e queste tracce.
Ma anche questo è un discorso che ho già fatto nelle pagine di questo blog.bunker-ausgangDalla base del faro di Carranza, nella regione Seventh, si possono vedere i resti del sottomarino distrutto incagliati sugli scogli a non più di un miglio dalla spiaggia. Chiunque sia interessato a Adolf Hitler, il dittatore della Germania e fondatore del nazismo, sa che la destinazione finale è in equilibrio tra due alternative:
a) si suicidò nel suo bunker sotterraneo a Berlino, insieme con Eva Braun – dopo essersi sposato, e poi si è detto che i corpi di entrambi sono stati bruciati in un falò alimentato da 200 litri di olio.

Questa tesi è stata velocemente accettata dai vincitori della seconda guerra mondiale in Europa, che altrettanto velocemente hanno dimenticato un sacco di particolari riguardanti il Führer.

b) Hitler fuggì da Berlino e salì a bordo di un sottomarino, che faceva parte di un convoglio di navi, dirette a sud del pianeta.

In teoria questa parte ci sono due versioni differenti.
Il primo, che si è rifugiato in un covo sotterraneo in un territorio antartico remoto e quasi inesplorato, scoperto e chiamato dai norvegesi nei primi anni ’20 come Terra della regina Maud.

E tale tesi non fu certamente considerata una follia; lo testimoniano le costose spedizioni militari degli Stati Uniti in Antartide alla ricerca di una possibile bunker segreto Führer.

La seconda versione dice che Hitler si rifugiò in Argentina, vicino a Bariloche.
Alcuni autori hanno teorizzato ampiamente su quest’ultima possibilità garantendo che Hitler abbia assistito a qualche cena in suo onore e parlato con diverse donne che lo riconobbero sicuramente come l’ultimo leader dei nazisti.

Nel libro “Cile: L’ultimo bunker di Hitler” si prende in considerazione la pista di fuga dal bunker di Berlino verso il porto norvegese di Kristiansund, dove ha atteso la flottiglia di sottomarini curiosamente pubblicato sul Zigzag, rivista cilena, 16 gennaio 1948, che affermava:
“Il 30 gennaio 1945, il capitano Peter Baumgart ha trasportato ad Adolf Hitler, Eva Braun e un gruppo di amici fedeli da Tempelhof (Berlino) a Tondern in Danimarca e da lì a Kristiansand in Norvegia, dove si aspettavano la flottiglia di sottomarini”.

Qui ci si accorge che questa affermazione distrugge all’incanto tutte le suggestioni create dal team di Baer, da Tempelhof all’Argentina; la tesi è in qualche modo raggiungibile nell’archivio del quindicinale Ercilla.

La tesi però ha bisogno di alcune riparazioni e precisazioni. La data di partenza non corrisponde affatto alla realtà. La data approssimativa è dal 19 aprile in poi, quando il Fuhrer dice a Karl Dönitz che da quel momento scompare e il Grand Admiral (è il titolo per essere il comandante in capo della marina tedesca. N . A.) dovrebbe assumere la leadership del Reich. Tu sei un soldato – afferma perentoriamente Hitler a Doenitz- e devi obbedire ai miei ordini. La marina, però, solo alla fine del mese di aprile, prenderà il comando della Germania con la posizione di Führer“.

Nelle informazioni sulla rivista Zig-Zag del 1948 si dice che Hitler è stato accompagnato, oltre da Eva Braun, anche da un gruppo di amici. Ciò è coerente con un’altra versione che affermerebbe che il Fuhrer è volato in Danimarca su un “Arado 555”.
Ma qui un altro punto va analizzato.
Il bunker di Hitler del mese di aprile ’45, aveva contatto con piccoli aerei che potevano atterrare o decollare da un ampio viale di fronte al palazzo della Cancelleria del Reich, noto come l’asse est-ovest e che ci permette di determinare con maggiore precisione la data di fuga e la presenza o meno di un Arado 555. Si veda l’intervista ad Hanna Reitsch. Questo velivolo era infatti in grado di trasportare più passeggeri ed escluderebbe il piccolo monomotore che poteva trasportare solo due o tre persone. Il punto oscuro è che l’Arado 555 è un aereo molto grande, ma è stato reso disponibile forse troppo tardi nella Germania di quei giorni, come molte armi segrete mai rese pubbliche. Un aereo quasi sperimentale: il primo jet al mondo dotato di sei motori e in grado di andare da Berlino a NewYork, lasciar cadere 4 tonnellate di bombe e tornare alla base senza alcun rifornimento di carburante.
Secondo indiscrezioni, datate 1945, lo scopo dell’Arado, inizialmente bellico, era stato modificato solo per salvare Hitler e il suo entourage dal rifugio e condurlo in Danimarca.

Terra-della-regina-Maud
Ancora dal passato 1943, testimoni raccontano che Karl Dönitz rivelò:
I miei sottomarini hanno scoperto un paradiso, un’ammirevole fortezza per il Fuhrer, da qualche parte nel mondo.
Hitler ci può operare in piena tranquillità, preparando nuovi piani“, senza però spiegare esattamente dove
; ma doveva essere l’Antartide e non un’Argentina piena di latitanti del Terzo Reich e terra di ricerca dei comandi di controspionaggio ebrei. Per molti, nascondersi a Bariloche era come rifugiarsi nella bocca del lupo. Si ricordi anche la repressione di sospetti nazisti in Brasile che al tempo sollevò molto polverone nelle comunità tedesche.

armi-a-Dignidad

 

continua in seconda parte (…going deeply)

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