Note a margine su Hitler in Argentina

I documenti desecretati dell’FBI confermerebbero la fuga di Hitler

Questo titolo, che appare nell’articolo di Carlo Santi, è un titolo ingannevole. Santi non me ne voglia. Il punto è un altro.

doc_FBIPoniamo in primo piano il punto fermo che l’FBI, a suo tempo, ha reso segreti i suoi documenti basati su voci, illazioni, avvistamenti millantati (e parliamo di centinaia di migliaia) ed informazioni mai verificate sulla presenza di Hitler in tante zone dell’Argentina, Colombia e del Brasile.
C’è stato un momento, nei primi anni ’50, che la gente del Sud America, a torto o a ragione, chiamava insistentemente le redazioni dei giornali per rilasciare informazioni e per farsi eventualmente intervistare. Anche perchè si era sparsa la voce che forse c’era una taglia o comunque una ricompensa in denaro a chi forniva tracce credibili sulla fuga di Hitler.
Mettiamo anche in chiaro che l’FBI non poteva allora (e non può nemmeno ora) andare in Argentina a mettere il naso perchè non ha giurisdizione in quel territorio. Al massimo e considerato il periodo del dopoguerra, poteva ricevere, presentando una documentazione certificata, un permesso per svolgere un’indagine in un’area dove il Governo locale gli avrebbe concesso di operare.
E parliamo dell’Argentina di Peron (e quindi ci si può rispondere da soli), come del Cile e del Brasile che in quegli anni hanno movimenti interni che non consentono distrazioni esterne.
Come ho scritto, dopo aver letto e riletto dove ho potuto, che ancora oggi qualcuno che sa c’è ancora, ma non viene mica a dirlo in giro.
Quello che è scritto nei file FBI è probabilmente vero ma è troppo frammentario e, a volte, volutamente inconsistente, perchè la gente coinvolta non vuole parlare.
PATAGONIA
Certamente i figli delle persone di quegli anni esistono tuttora ma non parleranno mai in pubblico o sul web.
Hitler è stato doviziosamente protetto da una comunità solida ed impenetrabile di fede nazista o semplicemente germanica che è tuttora insediata in diverse località dell’Argentina.
Le probabili centinaia di persone che fabbricavano munizioni a casa di quell’austriaco che aveva convertito la sua fabbrica di biciclette hanno dei figli e dei conoscenti che sanno tutto ma che si farebbero uccidere pur di non parlare del passato.

Perchè un segreto è un segreto.

E questa, era ed è una cosa della massima importanza.
Per moltissime persone.

Se a San Carlos de Bariloche, in Argentina, è curiosamente presente una villa che è una copia quasi identica della residenza di Hitler nel Berghof, la cosa non deve stupire più di tanto. Il villaggio fu costruito poco prima del 1938 ed è abitato da soli tedeschi.
E non è che puoi arrivare lì, scendere dalla macchina e chiedere: «scusi, mi dice qualcosa su Hitler?» perchè, verosimilmente, qualcuno ti tira e ti prende. E’ gente suscettibile. A ragione.
Hitler-in-aereo
In pratica l’FBI ha de-secretato delle chiacchere mai verificate.
Sì, qualcuno si mosse, a suo tempo, ma solo privatamente e scontrandosi con un muro di omertà.
In un’intervista rilasciata, la squadra ingaggiata da Robert Baer racconta delle difficoltà e delle riluttanza a parlare dell’argomento persino alle Canarie dove è stato reso noto il sito nazista che ai locali  era conosciuto dai tempi della guerra. Oggi ci sembrano delle novità, ma in realtà non lo sono. Qualcuno ha scritto in un libro (solo in spagnolo) che l’attività nazista è continuata sino agli anni ’50 e che le spese per costruire la base le pagò la Spagna di Franco.
Un bel libro deve essere “Hitler vivio y murio en Chile” di Osvaldo Muray. Particolarmente dettagliato.
Quello di cui ci hanno parlato è solo la punta piccolissima di un iceberg che forse non vedremo mai.

Una domanda. Perchè il team di Robert Baer non ha visitato il faro di Carranza, nei pressi del quale la Marina cilena ha reperito sicuramente i resti di un sottomarino tedesco?

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