18 aprile 1940: news

Attività politica e diplomatica.
war-NewsNegli ambienti politici e militari dell’Olanda e del Belgio si dichiara che questi Paesi non solo ostacoleranno un’eventuale invasione, ma faranno subito causa comune con la parte avversa. Questa linea di condotta sarà la stessa di fronte a tutti i belligeranti.
(si intende che l’eventuale invasore avrà già considerata e ampiamente valutata l’ipotesi…).
In Svizzera* il Governo prende energiche misure di vigilanza e di sicurezza.
(una considerazione stupida. Chi mai avrebbe pensato di attaccare la Svizzera che amministrava i soldi di quasi 2/3 degli affari europei? Reich millenario compreso?)
A Washington Roosevelt esprime la speranza che lo status-quo possa essere mantenuto in tutto il Pacifico.
(persona non informata dello status-quo… giapponese)
A Parigi il Senato si riunisce in Comitato segreto.
La stampa italiana smentisce che il Governo fascista abbia intenzione di compiere un passo diplomatico a Londra per precisare i suoi interessi nel Mediterraneo e nei Balcani.
(non ce ne sarebbe stato il bisogno. Churchill e compagnia bella sapevano esattamente ogni cosa senza dover chiedere nulla…)

Attività militare.
In Norvegia proseguono le azioni di guerra. A Narvik truppe inglesi compiono un tentativo di sbarco: a Trondheim un attacco aereo; a Stavanger incrociatori britannici aprono il fuoco a grande distanza ma sono contrattaccati da forze aeree tedesche che gliene suonano di brutto! (linguaggiononpropriodablog).
Truppe germaniche avanzano verso gli obiettivi prestabiliti; a nord ovest di Arendal due torpediniere norvegesi sono attaccate da aerei germanici. Tutta la zona di Oslo fino alla frontiera svedese è occupata stabilmente dai tedeschi.
Il Ministero della Guerra britannico comunica che lo sbarco delle truppe inglesi in Norvegia continua e che il Comando britannico ha preso contatto con quello norvegese.
Un trasporto tedesco è affondato; un sommergibile è colpito; 5 aerei sono colpiti o danneggiati.

Oslo-occupazione

* la fonte che cito riporta la frase scritta così: «In Isvizzera…»!
Credo sia un linguaggio del 1950. Io avevo la cognata che soleva ripetere:
«se domenica è bello andiamo fino in ispiaggia!»…, oppure: «questa cosa la compro solo se me la mettono in isconto!»
Mia madre, che fu insegnante di italiano, mi guardava con aria da reprimenda fascista se ripetevo quello che lei chiamava: “una ferita nel linguaggio del volgo…”.
Poi la cosa si è persa. Any feedback?

 

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