voglio l’Amerika…

Questi particolari mi fanno morire… (sto leggendo…) e comincio col dire che tutti i grandi personaggi (delinquenti compresi) sono sempre stati fanatici per la propria sicurezza. E anche Hitler non fu da meno. Anche se ripeteva soventemente che si sentiva protetto dalla Provvidenza, pensò che quest’ultima non andava continuamente messa alla prova e perciò,
– Lui – dove fare qualcosa.
Dopo che venne a sapere dell’attentato al suo fido rappresentante in Cecoslovacchia (Heydrich), scelse di disdire il programma che lo avrebbe portato in Francia: a Parigi non sarebbe tornato mai più.
Il 1942 era un momentaccio. In quel periodo veniva minacciato quasi ogni mese da un attentato e, di conseguenza, i servizi di sicurezza tedeschi furono messi in stato di allerta massima. Fin qui tutto normale: tutto bene.
treno-blindatoIl 29 maggio 1942, a Berlino doveva tenere un discorso che “grondava vendetta” , due giorni dopo l’attentato ad Heydrich.
Ma era in Polonia.
Allertò il suo treno speciale “Amerika“, come sempre scortato dalla contraerea e arrivò alla cancelleria del Palazzetto dello Sport, dove doveva parlare, perfettamente lindo, fresco e riposato. Almeno così pensavano tutti i suoi subalterni. Non era vero. – Lui – era con gli occhi fuori dalle orbite per la paura e si agitò moltissimo. Malissimo.
Comiciò ad urlare come un forsennato con quella voce strozzata e cominciò una rumba pazzesca! Venne chiamato il capo della sua sicurezza e lo esortò a prendere misure adeguate.  Misure adeguate = 650 incaricati della Direzione centrale della Polizia di stato, coadiuvati da centinaia di poliziotti, piantonarono il percorso e delimitarono tutta la zona del Palazzetto. discorso-di-HitlerCon precisione pignolesca ogni cosa fu esaminata: cavità, fosse, strutture, cassette della posta, distributori automatici, idranti, estintori, impalcature, monumenti, alberi e steccati; nulla fu lasciato al caso. Si calcola che, in totale, un migliaio di persone contribuirono alla sicurezza di quella giornata.

Sono sicuro che un servizio così non fu presente quel giorno a Dallas, quando cucinarono per benino il povero Kennedy…

trainComunque, nel timore di eventuali attacchi Hitler solito rendere noti i suoi viaggi solo all’ultimo momento. Non solo “Amerika”, il treno del Fuhrer, anche gli aerei di Hitler, sorvegliati in modo speciale e dotati di mitragliatrici che li rendevano quasi uguali alle fortezze volanti USA, erano sottoposti a severissimi controlli.

Direttamente sotto il sedile riservato ad Hitler, rinforzato da placche in acciaio dello spessore di 12 mm, si trovava una botola, da aprirsi mediante una leva rossa, attraverso la quale il Fuhrer si sarebbe potuto mettere in salvo lanciandosi con il paracadute. Gli apparecchi erano tenuti sotto sorveglianza paranoica, ventiquattr’ore su ventiquattro, da una cinquantina di SS accuratamente scelte. Non era consentito trasportarvi pacchi o posta.
I rifornimenti e la messa a punto avvenivano sempre sotto la sorveglianza di un altro manipolo di SS, uomini che, dopo un accurato controllo del loro «curriculum vitae», erano stati scelti e classificati come “politicamente assolutamente corretti“.            Ma qui arriva il meglio.

Tutte le volte, prima di sollevarsi in volo con Hitler, il velivolo doveva effettuare, ovviamente senza il Fuhrer a bordo, un volo di prova di dieci/quindici minuti fino alla quota prevista per il viaggio. Hitler-in-volo
Il capopilota Baur e gli assistenti di volo non dovevano mai cambiare. L’equipaggio, sottoposto a continue simulazioni di allarme (fino a due al giorno) doveva sempre restare a disposizione immediata, giorno e notte: Hitler doveva poter rendere noti i suoi spostamenti solo all’ultimo istante ed essere servito (oltre al personale tecnico, erano impiegate settantasei persone sceltissime).
Il Comandante dell’aeroporto di Tempelhof, in perenne stato di angoscia, del resto come gran parte degli addetti terrorizzati, fu ricoverato diverse volte per riprendersi dall’ansia di servire tempestivamente il suo dittatore.

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Così e in molti casi, tutti i giorni dal 1938 ad inizio 1944. Guerra a parte.

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